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SPIRITO ASPRO 20 Marzo Mar 2015 1615 20 marzo 2015

E Lupi ora deve vestire i panni dell'ex ministro

Tra abiti firmati e rolex, ennesimo scandalo all'italiana. Tanto paga sempre Pantalone.

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Maurizio Lupi.

Una delle iniziative più meritorie della Compagnia delle Opere, l'impero economico di Cl da cui proviene il da oggi ex ministro Maurizio Lupi, è il Banco Alimentare, la mega-colletta di derrate a beneficio dei poveri.
Dopo gli sviluppi del caso Incalza, i poveri dovrebbero ricambiare attivando un Banco Sartoriale, per raccogliere abiti a giacca a beneficio degli ex ministri ciellini e dei loro familiari, così non dovranno andare a farseli regalare da imprenditori maneggioni. Facendo la figura non solo dei corrotti, ma dei pezzenti.
IL ROLEX, DONO PREFERITO DEL MALAFFARE. Perché ok, i Rolex sono da sempre presenze fisse nei loschi corteggiamenti fra imprenditoria e politica, e non solo. Quindici anni fa i celebri orologi ginevrini, gentile cadeau di Luciano Moggi, brillavano al polso dei designatori arbitrali (che il Rolex sia ancora il regalo più indovinato per un arbitro lo conferma Tavecchio, che ne ha regalati tre ai direttori di gara della finale dei Mondiali brasiliani).
Nel galateo del malaffare, il Rolex è anche il tipico presente con cui si ringrazia un colonnello delle Fiamme Gialle per una verifica fiscale compiacente (casi recenti a Napoli e Bologna). Gli ultimi a volere che l'Italia diventi un Paese onesto sono i lavoratori della Rolex, perché l'azienda andrebbe presto in fallimento.
LUPI RIMPANNUCCIATO, CHE SQUALLORE. Ma farsi rimpannucciare di fino per partecipare al matrimonio della figlia di un amico, via, è squallido. Lupi poi non è un dandy come suo compagno di partito Formigoni, che avrebbe commissionato l'abito al sarto personale di Liberace.
Lupi, già che c'era, poteva domandare per sé e per il figlio uno smoking di Caraceni, e invece si è rivolto al solito sarto di famiglia che veste anche il suo staff, Vincenzo Barbato, uno che dovrebbe conoscere le misure di Lupi e Lupacchiotti a menadito, e invece ha combinato un pastrocchio incorrendo nelle ingrate contumelie lupesche.

In Italia paga Pantalone, ma non si sa chi paga il pantalone

Maurizio Lupi nell'Aula della Camera durante il suo question time sull'inchiesta Grandi Opere (18 marzo 2015).

Forse Barbato possiede un ago-radar che percepisce se un abito è frutto di corruzione e lo cuce malissimo, oppure subappalta la confezione dei vestiti della Lupi family a una famiglia di cinesi ignari delle variazioni del girovita e dello stacco di gamba del ministro delle Infrastrutture.
Viene da rimpiangere i fascisti in doppiopetto, che almeno il doppiopetto se lo pagavano di tasca propria.
UN VESTITO È UN REGALO INTIMO. Regalare un abito è un costume arcaico, che ci riporta all'epoca in cui filare, tessere e cucire era operazione lunga e faticosa i cui prodotti avevano prezzi proibitivi.
Nobili e re si scambiavano mantelli di stoffe pregiate ricamati d'oro e di pietre preziose; agli ecclesiastici si donavano e si donano paramenti sacri riccamente ornati.
Nell'epoca delle confezioni in serie il vestito è un regalo intimo, ispirato dall'affetto: gli innamorati si scambiano maglioni, cravatte a fantasie assurde o completini intimi sexy; le donne regalano pagliaccetti e tutine al bimbo dell'amica neo-mamma.
Ma perché un ministro della Repubblica deve farsi regalare un vestito da un altro uomo?
PIÙ CHE INCALZA CHIMIAMOLO INGIACCA. È un dettaglio che racconta molto di cos'è la corruzione in Italia: qualcosa che ci si porta addosso, quasi a contatto con la pelle, tagliato su misura in un Principe di Galles fatto di mille trame e orditi.
Il politico riveste una carica, l'imprenditore riveste il politico. Anziché tirarlo per la giacchetta, gliene regala una di taglio sartoriale.
«La moglie che ama il proprio marito lo cambia spesso», diceva negli Anni 60 lo spiritoso slogan della Facis, gloriosa ditta di abbigliamento maschile.
Sostituendo "ministro" a "marito", potrebbe essere anche il motto dell'imprenditore alla Incalza (che, vista la propensione ai capispalla, sarebbe meglio chiamare Ingiacca).
E mentre per colpa di un vestito Lupi indossa i panni dimessi dell'ex, restiamo il Paese dove paga Pantalone, ma non sempre si sa chi paga il pantalone.

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