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ANNIVERSARIO 6 Aprile Apr 2015 1431 06 aprile 2015

Ricostruzione l'Aquila, Renzi: «I soldi adesso ci sono»

Il premier ricorda le vittime. E assicura: «Dopo troppe promesse siamo finalmente passati all'azione». 

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Il premier Matteo Renzi.

Matteo Renzi ricorda il terremoto del 6 aprile 2009 all'Aquila nel giorno del sesto anniversario. E fa un bilancio delle risorse necessarie alla ricostruzione post sisma.
«L'Aquila, sei anni dopo», scrive il presidente del consiglio in un post su Facebook: «Innanzitutto un pensiero alle 309 vittime, alla loro memoria, ai loro cari. E poi i 1200 feriti, le migliaia di sfollati, che in quei 23 secondi hanno perso molto di ciò che avevano caro. Il compito della politica però non è solo la giusta e dovuta commemorazione, meno che mai l'esercizio retorico puntuale ad ogni anniversario. Il nostro dovere è dare risposte a lungo attese, fare tutto ciò che è possibile perché l'Aquila torni a vivere».
«LA NATURA NON SI CONTROLLA, LA POLITICA SÌ». Nell'ultimo anno, ha elencato il premier, «il primo del nostro governo - abbiamo messo alcuni punti cardine: la certezza e la programmazione di risorse per il medio lungo periodo (5,1 miliardi di euro nella Legge di stabilità per il 2015); l'accelerazione nelle assegnazioni per l'edilizia privata (1,13 miliardi di euro deliberati dal Cipe il 26 febbraio 2014) sulla base di un monitoraggio analitico del fabbisogno, comune per comune; la ricostruzione pubblica (86 milioni di euro deliberati dal Cipe il 26 febbraio 2014) e il suo prossimo rilancio (con una delibera Cipe prevista per maggio 2015); la semplificazione e la tutela della legalità nell'assegnazione e nell'attuazione dei lavori con misure più rigorose contro l'infiltrazione criminale e regole più certe per la semplificazione degli interventi di ricostruzione; infine la trasparenza e la piena informazione dei cittadini, per dare conto a tutti di come si spendono le risorse pubbliche e tra qualche settimana faremo Open data anche su tutti i dati della ricostruzione. Perché non c'è controllo più efficace di quello dell'opinione pubblica». «La natura non si può controllare, la politica va controllata centimetro dopo centimetro».
«DOPO LE PROMESSE SIAMO PASSATI ALL'AZIONE». Dopo troppe promesse, ha concluso il premier, «siamo finalmente passati all'azione. I soldi adesso ci sono: spenderli bene è un dovere in memoria di chi è morto, ma anche come segno di rispetto per i sopravvissuti che vogliono ancora credere nella cosa pubblica».

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