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STORICA INTESA 3 Aprile Apr 2015 1051 03 aprile 2015

L'Iran festeggia l'accordo sul nucleare, ira di Israele

Netanyahu attacca: «Teheran riconosca il nostro diritto ad esistere». Gioia in strada a Teheran.

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Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu.

Furia di Israele dopo l'accordo sul programma nucleare iraniano. Il premier Benjamin Netanyahu, dopo una telefonata col presidente americano Barack Obama, ha parlato di un «errore storico che renderà il mondo molto più pericoloso» e ha detto agli Usa che si tratta di una «minaccia alla sopravvivenza di Israele».
Netanyahu ha anche convocato il gabinetto di sicurezza per discutere l'accordo tra Iran e le potenze del 5+1, che è stato respinto «in maniera compatta» dal Consiglio di difesa del governo di Tel Aviv. «Chiediamo che ogni accordo finale con l'Iran includa un chiaro e non ambiguo riconoscimento del diritto di Israele di esistere», ha aggiunto Netanyahu.
NETANYAHU: «PROGRAMMA NUCLEARE ILLEGALE». «L'accordo non ferma un singolo impianto nucleare in Iran, non distrugge una sola centrifuga e non fermerà lo sviluppo e la ricerca sulle centrifughe avanzate. Al contrario legittima l'illegale programma nucleare».
«Qualcuno ora dice che la sola alternativa a questo cattivo accordo è la guerra. Non è vero. C'è una terza alternativa: restare saldi, aumentare la pressione sull'Iran fino a che sia raggiunto un buono accordo».
IL NODO DELLE SANZIONI. C'è poi il nodo delle sanzioni. Il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, ha spiegato che la delicata questione del calendario del ritiro delle sanzioni all'Iran «non è ancora assolutamente risolta». Gli iraniani «vogliono che siano tolte tutte e subito. Noi diciamo loro: bisogna togliere le sanzioni via via che voi rispetterete gli impegni e se non li rispettate, ovviamente si tornerebbe alla situazione precedente. Su questo, ancora non c'è un accordo».
Secondo il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov «ora le parti dovranno coordinare l'accordo finale entro il 30 giugno: le chance di successo sono molto alte».
NYT: «DIALOGO DOPO 30 ANNI DI OSTILITÀ». Di certo, come sottolinea il New York Times, l'accordo preliminare «è un risultato significativo che rende più probabile il fatto che Teheran non sarà mai una minaccia nucleare». Nonostante lo scetticismo sulle intenzioni di Teheran, l'apertura di un dialogo fra Iran e America segna una svolta dopo 30 anni di ostilità. «Nel lungo termine, un accordo potrebbe rendere il Medio Oriente più sicuro e offre una strada all'Iran per riunirsi alla comunità internazionale».
FESTA IN STRADA A TEHERAN. Gioia, invece, Iran dopo l'accordo sul programma nucleare. Le strade di Teheran si sono riempite di persone che hanno scelto di festeggiare l'intesa raggiunta a Losanna. Alcune vetture hanno suonato i clacson in segno di festa, in particolare nel trafficato viale di Vali Asr che porta a piazza Tajrish, e all'omonimo bazar. Altri hanno scelto di andare invece a festeggiare di fronte al ministero degli Esteri, in omaggio al ministro e capo negoziatore Javad Zarif.
ROHANI: «ORA SI APRE UNA NUOVA FASE». Il presidente iraniano Hassan Rohani ha salutato l'accordo spiegando che «tutto il mondo deve pensare che l'intesa soddisferà tutte le parti. Essa inaugurerà una nuova fase nei rapporti tra l'Iran e il mondo intero».

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