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ELEZIONI 30 Marzo Mar 2015 1730 30 marzo 2015

Francia, c'è solo Sarkozy contro la deriva lepenista

È tornato in scena. Spazzando via Hollande 67 seggi a 34. E persino i socialisti esultano: fermato il fascio-populismo del Front national. Ma per il 2017 il destino della sinistra è segnato.

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Per il resuscitato Nicolas Sarkozy è la «legge dell'alternanza».
La legge già scritta che, nel 2017, è destinata a consegnare la Francia ai conservatori dell'Ump e all'ex presidente, uscito di scena con la vittoria dei socialisti e rientrato prepotentemente in gioco quando il presidente e rivale François Hollande, complice la crisi economica e l'avanzata della destra sociale del Front national (Fn), non avrebbe potuto più recuperare.
«L'alternanza è iniziata e niente potrà fermarla», ha dichiarato Sarkozy dopo il successo del primo turno alle Amministrative. E il ballottaggio del 29 marzo gli ha dato ragione.
UNA DISFATTA SOCIALISTA. Il numero di seggi provinciali in mano alla destra moderata (la coalizione tra Ump e centristi dell'Udi) si è ribaltato dal 30% al 60%, con il Ps di Hollande sceso al 30% dei cantoni controllati.
E il Fn di Marine Le Pen, primo partito ma senza alleati, è rimasto con un pugno di mosche.
«Mai una maggioranza aveva perso tanti dipartimenti, mai il partito al governo ha avuto tanta sfiducia e tanto rifiuto», ha rilanciato Sarkozy, pronto per le primarie 2016 delle Presidenziali.
'FESTEGGIA' PURE VALLS. Socialisti e sinistra radicale, loro malgrado, possono solo festeggiare il salvatore della Francia dalla deriva fascio-populista di Le Pen.
«Una vittoria incontestabile della destra repubblicana», ha ammesso anche il premier d'Oltralpe Manuel Valls.
Neppure la chiamata in extremis all'unità per il secondo turno ha ricompattato la gauche francese. Dopo una tale disfatta, il risultato delle prossime presidenziali si preannuncia scontato.

Immigrazione e welfare: ora Hollande dovrà cambiare

Il primo ministro Manuel Valls e il presidente François Hollande.

Il risultato finale è stato di 67 seggi all'Ump-Udi e 34 ai socialisti: 28 in più ai conservatori, rispetto al 2011, e il Front national che, nonostante la frenata, da solo resta il partito più votato dai francesi.
Nel 2012 Sarkozy uscì di scena con la vittoria, dal primo turno, di Hollande, lasciando presagire un ritiro dalla politica.
SUICIDIO A SINISTRA. Tre anni dopo, la parola «destra» è sulla bocca di tutti e la sinistra appare polverizzata: «Il fallimento storico del programma socialista», ha scritto Le Figaro in un editoriale che attribuisce la responsabilità della disfatta, in primo luogo, al «suicidio» della gauche, divisa tra una base di militanti ancorati agli ideali egalitari del 1968 e un elettorato socialista sempre più sensibile alle «richieste di fermezza e protezione in materia di immigrazione e welfare».
«Incastrato in una terribile trappola», Hollande dovrà rivedere la sua agenda.
VALLS ANNUNCIA RIFORME. Ancor prima dell'intuibile scalata di Sarkozy a presidente bis, il primo risultato delle Amministrative è che dovranno essere accelerare le «riforme» dell'esecutivo: nel giorno della débâcle, in un afflato di renzismo il premier Valls ha annunciato di «raddoppiare le sue energie, per creare posti di lavoro».
Ma il governo socialista dovrà, innanzitutto, affrontare il nodo scomodo e annoso dell'immigrazione, che gli attentati di Parigi del gennaio 2015 hanno mostrato drammaticamente legato al tema della sicurezza.
PUGNO DURO DI NICOLAS. Più che sull'euroscetticismo, è su questo terreno che, dal 2008 Le Pen ha visto impennarsi i consensi dal 4,5% al 25%.
Se anche il programma di Sarkozy era una copia delle campagne passate, - semplicemente - annunciando più controlli e pugno duro, l'Ump-Udi è apparso più credibile di una sinistra che, al limite, promette di non fare più la sinistra.

Sarkozy verso le Presidenziali 2017: revenge della destra a un passo

Il secondo monito delle Amministrative del 2015 è non sottovalutare la crescita destra estrema.
Orfano del primo - storico - dipartimento in mano al Front national, a denti stretti madame Le Pen si è detta «soddisfatta» di aver sfiorato il 25%, il consenso più alto mai ottenuto sul territorio.
Il dato macroscopico resta, insieme al centinaio di consiglieri del Fn eletti nei cantoni.
E il merito di aver evitato un governatore targato Le Pen va tutto alla decisione di Sarkozy di ributtarsi, con tenacia, nell'agone politico, non all'inconsistenza di Hollande.
HOLLANDE COME IL PASOK. Per il primo e storico quotidiano francese Le Figaro, il risultato macroscopico segna una «doppia vittoria dell'ex presidente».
«Il Partito socialista ha perso pesantemente, la quarta e umiliante sconfitta elettorale per il governo» che, per bocca di Valls, alla vigilia del voto temeva di veder «fracassare la Francia contro il Front national».
Invece «è stato il suo partito a fracassare alle urne», quasi una «pasokizzazione» (il riferimento è alla dissoluzione dei socialisti greci, ndr), mentre l'estrema destra azzoppata di Le Pen resta «radicato a un livello senza precedenti».
LA RIVINCITA È INIZIATA. Anche Le Monde, foglio di centro-sinistra, riconosce Il «successo clamoroso di Sarkozy» eil «ritmo rapido dell'alternanza» in un momento di revenge della destra francese: avanzata alle Municipali del 2014, in «160 città con più di 9 mila abitati», con Le Pen in prima linea.
Non a caso, Valls ha parlato di «vittoria repubblicana».
E ORA LE REGIONALI 2015. Oltralpe, dove le elezioni locali sono spesso un trampolino per le Presidenziali (François Mitterrand nel 1981, Jacques Chirac nel 1995 e lo stesso Hollande nel 2012), Sarkozy dovrà tenere fede alla promessa di essere «forte, realista e profondamente nuovo», costruendo un vero progetto alternativo.
La prossima tappa è vincere anche le Regionali di dicembre 2015, contro il «Front national sempre in agguato» e l'ultimo anno di governo si preannuncia duro per Valls.
Ma, con una sinistra a brandelli, i francesi hanno preferito una destra già vista piuttosto che lo sciovinismo anti-euro e xenofobo di Le Pen.

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