DOPPIA TATTICA 22 Marzo Mar 2015 1000 22 marzo 2015

Varoufakis-Tsipras due leader opposti che stanano l'Ue

Uno spara, aizza gli animi e fa il mondano. L'altro media, ripara e resta modesto. Varoufakis e Tsipras, così diversi: «Senza aiuti è impossibile pagare il debito».

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da Bruxelles

Yanis Varoufakis e Alexis Tsipras.

Uno ha la fiamma ossidrica, l'altro l'estintore.
Uno scalda le riunioni dell'Eurogruppo con affermazioni maldestre, l'altro corre ai ripari organizzando incontri al margine del summit europeo con i leader più importanti dell'Ue.
Uno dice che «l’Italia è nella stessa identica situazione della Grecia», irritando chi dovrebbe invece avere come alleato, l'altro rasserena gli animi facendo le telefonate giuste, abbraccia il presidente della Commissione europea e visita i capi di governo che contano: a partire da Angela Merkel il 23 marzo a Berlino.
Uno si fa fotografare dalla rivista mondana francese Paris match come un divo nella sua casa di Atene vista Acropoli, l'altro vara leggi anti-povertà contro la crisi umanitaria e chiama suo figlio Ernesto in onore di Che Guevara.
IL DIAVOLO E L'ACQUA SANTA. Insomma, il diavolo e l'acqua santa verrebbe da dire guardando il ministro delle Finanze greco e il suo premier.
Eppure Yanis Varoufakis e Alexis Tsipras stanno giocando la stessa partita, anche se con due strategie diverse.
«Ma ancora non si capisce quanto siano studiate o casuali», si interrogano alcuni diplomatici.
Resta il fatto che nella loro maratona da Atene e Bruxelles i due continuano a scambiarsi il testimone, a seconda delle necessità.

Li vogliono uno contro l'altro, ma Alexis smorza le tensioni

Alexis Tsipras.

Là dove uno crea uno strappo, l'altro ci mette una pezza, perfettamente coordinati.
Molti li vorrebbero vedere litigare, spaccarsi, ma il duetto regge e di tragedie greche, per ora, neanche l'ombra.
A ribadirlo è stato lo stesso Tsipras il 20 marzo in occasione del vertice europeo: «Non c'è nessun problema politico né a livello nazionale né europeo con Varoufakis», ha assicurato.
NESSUNA INGERENZA. «Il governo funziona in modo collettivo, non ci sono strategie personali e da parte dei partner Ue non c'è stato nessun accenno a questo tema», anzi, ha aggiunto, «non posso nemmeno immaginare che Merkel o Hollande possano dire che il governo greco deve cambiare il suo ministro delle Finanze».
Insomma, nonostante le pressioni che sembrerebbero essere state fatte da alcuni funzionari della Troika e non solo per destituire il ministro delle Finanze elleniche, Tsipras non pare disposto a ricevere nessuna richiesta di questo tipo, soprattutto perché indebolirebbe il suo governo.
Ma anche perché Tsipras è consapevole che a Bruxelles Varoufakis non ha riscosso un buon successo sin dall'inizio, indipendentemente dal suo atteggiamento.
YANIS CAPRO ESPIATORIO. Accusato di perdere tempo, di aver messo sul tavolo dell'Eurogruppo proposte irricevibili, incomplete e insufficienti, Varoufakis è diventato il capro espiatorio per chi pensava che a un mese dalle elezioni la Grecia dovesse risolvere tutti i suoi problemi senza rinegoziare tecnicamente e soprattutto politicamente gli accordi fatti con le istituzioni europee dal precedente esecutivo nazionale.

Per qualcuno Varoufakis era il cavallo di Troia dentro Syriza

Il ministro delle Finanze Yanis Varoufakis.

Su Varoufakis è stato detto di tutto, è stato persino definito un «cavallo di Troia» per Syriza, perché in passato è stato consigliere economico del governo socialdemocratico Pasok del primo ministro George Papandreou, l'uomo che per primo ha messo la Grecia sulla strada dell'austerity.
E nulla è servito il fatto che Varoufakis abbia più volte ribadito di essere sempre stato contrario all'accordo di Papandreou con la Troika.
OGNI LOOK UNA COPERTINA. Qualsiasi sua frase è diventata un titolo, qualsiasi suo look una copertina.
E alla fine è stato Varoufakis stesso a cadere nella trappola diventando protagonista volontario del gioco al massacro mediatico.
Ma anche dopo il servizio fotografico su Paris Match, Tsipras ha continuato a prendere le difese del suo ministro.
VIDEO FALSO, ANZI NO. E incurante delle insinuazioni di parte dell'opinione pubblica, proprio nello stesso giorno della polemica sul video pubblicato dalla televisione tedesca Ard in cui Varoufakis sembra mostrare il dito medio alla Germania (video che prima sembrava un bluff e poi invece si è rivelato vero), il premier greco ha ottenuto un invito da parte della cancelliera tedesca per un incontro bilaterale a Berlino.
Incontro che segue il mini summit ristretto sulla Grecia con i leader più importanti dell'Ue che ha avuto luogo a Bruxelles nella notte tra il 19 e il 20 marzo.
Un altro successo incassato da Tsipras per riportare la questione del debito greco sul piano politico, là dove quello tecnico con Varoufakis si era arenato.

Merkel: «Dialogo molto buono e costruttivo» coi greci

La stretta di mano fra Alexis Tsipras e Angela Merkel.

Subito dopo la cena del vertice europeo, Merkel insieme con il presidente francese François Hollande, il presidente della Commissione europea Jean-Claude Jucker e i presidenti del Consiglio europeo Donald Tusk, della Bce Mario Draghi e dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem hanno discusso per circa tre ore della questione greca.
ANGELA «RILASSATA». E alla fine è stata proprio la cancelliera tedesca a dire di avere avuto un «dialogo molto buono e costruttivo» con Tsipras, aggiungendo di essere «molto rilassata» rispetto all'incontro con il premier greco a Berlino.
RIFORME, POI I SOLDI. Le nuove tranche del prestito di cui ha bisogno Atene «non potranno essere sborsate fino a quando non saranno state attuate le condizioni dell'accordo del 20 febbraio», e solo «dopo che sarà stata completata la valutazione positiva delle riforme» decise dal governo greco, ha però puntualizzato Merkel.
E questo vale «sia per i pagamenti da parte dell'Efsf (il Fondo salva Stati, ndr) sia per i trasferimenti dei profitti che la Bce ha ottenuto nel 2014 dai titoli di Stato greci» con gli acquisi Smp (Securities Market Program) lanciati a partire dal maggio 2010.

Ma Atene non vuole fare la «fatica di Sisifo»

Il presidente russo Vladimir Putin.

In realtà Tsipras e il suo ministro delle Finanze speravano di poter ottenere dal mini vertice almeno lo sblocco immediato dei pagamenti della Bce.
Come ha provato a spiegare il premier e come ha scritto Varoufakis in un articolo sul Financial Times firmato con il vice premier greco Dragasaksi, i partner europei dovrebbero «dare una possibilità alla Grecia» e a non farle ripetere la «fatica di Sisifo», che spingeva un masso sulla collina e poi lo vedeva ricadere giù.
APPELLO NON ACCOLTO. Un appello che i sei leader che hanno partecipato al mini summit ristretto sulla Grecia la sera del vertice europeo non hanno accolto del tutto.
Ma la maratona di Tsipras e a distanza del suo ministro delle Finanze non finisce qui: ad aprile il premier greco è atteso anche in Russia.
PUTIN ARRIVA IN AIUTO? L'annuncio della sua visita l'8 aprile a Mosca (in realtà era prevista per maggio, ma è stata anticipata) apre alla possibilità che il presidente russo Vladimir Putin possa davvero aiutare la Grecia dandole i capitali per evitare l'insolvenza.
O magari è solo un bluff, una carta che Tsipras sta solo giocando. Ma forse all'Ue non conviene andare a vedere. Perché se davvero Varoufakis e Tsipras sembrano a volte il diavolo e l'acqua santa, è bene non dimenticare che alla fine sono due facce della stessa medaglia.

Twitter: @antodem

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