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RIPRESA 5 Aprile Apr 2015 1149 05 aprile 2015

Crisi, Renzi: «Basta sacrifici per gli italiani»

Il premier vede la ripartenza del Paese: «Il clima è cambiato». Ed esclude aumenti delle tasse.

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Matteo Renzi.

Matteo Renzi vede la fine della crisi. In un'intervista al Messaggero, il presidente del consiglio ha detto: «Dopo tanti sacrifici, e gli italiani ne hanno fatti anche troppi, ci siamo davvero».
«C'È UN CLIMA NUOVO». «Quest'anno», ha spiegato il premier sul Def che il Cdm ha in calendario per il 7 aprile, «abbiamo deciso di essere più prudenti e anche se in tanti prevedono una crescita superiore all'1%, abbiamo scelto di volare basso e stare allo 0,7%. Ma non è la percentuale che conta, i numeri interessano agli addetti ai lavori: la verità è che c'è un clima nuovo in Italia. Basta fare il pieno o chiedere un mutuo», ha aggiunto, «per capire che molto è cambiato. Dobbiamo continuare sulla strada delle riforme perché dopo tanti sacrifici, e gli italiani ne hanno fatto anche troppi ed è ora che li faccia la politica, ci siamo davvero».
«L'IVA NON AUMENTERÀ». «L'Iva», ha assicurato Renzi, «nel 2016 non aumenterà. Credo che annulleremo le clausole di salvaguardia già con le misure contenute nel Def. Ma non esiste nel modo più categorico che ci sia aumento delle tasse. Con tutto il rispetto», ha aggiunto, «non ho letto nelle carte di Cottarelli idee geniali: sono le solite cose che ci diciamo da decenni. Non vanno scritte, vanno fatte. Se ci saranno ulteriori risorse la priorità sarà per le famiglie e per rendere stabili gli incentivi alle imprese per assumere».
LA DIFESA DEGLI 80 EURO. Il premier ha difeso quindi il Jobs Act: «Il dato di fatto è che mai come in questo momento assumere conviene. Alla fine dell'anno vedremo se i risultati sono quelli che speravamo o no. Secondo le associazioni di categoria», ha detto poi sugli 80 euro, «da due trimestri i consumi sono ripartiti. Ma chiariamoci: per far spendere di nuovo gli italiani, occorre la fiducia».
«Le infrastrutture pubbliche e private», ha sottolineato, «sono il nodo della ripartenza del Paese, Delrio farà benissimo». E su Expo ha affermato: «Con quello che abbiamo trovato, è un miracolo farla».
ITALICUM: «INDIETRO NON SI TORNA». Quindi Renzi ha avvertito la minoranza dem sull' Italicum: «Indietro non si torna, sarebbe un bomba libera tutti, chi vuole la scissione la vada a spiegare al popolo democrat».
Agli alleati di governo di Ncd, il premier ha detto: «Una barzelletta che io entri nel dibattito interno ai partiti ma i ministri li propone il premier, lo dice la Costituzione. Noi abbiamo inasprito le pene, ma per combatterla bisogna semplificare, non trasformarci in una repubblica di giustizialisti». «Le cooperative», ha continuato, «erano forse il fiore all'occhiello di qualche progenitore del Pd, non nostro. Noi abbiamo un sistema molto semplice: avendo abolito il finanziamento pubblico ai partiti, ci finanziamo con le cene e con le feste dell' Unità».
IL NODO DELLE INTERCETTAZIONI. Sul fatto che il Pd sia stato coinvolto in diverse recenti inchieste, il premier ha affermato: «Il Pd collabora nel modo più forte, abbiamo votato per l'arresto di qualche nostro deputato quando la magistratura lo ha chiesto: noi non guardiamo in faccia nessuno. Ma chiediamo soltanto, ad alta voce, che si distingua tra chi ruba e chi non ruba».
Sulle intercettazioni ha precisato: «Il modo con il quale vengono diffuse da alcuni avvocati e alcuni magistrati, da alcuni addetti ai lavori e anche da alcuni media è francamente incredibile e inaccettabile. Siamo tutti d'accordo sulla necessità di intervenire con misure che non blocchino i magistrati e contemporaneamente consentano di soddisfare il sacrosanto diritto di cronaca. La soluzione è a portata di mano».

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