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SCIVOLONE 25 Marzo Mar 2015 1733 25 marzo 2015

Bagheria, il M5s alza gli stipendi alla giunta

Poche risorse. Disabili senza assistenza. Condanna del Tar. Eppure nel Comune siciliano l'amministrazione grillina si adegua i compensi. Di 60 mila euro. 

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La città di Bagheria, nel Palermitano.

Nonostante le casse siano in dissesto, il Comune di Bagheria ha aumentato gli stipendi del sindaco e degli assessori.
Con la delibera numero 87 del 30 dicembre 2014, infatti, il primo cittadino Patrizio Cinque, punta di diamante del Movimento 5 stelle siciliano, e i membri della sua Giunta hanno approvato un aumento di spesa di 60 mila euro (coperto con l'aumento delle imposte comunali), che andranno a rimpinguare gli stipendi degli amministratori locali.
FRUTTO DI UNA SENTENZA. La notizia è passata sotto silenzio per diversi mesi, e a onor del vero va dato atto che si tratta di un adeguamento imposto da una sentenza della Corte costituzionale del 2013, che annullava un decreto del presidente della Regione Sicilia del 2011, con cui le indennità di carica erano state ridotte oltre il limite consentito dalla nostra Carta.
Ma in una situazione di emergenza reale, palpabile, come quella in cui si trova il centro di poco più di 54 mila abitanti alle porte di Palermo, fa comunque scalpore.
Se a firmare la delibera c'è poi un esponente grillino così osannato da elettori e portavoce parlamentari, la cosa fa ancora più sensazione.
DISABILI SENZA ASSISTENZA. Soprattutto alla luce delle polemiche scatenate a settembre 2014 da 80 famiglie di bambini disabili, che si sono visti negare dal Comune l'assistenza ai figli per il servizio igienico sanitario.
All'epoca Cinque spiegò che non c'erano le risorse per garantire gli operatori per tutte le ore di scuola, ma solo per due al giorno.
Tanto che i familiari degli alunni erano costretti a piombare in classe per aiutare i piccoli a espletare le loro funzioni corporali più impellenti, ogni qualvolta dagli istituti arrivavano le chiamate degli insegnanti.
Una situazione che costrinse i genitori di 38 ragazzi a rivolgersi al Tar di Palermo per ottenere il 10 dicembre 2014 dalla seconda sezione del Tribunale amministrativo siciliano (ricorso n.3441) la condanna del Comune, che avrebbe dovuto provvedere a ripristinare il servizio entro 15 giorni dall'emissione della sentenza, oltre a pagare le spese processuali (250 euro).

Bocciata la proposta di rinunciare al gettone di presenza

Patrizio Cinque, sindaco di Bagheria.

A oggi, però, nulla è ancora stato fatto.
Almeno stando alle proteste dell'opposizione, con il coordinatore cittadino del Partito democratico, Orazio Amenta, che il 24 marzo ha dichiarato: «Sono passati due mesi dalla sentenza del Tar che obbligava il Comune a fornire l'assistenza igienico-personale agli alunni disabili per tutta la durata delle lezioni. Sono trascorsi altri due mesi e non è successo niente. Anzi addirittura il 25 marzo scade il contratto con la ditta e ancora non si sa se, come e quando il servizio riprenderà».
SCONTRO COCCIA-NUTI. Questa vicenda a ottobre 2014 finì anche al centro di un acceso botta e risposta in aula alla Camera tra la deputata dem, Laura Coccia, e il collega pentastellato, Riccardo Nuti.
Ma anche in Consiglio comunale a Bagheria furono scintille, dopo che la maggioranza grillina, a novembre del 2014, bocciò la mozione del consigliere d'opposizione Carmelo Gargano (Forza Italia) che impegnava l'organismo a rinunciare al gettone di presenza finché i disagi per gli 80 bambini non fossero stati risolti.
DELIBERA IN POCHE ORE. Un mese dopo, addirittura, il sindaco Cinque e i suoi assessori approvarono la delibera per l'adeguamento dei «compensi per indennità di carica degli amministratori comunali» per 60 mila euro.
E nel giro di poche ore, per giunta. Perché il provvedimento proposto il 30 dicembre fu reso operativo nello stesso giorno. Un colpo dritto al cuore a tutti i principi del Movimento 5 stelle e del cosiddetto grillismo.

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