Senato 141210095324
VOTO 24 Marzo Mar 2015 2037 24 marzo 2015

Popolari, dal Senato ok definitivo al decreto

Via libera  al testo dopo l'approvazione alla Camera. Tra le norme tetto antiscalata e gli obblighi per la portabilità dei conti correnti.

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L'aula del Senato.

L'Aula del Senato ha approvato in via definitiva il decreto sulle banche che contiene la riforma delle popolari.
I sì sono stati 155, 92 no, nessun astenuto.
PROTESTE DELL'OPPOSIZIONE. Il voto è avvenuto dopo che il ministro Maria Elena Boschi aveva posto la fiducia sul testo, tra le proteste delle opposizioni.
In precedenza l'aula aveva respinto la richiesta di non passaggio all'esame degli articoli.
Diventa così legge la riforma della governance targata Renzi-Padoan, che impone agli istituti che superano la soglia degli 8 miliardi di attivi (a questo punto 11, con la fusione operativa da aprile tra Volksbank dell'Alto Adige e Popolare di Marostica) di diventare società per azioni.
ATTESA PER REGOLE BANKITALIA. Ora bisogna attendere le regole operative che Bankitalia deve mettere a punto (a breve) per far scattare le trasformazioni, ma molti istituti hanno annunciato l'intenzione di convocare le assemblee straordinarie già prima dell'estate, nonostante le norme concedano 18 mesi (ormai 16) per completare l'operazione.
TETTO ANTISCALATA. L'unica correzione introdotta alla riforma delle popolari, con cui si elimina il voto capitario (una testa un voto) è l'introduzione del tetto anti-scalata.
Gli istituti nella stessa assemblea che varerà la trasformazione in Spa, hanno l'opportunità di introdurre un limite all'esercizio del diritto di voto in assemblea almeno del 5%.
Il tetto introdotto con questa maggioranza potrà essere esercitato fino a 24 mesi.
PORTABILITÀ DEI CONTI. I conti andranno trasferiti senza costi per i clienti entro 12 giorni lavorativi, pena multe salate, da 5 mila a 64 mila euro per i dirigenti, ma anche i dipendenti, delle banche inadempienti.
Le norme sono valide anche per spostare conti titoli. Previsti indennizzi per i ritardi, che saranno quantificati dal Mef.
ANCHE COOP TRA PMI INNOVATIVE. Viene rivista la platea delle Pmi che avranno le stesse agevolazioni delle start up innovative (anche le società di capitali, se non quotate, e le cooperative).
Tra i criteri per rientrare nella nuova definizione anche gli investimenti in innovazione. Anche gli intermediari finanziari potranno sottoscrivere quote di start up e Pmi innovative.
IN SPA SALVA-IMPRESE ANCHE ENTI PREVIDENZA. Gli enti previdenziali potranno partecipare ma «in quota minoritaria» alla nuova società per la patrimonializzazione e la ristrutturazione delle imprese.
Il campo di azione è allargato a tutte le imprese in crisi, e va orientato anche a tutela dell'occupazione.
Sale a 550 milioni la garanzia dello Stato per le imprese in amministrazione straordinaria.
Sempre con un occhio all'Ilva di Taranto si prevede anche la precedenza nell'accesso al Fondo di garanzia delle Pmi per le imprese dell'indotto (in particolare sul fronte del risanamento).

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