Matteo Renzi 141024114438
MAMBO 29 Marzo Mar 2015 1543 29 marzo 2015

Renzi? Nasce dal disgusto per la sinistra

Landini dice che è peggio di Berlusconi. C'è la nostalgia del nemico perfetto.

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Il premier Matteo Renzi.

L’ha detta, Landini l’ha detta quella frase sussurrata nelle sezioni di partito, nelle riunioni sindacali, nei bar e nei salotti frequentati dai radical di sinistra o dai sinistri moderati radicalizzati dalla rottamazione renziana.
La frase, nella sua stupida semplicità, è lapidaria: «Renzi è peggio di Berlusconi».
In queste parole c’è la nostalgia del nemico perfetto: ricco, puttaniere, con sentimenti di destra e c’è il rigurgito dello stalinismo, malattia cronica della sinistra, quello stalinismo che ti invitava sempre a cercare il nemico vero nella persona che ti è più vicina.
Con questo slogan ci saranno sempre tanti raduni, forse si prenderanno voti ma si seppellirà definitivamente la sinistra. La si seppellirà non perché Renzi è un benefattore, un uomo da amare e da ossequiare.
DOVE NASCE RENZI. No, Renzi è quel che è e può piacere o no. Mi considero un non-renziano doc, molte cose di lui non mi piacciono ma la frase «si stava meglio quando si stava peggio» è una formula fuorviante e cretina. Chiudo qui con le confessioni personali.
L’anatema contro Renzi impedisce a Landini e ai suoi seguaci di capire alcune cose fondamentali. La prima è da dove nasce Renzi (e il Renzismo). Nasce, nascono, da una ripulsa verso una sinistra ideologizzata, paradossalmente di più ora che è morto il comunismo di prima quando c’era; nasce, nascono, da una determinazione a fare cose anche difficili e sgradevoli ma che sono sempre migliori del non fare di decenni; nasce, nascono, dal fatto che è meglio vedere un potere decidente, e quindi contrastabile, che la melassa del consociativismo.
IL DISGUSTO DELLA SINISTRA. Nasce, l’odiato Renzi, dal disgusto di massa verso la sinistra che oggi lo definisce un nuovo mostro. Questa sinistra non ha saputo proporre né temi né leader (stiamo ancora a Vendola!), è litigiosa, è vanitosa, è parolaia, non ha riferimenti culturali solidi. È affollata di persone che stanno a sinistra perché è l’unico luogo libero da occupare.
Con questa sinistra, direbbe il noto regista, non vinceremo mai e quando gli dovesse capitare di rivincere avrebbe bisogno di altri santi in paradiso, vedi Prodi, per trovare un rappresentante presentabile.
PREVALE LA SCELTA DEL NEMICO. Insisto. Mi rammarico che in questa compagnia di giro vi siano persone di solida formazione «comunista italiana»: persino il famigerato e lontano governo Scelba-Saragat, denominato, credo da Paietta, governo SS, trovò in un attento Togliatti colui che ne vide qualcosa di buono rispetto al passato. Si è persa la nozione delle dinamiche politiche, prevale la logica della scelta del nemico, nè si capisce dove è la sofferenza vera della società che cerca messaggi di rassicurazione o, all’incontrario, di rivolta (Salvini-Grillo) ma non la riedizione del famigerato “socialfascismo” anni 30.
Questa sinistra è bene che ci sia, va seguita, ma ci ricorderà come non bisogna diventare nei tempi che viviamo e in quelli che ci aspettano.

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