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MAMBO 7 Aprile Apr 2015 1138 07 aprile 2015

Il Pd, primo caso di islamismo senza Corano

Quello di Renzi rischia di diventare il partito più autoritario della storia italiana.

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Michele Emiliano.

Il Pd è, notoriamente, un partito senza guida.
Ha un segretario carismatico, un dibattito nazionale ricco di contrasti, ma in periferia ognuno fa quello che gli pare. Persino le regole di adesione e di allontanamento dal partito cambiano da regione a regione. Non so se questo che stiamo descrivendo si possa definire un modello di partito liquido. So che è una situazione buffa con aspetti anche degradanti e preoccupanti.
Prendete un piccolo episodio che riguarda la Puglia. Lì c’è un segretario regionale, oltre che candidato e probabile vincitore delle prossime elezioni, Michele Emiliano, che ha sbaragliato tutti i competitori.
LA QUESTIONE DEL GASDOTTO PUGLIESE. È un uomo, nato magistrato, di grande forza di immagine, capace, e accattivante. Ha costruito attorno a sé probabilmente un sistema di potere, sicuramente un consenso impressionante. Come tutti i “nuovi” politici, anche se è in ballo da un decennio, va dove gli pare, nel senso che nessuna sua posizione politica o programmatica resta tale per molto tempo.
In queste settimane è alla ricerca di consensi di sinistra ed ecologisti e si è opposto all’approdo in Puglia della Trans Adriatic Pipeline (TAP), cioè il gasdotto che dall’Albania, ma arriva da più lontano, porterà il gas nella regione.
Come accade in questi casi ci sono buone ragioni per il sì e per il no. E sono del tutto evidenti. Resta il dubbio se con l’eccessiva pressione dell’ecologismo moderno il mondo del passato avrebbe avuto grandi opere come altri gasdotti, tunnel ferroviari, canali navigabili, di cui godiamo tuttora.
L'ESPULSIONE DI QUARANTA DAL PARTITO. Restiamo al fatto. Il Pd pugliese si è talmente radicalizzato sotto la guida di Emiliano che un segretario di sezione di un Comune del brindisino è stato costretto alle dimissioni perché sua moglie lavora alla Tap.
Ma il meglio, o peggio, doveva ancora venire. Emiliano aveva all’inizio del suo percorso politico un caro amico, Luigi Quaranta, giornalista del dorso meridionale del Corriere della sera. Quaranta ha scelto di lasciare il giornalismo e di fare il senior advisor media della Tap.
Qui il caso. Emiliano scambiando tweet con alcuni ecologisti ha annunciato l’espulsione di Quaranta dal Partito, a sua insaputa e senza procedure democratiche, perché reputa incompatibile la sua collocazione di lavoro con la tessera del Pd.
Il suo argomento è che un cittadino che lavora per ditte la cui azione spacca l’opinione pubblica, per non mettere in difficolta il partito deve dimettersi dall’organizzazione o restare disoccupato.
Abbiamo visto tanti partiti, soprattutto a sinistra, e letto tante regole. Fondamentalmente alcune erano significative e condivise: non si poteva essere iscritti a più partiti (di qui la difficile adesione degli ex comunisti ai radicali), non si poteva aderire a società segrete (tipo la massoneria), le condanne penali creavano incompatibilità ecc.
TOGLIATTI CHIUSE AL SETTARISMO DI BORDIGA. Quel che un cittadino pensava e dove lavorava erano esclusi dal novero dei divieti e impedimenti. Sennò si dovrebbe stabilire che ogni volta che il Pd ha un conflitto con una azienda (per esempio con la Fiat o con l’Ilva) i suoi dirigenti sono ope legis impediti dall’iscriversi a Pd.
Ricordo a chi legge che tornato in Italia dopo la caduta del fascismo, Togliatti emarginò Bordiga, illustre fondatore del partito con una visione settaria, perché impose che l’iscrizione al Pci era consentita a chiunque ne approvasse il programma, cioè si poteva essere comunista senza giurare sul comunismo, almeno sulla carta.
Questi nuovi leader, invece, limitano la possibilità di adesione alla mutevole presa di posizione programmatica del partito che, essendo affidata a loro, dà al capo di turno un potere di vita e di morte sugli iscritti.
Non so che cosa ne pensino Renzi e il suo vice Guerini.
Se stanno zitti condividono, se condividono il loro è il partito più autoritario della storia italiana, il primo caso di islamismo senza Corano.

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