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INIZIATIVA 5 Aprile Apr 2015 1400 05 aprile 2015

Case a un euro, quando il progetto non funziona

Ruderi ceduti a cifre simboliche. Con ristrutturazioni a carico degli acquirenti. Ma burocrazia e pm frenano il piano. I casi di Salemi, Gangi e Carrega Ligure.

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Case a Salemi.

L'ultimo a dare il via all'esperimento è stato Lecce nei Marsi, 2 mila abitanti in costante diminuzione sull'Appenino abruzzese.
Le case diroccate sono state rilevate dal Comune e messe in vendita a un euro.
In cambio, l'impegno dei nuovi proprietari alla ristrutturazione.
L'ESEMPIO SARDO. In Sardegna è stata proposta addirittura un'applicazione su larga scala: l'emendamento presentato in Consiglio regionale consentirebbe ai proprietari di disfarsi dei ruderi vendendoli ai municipi, che poi li dovrebbero riassegnare a prezzo simbolico.
Sembra una soluzione che fa felici tutti: proprietari, acquirenti e amministratori. Se non fosse che in due dei tre centri che hanno già tentato di applicarla le cose non sono andate proprio come si sperava.

Nel 2008 ci provò Salemi: niente di fatto e Sgarbi su tutte le furie

Il Comune di Salemi.

Il primo paese a scegliere questa strada è stato Salemi, in provincia di Trapani.
Devastato e mai ripreso del tutto dal terremoto del Belice del 1968, nel 2008 ha deciso di porre fine al degrado del centro storico.
L'idea dell'allora sindaco Vittorio Sgarbi era di rilevare e cedere a privati gli immobili sfitti in cambio della loro riqualificazione.
PURE BRUNETTA INTERESSATO. Al Comune sono arrivate 10 mila manifestazioni di disponibilità, anche da personaggi di rilievo come Katia Ricciarelli, Alain Elkann, Vladimir Luxuria e Renato Brunetta.
Buone intenzioni che sono rimaste tali, anche in seguito del sequestro preventivo da parte della procura di alcuni immobili considerati pericolanti.
INFILTRAZIONI MAFIOSE. Un provvedimento che ha fatto infuriare Sgarbi e che, assieme al successivo commissariamento della città per infiltrazioni mafiose, ha portato alla conclusione dell'operazione in pratica con un niente di fatto.

Nel 2009 il caso di Gangi: riqualificazione riuscita

Una veduta del Comune d Gangi.

Nel 2009 ha lanciato una proposta simile Gangi, in provincia di Palermo.
Gli immobili - in questo caso assegnati gratuitamente - erano le tipiche case contadine “a castello” della zona.
Costruite anche su tre o quattro livelli, spesso presentavano grossi cedimenti e avevano bisogno di una ristrutturazione integrale.
Le richieste in questo caso sono state più di mille. «Gangi era un borgo che viveva di agricoltura e allevamenti e anche per questo si stava spopolando», spiega il sindaco Giusepppe Ferrarello.
«La mia giunta ha deciso di puntare su cultura e turismo e di ristrutturare il paese in modo da rispettarne lo stile medievale».
PROGETTO 'CASE GRATIS'. Il progetto 'Case gratis' era pensato per incentivare anche la riqualificazione delle case private, su cui il Comune non poteva intervenire direttamente.
Il municipio in questo ha preferito agire solo da intermediario, in modo da rendere più snelle le procedure senza aumentare il proprio patrimonio immobiliare.
«Il progetto è partito lento, i primi risultati si sono visti dopo due anni», continua Ferrarello.
«108 ABITAZIONI RIASSEGNATE». «Adesso però vantiamo 108 case riassegnate: 60 gratis e le altre a prezzo simbolico. Molti investitori, specie quelli stranieri, comprano spesso anche l'edificio vicino».
Il primo immobile “salvato”, rilevato da un imprenditore, ha riaperto nel 2014 e gli edifici che hanno completato la ristrutturazione oggi sarebbero una ventina.
Numeri contestati dalle opposizioni, che spiegano come in realtà il successo dell'iniziativa sia più contenuto e molti degli edifici riaperti non facciano parte dell'operazione.
'BORGO DEI BORGHI' NEL 2014. Il risvolto positivo, in ogni caso, è innegabile: oltre alla ripresa del mercato immobiliare, Gangi a poco a poco ha riacquistato l'antico splendore.
Tanto da essere stata inserita nella lista dei 100 borghi più belli d'Italia e da aver addirittura vinto nel 2012 il titolo di Comune Gioiello d'Italia e nel 2014 quello di Borgo dei borghi.

L'idea a Carrega Ligure nel 2010: ripopolazione e rispetto del paesaggio

Un rudere a Carrega Ligure.

A Carrega Ligure, vicino ad Alessandria, passata in pochi anni da 3 mila a un centinaio di abitanti a causa della posizione isolata, si continua a lottare contro l'abbandono totale del paese.
L’iniziativa Casa a un euro, partita nel 2010, puntava a una riqualificazione nel rispetto del paesaggio e dell'architettura locale.
OPERAZIONE COMPLICATA. Il progetto ha già subito la prima battuta d'arresto, perché il Comune si è accorto che rilevare e rivendere gli immobili abbandonati era troppo complicato.
«Purtroppo le difficoltà burocratiche, associate ai frazionamenti catastali e a una distribuzione 'planetaria' dei relativi proprietari, si sono rivelati ostacoli insormontabili», spiega l'amministrazione.
IL PREZZO È SIMBOLICO. Il tutto si è trasformato da poco, come a Gangi, in una vendita a prezzo simbolico dai vecchi proprietari ai nuovi acquirenti, con il municipio a fare da intermediario.
Sperando che la tattica del comune siciliano possa avere fortuna anche qui.

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