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GIUSTIZIA 24 Marzo Mar 2015 1058 24 marzo 2015

Prescrizione, approvato il ddl: ma Ncd si astiene

Scontro con il Pd. Bocciate le proposte degli alfaniani. Si allungano i tempi.

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Il leader di Ncd, Angelino Alfano.

La Camera ha approvato con 274 sì, 26 no e 121 astenuti il ddl sulla prescrizione. Il testo va ora in Senato.
Ma la maggioranza si è spaccata: il Nuovo centrodestra, che in Commissione alla Camera ha votato contro il mandato ai relatori, ha ribadito più volte di non condividere la riforma dei tempi su questo fronte e per l'esame dell'Aula ha anche presentato un emendamento, bocciato dall'Aula con 337 voti contrari, per la soppressione delle norme in questione.
«Accogliamo con favore» la disponibilità del ministro Orlando di «rivedere questa impostazione e quindi in tal senso arriveremo ad astenerci in attesa di quello che avverrà in Senato», ha affermato il deputato di Ap (Ncd-Udc) Sergio Pizzolante in Aula alla Camera.
«ABROGARE L'ARTICOLO 1». «Ncd chiede in modo convinto l'abrogazione dell'articolo 1», ha ribadito l'alfaniano Alessandro Pagano, e qualora la maggioranza insistesse nel difenderlo, Ncd «sarebbe pronta a trarne le conseguenze per il voto finale».
«Abbiamo detto 'no' in maniera chiara all'articolo 1 senza per questo far decadere l'impianto complessivo e abbiamo dichiarato che ci asterremo dopo che il governo, con la replica del ministro Orlando, ha dato l'apertura. Apertura significa che in Senato ci sarà una rivisitazione».
IL PD: «UN TESTO EQUILIBRATO». «Noi non abbiamo allungato i tempi della prescrizione per tutti i reati, ma allunghiamo i tempi solo per alcune ipotesi di corruzione», ha replicato uno dei due relatori al ddl sulla prescrizione, la deputata del Pd Sofia Amoddio, intervenendo in Aula e sottolineando come si tratti di un testo «molto equilibrato». I reati di «corruzione sono difficilissimi da scoprire», ha sottolineato difendendo le norme del ddl, «e quando si scoprono spesso sono prescritti».
ORLANDO: «POSSIBILI MODIFICHE IN SENATO». Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha poi gettato acqua sul fuoco dichiarando che «la possibilità di coordinare le norme sulla prescrizione con interventi che devono incidere sulla ragionevole durata processo e sulle modifiche delle pene per alcuni tipi di reato sarà riservata alla seconda lettura in Senato».
«L'obiezione per cui questo ddl costituisce uno scambio di carattere politico», ha precisato però Orlando, «la ritengo irricevibile. Tempi e fatti la rendono destituita di ogni fondamento».
«Ci sono valutazioni che possono essere prese in considerazione, altre che non mi sento di condividere, valuteremo nel passaggio del Senato» ma «sull'impostazione della prescrizione non credo si possa tornare indietro», ha detto Orlando sui dubbi avanzati da Ncd sul ddl prescrizione.

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