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FACCIAMOCI SENTIRE 30 Marzo Mar 2015 1038 30 marzo 2015

Il Landini politico? Peggio di Berlusconi

Dalle pensioni agli orari di lavoro: Maurizio fa promesse irrealizzabili. Che vanno ben oltre le proposte choc del Cav. Un consiglio: pensi a rinnovare il sindacato.

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Maurizio Landini al corteo Unions! a Roma.

Come noto, Landini considera Renzi peggio di Berlusconi. Lo ha detto il 28 marzo nel corso della manifestazione indetta dalla Fiom.
Naturalmente la minoranza del Pd capitanata da Fassina e Sel di Vendola sono d’accordo con lui. È curioso che con questa posizione i tre si trovino sulla stessa linea di opposizione della Lega, del M5s, di Fratelli d’Italia, e anche del partito di Corrado Passera (la new entry Italia Unica).
Tutto legittimo, siamo in democrazia. Va però ricordato che la compagine citata parla spesso, o a turno, del rischio che proprio la democrazia corre a causa del “decisionismo” di Renzi: «Quello che sta facendo il governo non era mai successo nella storia del nostro Paese: si mettono in discussione principi della Costituzione e qui c'è una regressione pericolosa e grave», ha dichiarato.
LE 'PROMESSE' SULLE PENSIONI. È una affermazione altrettanto grave: c’è veramente di cosa preoccuparsi. Stiamo tornando a tempi ormai superati dalla storia? Lungi da me l’idea di difendere il governo Renzi. Saranno gli elettori che alle prossime votazioni daranno un giudizio insindacabile sul suo operato.
Quello che trovo curioso è che Landini per risolvere i problemi del Paese sembra voglia creare un ennesimo partito. Lui dice che non sarà un partito (cosa detta da tutti coloro che lo hanno successivamente creato). Per adesso la definisce una Coalizione sociale, ma in ogni caso l’idea di andare oltre la guida della Fiom mi sembra evidente.
A parte il fatto che la Camusso sembra aver preso le distanze da questo progetto, di cui non sarebbe stata nemmeno informata, credo che le sue recenti dichiarazioni possano leggersi come una conferma della volontà di scendere in campo: «Ridurre gli orari di lavoro e l’età pensionabile» e «ripristinare le pensioni di anzianità». Possiamo considerare che sia questa la base del suo programma elettorale?
PEGGIO DELLE PROPOSTE CHOC DEL CAV. Se l’interpretazione fosse corretta allora sì che potremmo considerare Landini peggio di Berlusconi. Si andrebbe oltre le vecchie promesse del Cavaliere quando con la sua proposta choc (definizione dell’interessato) prometteva, tra l’altro, all’inizio del 2013, di restituire entro un mese, in caso di vittoria delle elezioni, i soldi dell’Imu pagati per la prima casa. I soldi avrebbero potuto essere addirittura ritirati direttamente negli uffici postali.
Personalmente ritrovo nelle dichiarazioni di Landini la stessa forma di populismo, ovvero la scorciatoia più facile per trovare consenso. Tutti sanno che il nostro livello di debito pubblico, e in ogni caso lo stato dei conti del nostro Paese, non consentirebbe una cosa simile. E allora? Probabilmente anche Landini fa un calcolo sbagliato: con il prezzo del petrolio così basso, con gli attuali bassi tassi di interesse, la rivalutazione del dollaro, potremmo essere in presenza di un nuovo “boom economico”.

È troppo facile parlare sempre di diritti e mai di doveri

Matteo Renzi e Susanna Camusso.

Basta cavalcare la tigre. Poi chi la pensa come lui ha sempre una formula magica per risolvere tutto: una bella patrimoniale.
Lui, come tanti altri, non capiscono che le condizioni citate valgono non solo per l’Italia ma anche per tutti i nostri peers internazionali (Germania, Francia, Spagna, eccetera) per cui la nostra minore competitività rispetto a queste economie rimane sostanzialmente inalterata in assenza di riforme che possano rendere più attrattivo il nostro Paese per nuovi investimenti migliorando quindi il nostro grado di competitività.
Lui che ritiene di avere più consenso di Renzi, chieda per favore al signor Hollande e al Partito Socialista Francese che aria tira dalle loro parti anche in relazione ai risultati amministrativi del 29 marzo. Facile creare consenso parlando solo di diritti e mai di doveri. Troppo facile.
NESSUNO PARLA PIÙ DI BONANNI. Dopo lo “scandalo” della pensione d’oro del suo ex collega Bonanni non mi sembra abbia preso nessuna iniziativa per la modifica della Legge Treu n. 564/1996 che consente ai sindacalisti di ottenere una sostanziosa integrazione della propria pensione sulla base del versamento di un solo anno di contributi. Finito il chiasso mediatico su Bonanni (che probabilmente tornerà anche lui in politica con Italia Più) tutto è finito nel dimenticatoio.
«Ridurre gli orari di lavoro e l’età pensionabile» e «ripristinare le pensioni di anzianità». Chissà come mai i sindacalisti (con ambizioni politiche) iniziano sempre da qui. Forse perché la stragrande maggioranza degli iscritti al sindacato è fatta di pensionati? A pensare male è peccato ma ogni tanto ci si azzecca, diceva uno che di politica (e quindi di creazione del consenso) se ne intendeva assai.
A me Landini è anche simpatico con quel suo aspetto da “sempre arrabbiato” ma a Milano (che è solo la mia città adottiva essendo nato a Tarquinia) c’è una espressione che dice: «Ofelè al fa el so mestè», che tradotto mi dicono voglia dire «Pasticcere, fa il tuo mestiere». È un invito a occuparsi (bene) delle proprie attività anziché (male) di quelle di altri. Naturalmente è un invito rivolto non solo a Landini ma a tutti, nessuno escluso.
MEGLIO SE RINNOVA IL SINDACATO. Io gli suggerirei di lavorare per rinnovare il sindacato, per renderlo più moderno e più adeguato alle esigenze del mondo di oggi. Dovrebbe cercare di rinnovare il Paese introducendo anche il concetto dei doveri oltre quello sacrosanto dei diritti.
Trasformi il sindacato in una casa di vetro che, in quanto tale, possa garantirgli credibilità e fiducia. Sono un capo azienda e credo fortemente nel ruolo del sindacato. Dobbiamo però convenire che il mondo è cambiato e cambierà ancora molto più rapidamente rispetto al passato. Rivolti al passato non si possono trovare soluzioni né per il presente né tantomeno per il futuro.
Ci sono le nuove generazioni di cui farsi carico ed ogni giorno emergono nuovi lavori che non esistevano prima, rappresentando nuove esigenze a cui far fronte: occorrono pertanto risposte nuove e nuove forme di protezione. Nessuno può sottrarsi a questo dovere.
Dico a Landini che pensare di rispondervi dicendo che basti «ridurre gli orari di lavoro e l’età pensionabile» e «ripristinare le pensioni di anzianità» vorrebbe dire continuare a far sognare gli italiani peggio di come abbia fatto Berlusconi per oltre 20 anni. I risultati sono evidenti.

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