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TRATTATIVE 1 Aprile Apr 2015 0751 01 aprile 2015

Nucleare Iran, accordo appeso a un filo

Il ministro degli Esteri russo: «C'è l'intesa». Ma gli Usa: «Pronti ad andarcene». Decisivi colloqui del 2 aprile. Ombre sui negoziati.

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La riunione di Losanna sul nucleare iraniano.

Fiato sospeso a Losanna, in Svizzera, per l'avvicinarsi dello storico accordo sul programma nucleare iraniano. Ore decisive vissute con tanta speranza ma anche - come affermano alcuni dei protagonisti - in un clima di grande confusione.
Passata la fatidica scadenza del 31 marzo, i negoziati ufficiali sono stati sospesi e per riprendere l'1 aprile.
Secondo l'agenzia russa Tass, che cita fonti diplomatiche, i colloqui potrebbero essere prolungati di altre 24 ore.
GLI USA FRENANO. Il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, ha detto che finora Teheran non offre impegni tangibili: «In caso di mancato accordo, l'Iran potrebbe ritrovarsi a subire ulteriori sanzioni più pesanti. Siamo pronti ad andarcene senza un accordo». Il segretario di Stato americano, John Kerry, ha deciso di restare a Losanna almeno fino alla mattina del 2 aprile.
A Losanna è tornato anche il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius, che nella notte del primo parile era volato a Parigi.
A fine giornata ha detto: «Siamo a pochi metri dal traguardo, ma questi sono i metri più difficili da percorrere».
ACCORDO DEFINITIVO ENTRO GIUGNO. Dunque, siamo entrati nella fase davvero decisiva: o si chiude o si rischia di far saltare il tavolo. Nonostante i progressi fatti negli ultimi giorni, i rappresentanti delle grandi potenze mondiali e quelli dell'Iran non sono stati ancora in grado di raggiungere quell'intesa preliminare che dovrebbe poi portare all'accordo definitivo entro il prossimo mese di giugno.
Il più ottimista, alla sospensione di lavori, è stato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, per il quale sarebbe stata raggiunta un'intesa «su tutti i punti chiave» sul tavolo.
TECNICI AL LAVORO. Intesa che ora deve essere messa nero su bianco in una bozza a cui, ha spiegato Lavrov, i «tecnici» stanno già lavorando. Anche il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif spera che si sia entrati davvero nella fase finale, quella in cui si possa finalizzare l'accordo. Mentre il presidente americano Barack Obama ha riunito il team sulla sicurezza nazionale e dalla Situation Room della Casa Bianca si è collegato in videoconferenza con Losanna, per fare il punto con Kerry e con i negoziatori Usa.
RESTA IL NODO DELLE SANZIONI. I due nodi che non si è riusciti a sciogliere entro la deadline della mezzanotte del 31 marzo sono quelli che tengono i negoziatori impegnati da giorni: il timing per ritirare le sanzioni della comunità internazionale verso l'Iran - subito o gradualmente, e con quale gradualità - e quale tipo di attività nucleare consentire alle autorità di Teheran negli anni finali dell'accordo. Attività che per le potenze occidentali non dovrebbero consentire in alcun modo all'Iran di costruire la sua bomba atomica.
NETANYAHU FRENA. Contrario all'intesa il premier israeliano Benjamin Netanyahu, secondo cui «è tempo che la comunità internazionale punti i piedi per un accordo migliore con l'Iran. Il comandante delle forze rivoluzionarie iraniane ha detto che la distruzione di Israele non è negoziabile. Loro vogliono ancora distruggerci. Con un Paese del genere voi conducete trattative?», ha chiesto.

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