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DICHIARAZIONI 23 Marzo Mar 2015 1742 23 marzo 2015

Renzi: «Noi autoritari? No, sono loro pigri»

Il premier alla Luiss: «L'errore del governo è fare più di quanto comunica».

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Il premier Matteo Renzi.

L'idea di essere dipinto come un o che fa tutto da solo e non accetta il dialogo non gli piace: «Vorrei togliermi un sassolino: deriva autoritaria delle riforme è il nome che taluni commentatori e professori un po' stanchi danno alla loro pigrizia. Lo dico con il massimo rispetto...». Così il premier Matteo Renzi alla Luiss school of government.
«Chi è legittimato a decidere non è un dittatore perché se non prende decisioni consegna il Paese alla palude. Decidere, se legittimati a farlo, è democrazia. Tradisce la fiducia chi passa il tempo a vivacchiare senza che l'Italia abbia le riforme necessarie».
«NON SIAMO COMUNICATORI». E ancora, a chi lo critica di parlare troppo e agire poco, Renzi ha replicato: «Passiamo per il governo dei comunicatori ma ritengo che il governo non sia stato bravo a comunicare quello che ha fatto. Rovescio l'assunto: il governo ha fatto molto di più di quello che ha comunicato. E questo lo considero un errore clamoroso. Chi fa più di quello che comunica nella politica di oggi sta sbagliando tutto perché comunicazione è il modo di entrare in rapporto con i cittadini che sono i controllori, punto di riferimento fondamentale».
«SCOMMESSA SULLA SCUOLA». Forte accento, poi, sulle riforme, a partire da quella che riguarda le regole per il voto: «Tra cinque anni la nostra legge elettorale sarà copiata da mezza Europa. L'Italia dei prossimi 50-100 anni sarà non come sarà fatta dalla riforma del lavoro, che difendo, o la riforma della P.a., su cui ci giochiamo molto, o come le riforme istituzionali, ma sul modello educativo. Su questo ci giochiamo una delle chance di essere superpotenza mondiale. C'è bisogno di una scommessa sulla scuola».

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