Ministro Della Giustizia 150119101010
NODO 26 Marzo Mar 2015 1028 26 marzo 2015

Corruzione, Orlando: «Chi lo fa tradisce il Paese»

Il ministro sul ddl in Aula: «Per sconfiggerla serve un segnale da tutte le forze politiche». Senato, ok articoli 1 e 2 del ddl.

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Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando.

Sul ddl anticorruzione continua a muoversi la politica italiana.
Il Senato ha approvato gli articoli 1 e 2 del testo poco dopo l'intervento a Palazzo Madama del ministro della Giustizia Andrea Orlando.
«In questo momento storico chi si fa corrompere tradisce il Paese», ha detto il il politico spezzino.
Orlando ha aggiunto che «siamo riusciti a rendere più congruo e funzionale sistema di repressione».
APPELLO ALL'UNITÀ. Il ministro ha rivolto poi un appello all'unità: «Non sconfiggeremo la corruzione se non riusciremo a dare un segnale che deve caratterizzare tutte le forze politiche».
«STOP A PROPAGANDA». Nel suo intervento in Senato Orlando ha spiegato, non nascondendo una certa preoccupazione, che «se continua la logica del più uno e di smarcarsi trasmettiamo un altro messaggio: diciamo che la corruzione è una emergenza ma poi si preferisce lucrare qualche voto».
Poi un auspicio: «Cessiamo di fare propaganda e diamo un sevizio al Paese perché ci sono le condizioni per fare un significativo passo in avanti e togliere molti alibi».
VOTO FINALE IL 1 APRILE. I lavori il 26 marzo sono iniziati con la replica del relatore Nico D'Ascola del Nuovo centrodestra.
Il voto finale è atteso l'1 aprile.
PENE SCONTATE PER COLLABORATORI. Un maggior sconto di pena per il reo che collabora con le autorità.
A prevderlo un emendamento di Lega e Forza Italia al ddl anticorruzione approvato dall'Aula del Senato con il parere favorevole di relatore e governo.
In caso di reati contro la Pubblica amministrazione, indica la norma modificata, chi si adopera per limitare i danni dell'azione criminosa o fornisce le prove o aiuta a individuare gli altri responsabili o il sequestro delle somme o di altre utilità trasferite rischia una condanna ridotta «da un terzo a due terzi».
DI MAIO: LEGGE SVUOTATA. Nella discussione, il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio ha spiegato che il presidente di Palazzo Madama Pietro Grasso «dovrebbe togliere la sua firma da quel disegno di legge se veramente tiene a una legge anticorruzione perché quella non è una legge anticorruzione: è stata svuotata e svilita»: «I partiti», ha aggiunto, «stanno cercando di salvarsi la pelle».

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