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GIUSTIZIA 1 Aprile Apr 2015 1549 01 aprile 2015

Caso Aldrovandi, sì al processo per Giovanardi

Via libera dalla Giunta. Il senatore era stato accusato di diffamazione aggravata.

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Ferrara: Patrizia Moretti con l'immagine del figlio morto, Federico Aldrovandi (27 marzo 2013).

La Giunta per le Immunità del Senato ha detto sì all'autorizzazione a procedere nei confronti del senatore Ncd-Ap Carlo Giovanardi chiesta dai giudici di Ferrara.
Contro la richiesta dei magistrati hanno votato i rappresentanti in Giunta di Forza italia, Gal, Ncd e Lega. A favore, invece, Pd e M5s.
DIFFAMAZIONE AGGRAVATA. Il parlamentare era stato accusato di diffamazione aggravata per alcune dichiarazioni rilasciate al programma radiofonico La Zanzara nel 2013 sul caso di Federico Aldrovandi, il 18enne morto a Ferrara il 25 settembre 2005 in un controllo di polizia.
Giovanardi è nel mirino della magistratura ferrarese per alcune dichiarazioni pronunciate dopo la manifestazione di solidarietà nei confronti dei quattro agenti condannati per la morte di Federico Aldrovandi, che si tenne a Ferrara il 27 marzo del 2013, sotto l'ufficio del Comune dove lavora Patrizia Moretti, la madre del ragazzo ucciso.
DEFINÌ LA FOTO CON IL SANGUE «UNA MONTATURA». La madre in quell'occasione aveva mostrato agli agenti una foto del figlio che era stata definita «modificata» anche da Giovanardi. Il senatore di Ap aveva dichiarato a La Zanzara che la foto mostrata da Patrizia Moretti, era una montatura e che «la macchia rossa che è dietro (la testa) è un cuscino, non è sangue». Ma la madre, aveva continuato Giovanardi, «ha detto che è sangue e neppure lo può dire perché non è così», ribadendo più volte l'affermazione. Giovanardi aveva replicato alle accuse di diffamazione sostenendo di non aver mai detto che «la foto fosse modificata».
DECISIONE CHE ORA SPETTA AL SENATO. «Ho sempre detto che la foto mostrata dalla signora Moretti era vera», ha poi assicurato il senatore, «altra questione è rappresentata dalle differenti versioni che nel processo e fuori dal processo sono state date di quello che appare nella foto...». Ma la Giunta ha dato il via libera affinché i magistrati procedano nei suoi confronti per diffamazione aggravata. Una decisione che dovrà essere ora confermata dall'Aula di palazzo Madama.

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