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CORTEO 28 Marzo Mar 2015 1456 28 marzo 2015

Landini sfida Renzi: «Abbiamo più consenso»

A Roma la manifestazione Fiom Unions! Squinzi contro i sindacati.

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Maurizio Landini al corteo Unions! a Roma.

Il Landini day, il giorno della manifestazione Unions! organizzata dalla Fiom contro il Jobs Act, è cominciato con una dichiarazione che lascia poco spazio all'immaginazione: «Pensiamo di avere più consenso di quello che ha il governo», ha tuonato il segretario generale dei metalmeccanici Cgil, che più tardi si è espresso con parole ancora più pesanti contro l'esecutivo: «Sta proseguendo come i governi precedenti Monti e Letta e anche con un peggioramento rispetto al governo Berlusconi».
Per Landini la priorità è quella di «unire il lavoro. Non è un percorso facile ma intendiamo andare avanti, sia per riformare il sindacato sia per ridare voce a tutti i lavoratori».
«NON SIAMO QUI CONTRO RENZI». Arrivando in piazza della Repubblica, il leader Fiom ha ribadito: «Se vuoi risolvere i problemi, devi fare milioni di assunzioni. Il problema non sono quelle di gennaio e febbraio». E su Renzi: «Deve mettersi tranquillo, non siamo qui contro di lui. Noi vogliamo fare delle proposte per il futuro dell'Italia e siamo pronti a batterci sapendo di avere più consenso di quanto abbia il governo».
Il leader dei metalmeccanici ha poi spiegato che «la coalizione sociale è una proposta che abbiamo lanciato per unificare il mondo del lavoro e sarà quello che i soggetti che aderiscono decideranno: non è né la Fiom né Landini», e che c'è bisogno di «un nuovo modello di sviluppo, una riforma democratica del sindacato, coinvolgendo altri soggetti e allargando la rappresentanza: è quello che dobbiamo fare, è la risposta più forte ad un Governo che ha già fatto la sua coalizione sociale con Confindustria e Bce».
IN CORTEO LA MINORANZA PD. In corteo anche Susanna Camusso (nonostante rimangano le distanze sulla coalizione sociale) e Nichi Vendola. Non mancano esponenti della minoranza Pd, da Stefano Fassina a Rosy Bindi. Mentre Gianni Cuperlo, con un messaggio, si è detto vicino a Landini. «Caro Maurizio, in una giornata importante per te e la tua organizzazione voglio dirti che la vostra battaglia per la democrazia, per l'uguaglianza, i diritti e l'occupazione è anche la battaglia di molti di noi. Spero di poterti incontrare presto anche perché credo a ciò che hai sostenuto in questi mesi quando hai rivendicato per ora e per il futuro il tuo ruolo di sindacalista appassionato e schierato sempre dalla parte dei più deboli.

Botta e risposta con Squinzi

Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi.

Dure, invece, le critiche di Giorgio Squinzi che, appellandosi alla responsabilità dei sindacati, ha commentato: «Siamo in democrazia e il progetto politico della Fiom, oggi in piazza, non preoccupa ma spero anche che siano capaci di guardare avanti e non indietro perché proprio gli attori di oggi hanno fatto danni in passato, come la situazione in cui siamo oggi. I sindacati, infatti, hanno frenato tutto», ha aggiunto il leader di Confindustria, «se non ci diamo una smossa retrocederemo drammaticamente».
«BISOGNA MUOVERSI IN FRETTA». Squinzi ha citato a questo proposito l'accordo sulla rappresentanza sbloccato nelle scorse settimane con l'accordo operativo sulla certificazione. «Come Confindustria abbiamo firmato l'accordo sulla rappresentanza che permette di dare il giusto peso ai sindacati ma poi ci hanno fatto disperare per arrivare al regolamento applicativo fatto nei giorni scorsi». E «se per fare questo servono 18 mesi lascio immaginare il resto. Il mondo si muove a velocità straordinaria e chi fa impresa lo ha ben chiaro. Se non ci diamo una smossa retrocediamo drammaticamente».
LANDINI: «SQUINZI GIÀ AL GOVERNO». Immediata la replica di Landini, secondo cui Squinzi «è già andato al governo. E il governo sta facendo quello che dice lui, il suo soggetto politico ha già avuto molto successo».
Landini ha aggiunto: «Sì, è una manifestazione politica fatta dal sindacato», ma da sempre «il sindacato fa politica», una «sciocchezza» la teoria contraria, (ma «non diventa un partito») come anche la Cgil fa «da 100 anni»: «Non esisterebbe la Cgil se non fosse anche soggetto politico».
A fargli eco ci ha pensato Susanna Camusso: «In questa piazza ci sono i lavoratori metalmeccanici iscritti alla Cgil, che giustamente sono in lotta perché la legge delega sul lavoro riduce i diritti e perché vogliono rinnovare il contratto di lavoro».
La leader della Cgil ha sottolineato inoltre come il settore metalmeccanico sia quello che «ha pagato più pesantemente la crisi in termini di disoccupazione». Riferendosi, quindi, alle parole di Squinzi, questa «mi pare che sia la risposta sufficiente della ragione per cui siamo tutti qui in questa piazza».
PADOVANI ALL'ATTACCO. Ma le polemiche non sono finite. Dal Nouvelle Observateur, Marcelle Padovani, vedova dell'ex leader della Cgil Bruno Trentin, ha attaccato Landini colpevole di «usare il nome di Bruno Trentin come ispiratore del proprio pensiero e della propria azione». «Trentin pensava ed agiva in modo assolutamente diverso rispetto all'attuale segretario della Fiom», ha sottolineato Padovani. «Era critico, com'è noto per chi l'ha letto e ne ha condiviso l'azione sindacale, verso l'autonomia del politico, ma altrettanto critico verso l'autonomia del sociale che inevitabilmente conduce all'isolamento velleitario o al corporativismo».

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