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ESTERI 26 Marzo Mar 2015 1933 26 marzo 2015

Argentina, respinte le accuse di Nisman contro Kirchner

Per il pm aveva cercato di insabbiare la 'pista iraniana' nell'inchiesta sull'attentato antiebraico del 1994.

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Alberto Nisman e Cristina Kirchner.

La Camera Federale argentina ha respinto l'imputazione presentata dal pm Alberto Nisman - trovato morto il 19 gennaio - contro la presidente Cristina Fernandez de Kirchner, accusandola di aver tramato per garantire l'impunità dei dirigenti iraniani accusati di aver organizzato l'attentato contro la mutualista ebraica Amia nel 1994 (85 morti). Nisman aveva presentato la sua denuncia - che oltre alla presidentessa coinvolgeva anche il ministro degli Esteri, Hector Timerman, e altri dirigenti politici - il 14 gennaio, quattro giorni prima di essere trovato morto con una pallottola in testa, in circostanze ancora non chiarite, nel suo appartamento di Buenos Aires.
RICHIESTA «PRIVA DI FONDAMENTO». Dopo la morte del pm, l'accusa è stata ripresa dal procuratore Gerardo Pollicita, che ha chiesto al giudice Daniel Rafecas di appoggiarla e autorizzare l'apertura di un'inchiesta sul caso. Il magistrato, però, ha respinto la richiesta del pm, sostenendo che era priva di fondamento. Successivamente, il procuratore presso la Camera Federale, German Moldes, ha presentato un ricorso in appello contro la decisione di Rafecas, quello stato respinto oggi dal tribunale: due dei magistrati hanno votato contro la richiesta del pm, e uno solo a favore.
POSSIBILITÀ DI PRESENTARE APPELLO. Questo non comporta necessariamente la fine del procedimento giudiziario: il procuratore Moldes ha ora la possibilità di presentare appello contro la decisione della Camera Federale alla Corte di Cassazione, che potrebbe rivedere le accuse di Nisman contro Kirchner, Timerman e gli altri denunciati.

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