Disordini Aula Cinque 150401181547
TENSIONE 1 Aprile Apr 2015 1816 01 aprile 2015

Senato, esposto della procura contro il M5s

Aperta un'inchiesta sui disordini in Aula dei grillini contro lo Sblocca Italia. Grasso: «C'è un difetto di giurisdizione».

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Un fermo immagine mostra i senatori del M5s in Aula che protestano contro il decreto Sblocca Italia.

Sarà la Giunta delle elezioni e le immunità parlamentari del Senato a dare un parere sulla questione dell'inchiesta aperta dalla procura di Roma contro il Movimento 5 stelle a causa di disordini in Aula.
Lo ha riferito il capogruppo dei pentastellati Andrea Cioffi.
L'inchiesta è stata aperta a seguito dell'esposto presentato del senatore Enrico Buemi e altri colleghi senatori nei confronti degli esponenti del M5s che avevano impedito il voto in Aula durante le votazioni del decreto Sblocca Italia il 5 novembre 2014.
GRASSO: «DIFETTO DI GIURISDIZIONE». Il presidente del Senato Pietro Grasso ha fatto sapere di aver «chiesto alla procura di Roma che il procedimento e le convocazioni di testimoni non abbiano ulteriore seguito. Della questione sarà investita la Giunta per le elezioni e le immunità per le valutazioni di competenza». C'è un «difetto di giurisdizione», ha detto Grasso.
«VERA E PROPRIA INTIMIDAZIONE». Cioffi ha commentato duramente la notizia dell'apertura dell'inchiesta: «Nel corso della seduta odierna abbiamo appreso, dall'intervento di due colleghi di Forza Italia, che ci sarebbe un procedimento aperto dalla procura di Roma nei confronti di alcuni senatori del Movimento 5 stelle in riferimento a fatti accaduti in Aula e relativi, secondo le parole del senatore Nitto Palma, ad un attentato agli organi costituzionali che si sostanzierebbe nell'aver impedito, in tutto o in parte, il corretto funzionamento di detti organi». «Se le notizie della denuncia da parte di senatori di altri gruppi politici fossero confermate», ha aggiunto il capogruppo M5s al Senato, «saremmo davanti a una vera e propria intimidazione nei confronti di un movimento politico che rappresenta il 25% della popolazione e che ha sempre svolto legittimamente il proprio ruolo di opposizione».
«ATTACCO POLITICO INACCETTABILE». «La giunta», ha poi spiegato Cioffi, «deve dare un parere se in questa situazione la procura può intervenire sull'attribuzione dei poteri stante l'autodichia». Il capo di imputazione, ha aggiunto il senatore, «riguarda l'art. 289 del Codice penale, interruzione di esercizio di organi costituzionali. Si tratta di un attacco politico inaccettabile, abbiamo solo difeso gli interessi dei cittadini».

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