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SUCCESSIONE 23 Marzo Mar 2015 1842 23 marzo 2015

Lupi, Mattarella vuole un ministro prima di Expo 2015

Renzi vuole tenere l'interim ai Trasporti. Ma il Colle: «Un nome entro maggio». Cantone ancora in corsa. Tra i politici si punta su Delrio, Quagliariello o Zanetti.

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Matteo Renzi e Graziano Delrio.

Anche Sergio Mattarella sembra essersi adeguato al motto renziano del “correre, correre, correre”.
Stando ai rumor che trapelano, dopo i 60 minuti di faccia a faccia con il capo del governo Matteo Renzi, a cui ha affidato l'interim delle Infrastrutture e dei Trasporti, il presidente della Repubblica avrebbe fatto presente, alla sua maniera, con compostezza e tranquillità, che l'incarico non può durare fino all'inaugurazione dell'Expo 2015 il primo maggio, come invece vorrebbe il presidente del Consiglio.
TROPPI DOSSIER SUL TAVOLO. Ci sono troppi dossier scottanti in ballo al Mit per rischiare che i tanti impegni assunti dal premier (che è anche segretario del Partito democratico, non esattamente un gruppo facile da gestire) possano essere d'ostacolo alla soluzione dei problemi: dalle vertenze aperte al debellamento del clientelismo e del “poltronismo”.
Il dicastero che fino a pochi giorni fa è stato guidato da Maurizio Lupi, insomma, deve essere riassegnato.
A persone competenti, ovvio, al di là del colore o dell'appartenenza politica, e su questo punto specifico capo del governo e capo dello Stato sono profondamente in sintonia.
NESSUNA PREVARICAZIONE. Di nomi, durante l'incontro al Quirinale, non ne sono stati fatti, come da copione: trovare una rosa di personalità qualificate al ruolo è un lavoro che spetta a Renzi, e Mattarella non ha nessuna intenzione di prevaricare i suoi compiti. Non è proprio nel suo Dna.
Nella testa del premier, però, qualche nome già circola.
Da quello del magistrato Anticorruzione Raffaele Cantone al fedelissimo sottosegretario Graziano Delrio, da Gaetano Quagliariello a Luigi Casero, senza escludere però Enrico Costa e Raffaele Calabrò.
PROMOZIONE PER ZANETTI? Oppure una promozione di Enrico Zanetti, attuale sottosegretario all'Economia e leader di quel che resta di Scelta civica, che proprio nelle ultime ore ha alzato la voce reclamando un disinteresse del presidente del Consiglio nei confronti di un partito che comunque fa parte della maggioranza che sostiene il suo esecutivo.

Con Cantone indagati e raccomandati spazzati via

Luca Lotti.

Il presupposto per capire cosa potrà accadere, da qui a qualche settimana, è però sempre lo stesso: il ministero delle Infrastrutture verrà spacchettato e le competenze dei Trasporti dovrebbero finire al nuovissimo dicastero del Mezzogiorno o dell'Innovazione (questa è la sigla che sta circolando nelle ultime nei corridoi dei Palazzi romani).
NENCINI A RISCHIO. Se la scelta dovesse ricadere su Cantone, allora - spiegano diverse fonti a Lettera43.it - «vorrebbe dire che Renzi si è deciso a chiudere un capitolo, perché gente come Del Basso De Caro, che è indagato, o Riccardo Nencini, finito nei brogliacci delle intercettazioni come presunto “raccomandato” da Ercole Incalza, non potrebbero mai convivere con un magistrato pignolo come Raffaele».
Se, però, il premier optasse per la soluzione politica, Delrio garantirebbe continuità al premier e garanzie agli alleati di maggioranza, al di là del “manuale Cencelli” utilizzato nella ripartizione degli incarichi nella squadra di governo.
LOTTI ACCANTONATO? Per ora è uscito dai radar il nome di Luca Lotti, braccio destro di Renzi fin dai tempi in cui presiedeva la Provincia di Firenze, forse solo per non rischiare di bruciarlo. Ma i soliti bene informati insistono nel non scartarlo dal novero delle possibilità.
Stando sempre agli spifferi di Palazzo, c'è una voce che circola con insistenza nelle ultime ore.
VIA ALLE CONSULTAZIONI. Renzi potrebbe iniziare un giro di mini consultazioni con gli alleati per raccogliere desiderata e suggerimenti sul da farsi, per poi presentarsi al Colle entro un mese con i nomi dei sostituti di Lupi da presentare a Mattarella.
Per ora non ci sono conferme, né smentite, ma la dritta va comunque nella direzione suggerita a Lettera43.it: il capo dello Stato vuole un ministro delle Infrastrutture prima dell'Expo, dunque prima delle elezioni regionali.
Con buona pace del premier, che per ora non lascia trapelare nessuna anticipazione da Palazzo Chigi sulle sue prossime mosse.

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