Fabrizio Barca 150319072850
RELAZIONE CHOC 19 Marzo Mar 2015 0725 19 marzo 2015

Pd Roma, Barca: «Partito cattivo e pericoloso»

La sentenza dopo tre mesi come inviato di Orfini. Che conferma: «È tutto vero. Un iscritto su 5 ha problemi».

  • ...

L'ex ministro della Coesione territoriale e inviato del Pd nei circoli dem di Roma, Fabrizio Barca.

Choc nel Partito democratico di Roma. Che Fabrizio Barca nel suo dossier stilato dopo il commissariamento ha definito «non solo cattivo, ma pericoloso e dannoso» e che «lavora per gli eletti anziché per i cittadini». Inoltre, sempre per l'ex ministro della Coesione territoriale, il partito «subisce lo scontro correntizio e le scorribande dei capibastone».
A riportare la fotografia di Barca è stato il quotidiano La Repubblica, dopo che il commissario Matteo Orfini l'ha inviato nei circoli dem di Roma a seguito dell'inchiesta Mafia Capitale.
LAVORO NELLE SEZIONI. Per redarre il suo dossier, l'ex ministro e il suo gruppo di lavoro hanno battuto palmo a palmo le sezioni Pd romane, intervistando dirigenti e militanti, arrivando alla conclusione choc.
«Nel partito», ha scritto Barca, «si vanno delineando, a un estremo, i tratti di una formazione dove non c'è trasparenza e neppure attività» e «dove traspaiono deformazioni clientelari e una presenza massiccia di carne da cannone da tesseramento».
PARTITO ANCHE BUONO. Ma nel rapporto dell'ex ministro c'è spazio anche per le note positive. All'estremo opposto rispetto al «Pd cattivo», ci sono i «segni di un partito davvero buono, che esprime progettualità, ha percezione della propria responsabilità territoriale, sa agire con e sulle istituzioni, è aperto e interessante le per le realtà associative del territorio e sa essere esso stesso associazione, informando cittadini, iscritti e simpatizzanti».
ORFINI CONFERMA. Nel mezzo, invece, c'è una zona grigia di «partito dormiente, dove si intravedono le potenzialità e le risorse per ben lavorare e dove il peso di eletti e correnti è sfumato, ma si è chiuso nell'autorefenzialità di una comunità a se stante, poso aperta all'innovazione organizzativa, al ricambio, al resto del territorio».
A confermare l'analisi di Barca è stato lo stesso Orfini: «Il dossier dice la verità. Se non fosse stato così, il Pd di Roma non sarebbe stato commissariato».
«PROBLEMI» PER UN ISCRITTO SU CINQUE. «Oggi un iscritto su cinque presenta dei problemi», ha proseguito Orfini, «c'è chi proprio non sa di essere iscritto al Pd, chi risulta irrintracciabile anche se abbiamo nome e cognome e ci sono persone che rientrano in una filiera e che ti rispondono; 'mi ha iscritto quel parlamentare, quel consigliere regionale, ma io in realtà non ho pagato nulla, ha fatto tutto lui, non partecipo'», a concluso Orfini.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso