Massimo Alema 140828170235
POLEMICA 1 Aprile Apr 2015 1037 01 aprile 2015

Caso Ischia, D'Alema: «Csm e Anm intervengano»

L'ex premier critica le intercettazioni in cui è stato nominato da Ferrandino.

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Massimo D'Alema.

Massimo D'Alema tuona contro la magistratura, dopo l'inchiesta che ha portato all'arresto del sindaco di Ischia, Giosi Ferrandino: «Non c'era alcuna necessità di utilizzare intercettazioni fra terze persone, senza valore probatorio, dove si parla di me de relato. Allora mi viene il sospetto che ci sia un motivo, per così dire, extra-processuale».
I DUBBI SULLE INDAGINI. Intervistato dal Corriere della Sera, D'Alema ha spiegato: «Dubito che la notizia dell'arresto del sindaco di Ischia e qualche suo presunto complice sarebbe finita sulle prime pagine dei giornali, se nell'ordinanza non fossero stati citati D'Alema, Tremonti, Lotti o qualche altro personaggio di richiamo. Ma se questa fosse la logica che ha ispirato i magistrati, ci sarebbe da preoccuparsi. Non per me, ma per il funzionamento della giustizia. Anche perché negli ultimi tempi si sono susseguite diverse assoluzioni che hanno sconfessato le indagini, soprattutto nei confronti di amministratori locali addirittura arrestati».
«INTERCETTAZIONI ILLEGITTIME». «Io non delegittimo nessuno», ha chiarito D'Alema, «ma credo che l'organo di autogoverno della magistratura, il Csm, ma anche l'Associazione magistrati, dovrebbero esercitare una maggiore vigilanza affinché certe misure non siano superate e la magistratura non si delegittimi da sola. Non ritengo legittimo un uso delle intercettazioni come quello che è stato fatto nei miei confronti».
«Prima è stato abolito il finanziamento pubblico ai partiti», ha osservato quindi D'Alema, «ora si criminalizza quello privato alla politica. Dopo cosa resterà?».
«IL VINO? IL FAVORE L'ABBIAMO FATTO NOI». «Quanto al vino», ha detto sull'acquisto di bottiglie, «mi viene da sorridere: se i pm vogliono acquisire agli atti una buona guida enologica scopriranno che i nostri spumanti sono segnalati tra i migliori, ed è notorio che in occasione delle festività le aziende ne acquistano in quantità per regalarli. Li abbiamo venduti e fatturati, concedendo la possibilità di pagare quattro mesi dopo: siamo noi che abbiamo fatto il favore alla cooperativa».

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