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ISTRUZIONE 23 Marzo Mar 2015 1534 23 marzo 2015

Scuola, Poletti: «Troppi tre mesi di vacanza»

Il ministro: «Serve una discussione sul tema, magari per un mese si potrebbe fare formazione». Il confronto in Europa.

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Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti.

Un taglio deciso al consueto periodo di pausa estivo dagli impegni scolastici.
Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti a Firenze ha lanciato una proposta sul tema: «Un mese di vacanza va bene. Ma non c'è un obbligo di farne tre. Magari uno potrebbe essere passato a fare formazione. Una discussione che va affrontata».
«I miei figli d'estate sono sempre andati al magazzino della frutta a spostare le casse. Sono venuti su normali, non sono speciali», ha aggiunto l'ex presidente della LegaCoop a un convegno sui fondi sociali europei.
«RELAZIONE CON LAVORO». Secondo il ministro, occorre quindi cominciare a pensare che una relazione con il lavoro «è una cosa che vale la pena di fare».
Un modo anche, secondo il ministro, «per garantire una formazione».
A rispondere a Poletti ci ha pensato la collega Stefania Giannini, inistro della Pubblica istruzione: «Nel ddl sulla Buona scuola è già previsto che attività di stage si possano fare anche nei periodi di sospensione dell'attività didattica, estate inclusa».
Ma secondo Poletti «anche noi genitori, la società, dobbiamo riconsiderare il tema del lavoro e le giovani generazioni perché non c'è nessun obbligo di fare 90 giorni di vacanza».
Per il politico emiliano, insomma, non si distruggerebbe un ragazzino se invece «di stare a spasso per le strade della città andasse a fare quattro ore di lavoro».

PRESIDI: «OK AD ATTIVITÀ ESTIVE». Pronta la reazione di Mario Rusconi, vicepresidente dell’Associazione nazionale presidi: «Da anni, più o meno dai primi Anni 90, noi presidi chiediamo che ci siano piani intelligenti per l’utilizzo della risorsa scuola durante l’estate».
«L’idea di utilizzare i locali delle scuole durante l’estate per corsi di sostegno e recupero, per corsi di formazione particolari, per ospitare iniziative di giovani diplomati in cerca di lavoro ci trova dunque senz’altro d’accordo», ha aggiunto Rusconi.
RETE STUDENTI: «PAROLE DELIRANTI». Dura invece la replica di Alberto Irone, portavoce della Rete degli Studenti medi: «Il ministro Pcon le sue affermazioni dimostra di non avere la minima percezione della realtà: più della metà degli studenti italiani già lavora d'estate».
Semmai è necessario regolamentare e inserire percorsi formativi diversi da quelli didattici all'interno del percorso scolastico», ha spiegato l'organismo.

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