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INCHIESTA 7 Aprile Apr 2015 1124 07 aprile 2015

Ischia: droga, sesso e giro di mazzette sull'isola del vizio

Lurida. Ipocrita. Corrotta. Nella terra dell'indagine sulla coop rossa regna il peccato. Tra scambisti, cacciatori e abusivi. Metafora italiana. Che però piace a Merkel.

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Giosi Ferrandino, sindaco di Ischia.

L’ondata di arresti per droga non si è interrotta neanche durante il giorno di Pasqua: De Vincenzo Salvatore, anni 32, napoletano, già noto alle forze dell’ordine, è stato fermato a Forio d’Ischia con le tasche piene di cocaina pronta allo spaccio.
La denuncia, invece, è scattata per quattro giovanotti che guidavano ubriachi.
Non sono che due fra le moltissime storiacce che raccontano quanto e come sia facile trasgredire sull’isola della mazzette ancora sotto choc per l’affare del metano e degli imbrogli, del sindaco Giosi Ferrandino arrestato, della coop rossa Cpl che distribuiva - secondo l’accusa - prebende illegali in cambio di favori (la Confcommercio di Napoli è pronta a costituirsi parte civile nel pocesso).
Ischia-tutto, la chiamano con sarcasmo.
UNA METAFORA ITALIANA. Per lasciar intendere che - al di là del giro dei soldi clandestini all’esame della procura di Napoli - lo stile di vita sul grande scoglio antistante Napoli era e resta «improntato al reato quotidiano, al peccato più diffuso, al sesso assai sfrenato, alle porcherie e alla voglia un po’ matta di ammazzar la noia delle serate invernali infrangendo la legge».
Gianni Mura, giornalista e scrittore, ha scritto un libro su Ischia sostenendo che è qui che si concentra - micidiale e perversa - «la metafora dell’Italia di oggi».
Ischia ipocrita, bacchettona, voltagabbana, sporcacciona. E un po’ farisaica.
«LA COLPA È DI NAPOLI». C’è chi ha scritto che le colpe di Ischia in realtà sono il frutto di un “riflesso”: «È la vicinanza con Napoli a rendere disgraziata anche l’isola e i suoi abitanti».
Altri attribuiscono al monte Epomeo, che domina sul mare, e alla sua natura vulcanica la febbre trasgressiva che qui ha sapore fuorilegge.
A cominciare dalle case, che sorgono a migliaia abusive e ad alto rischio e si accumulano l’una sull’altra, di condono in condono.
BRUNETTA COI PALAZZINARI. Di recente è stato il capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati Renato Brunetta a perorare la causa dei palazzinari campani e delle abitazioni «sorte fuori dalle regole, ma solo per far fronte a uno stato di necessità» che - secondo Brunetta - «sarebbe un delitto abbattere a colpi di ruspa».
Ribattono gli ambientalisti: «Peccato che l’abusivismo cosiddetto di necessità ha talmente sconquassato il territorio che negli ultimi anni si è perso il conto del numero dei morti a Ischia per crolli, frane e dissesti idrogeologici».

Pasqua della vergogna sui traghetti luridi

Angela Merkel in compagnia del marito.

Francesco Emilio Borrelli, esponente dei Verdi campani, nel giorno di Pasqua ha filmato col telefonino le condizioni in cui hanno viaggiato i pendolari e i turisti sui traghetti in servizio tra Napoli e l’isola: «Pasqua della vergogna», ha scritto, «si viaggia come profughi. Mezzi obsoleti, servizi scadenti, bancomat rotti, sistemi wi-fi che non funzionano. Piove, ma si viaggia seduti a terra e alle intemperie, perché le compagnie dei traghetti hanno venduto il doppio dei biglietti rispetto ai posti a sedere. I bagni sono luridi e puzzolenti, ma in compenso i bambini possono impunemente giocare alle slot machine sistemate a bordo senza alcun controllo».
RIECCO LA CANCELLIERA. Di problemi per trovar posto sul traghetto non ha sofferto Angela Merkel, come al solito in vacanza col marito Joakim Sauer a Ischia.
In realtà, la presenza della cancelliera tedesca sull’isola dei peccati è più raccontata per sentito dire che realmente vissuta dai residenti: la Merkel non si fa vedere in giro che per pochi attimi, transitando frettolosa tra una visita alle terme o un bagno in mare, ben protetta e sempre circondata dagli uomini della sicurezza (italiani e tedeschi) armati fino ai denti.
Si temono attentati, ma pure - secondo molti - i contatti anche fortuiti con i potenti del luogo.
Non è un caso che a Ischia la cancelliera sia di casa, ma frequenti pochissimi amici anonimi, fidati e di antica data, e si tenga rigorosamente alla larga dai politici e dalle autorità.
SIMONE, L'UOMO 'TOM TOM'. «I politici? Si dividono in tre categorie: quelli che al momento debito si sporcano le mani, quelli che le mani le mettono nella merda e quelli che non ce le mettono»: parola di Francesco Simone, ex craxiano detto “Tom Tom” (come il navigatore per le automobili) per la sua capacità di «arrivare ovunque», che per il gip di Napoli Amelia Primavera è l’uomo che ha fatto da mediatore tra la coop Cpl e il sindaco di Ischia Ferrandino, arrestato con l’accusa di aver intascato mazzette per la metanizzazione dell’isola.
Accuse da provare, naturalmente. Ma arroganza e ipocrisia, da Barano a Casamicciola, sono sotto gli occhi di tutti.
IL REGISTA E LA PEDOFILIA. Come l’assenza di qualsiasi inibizione. La disavventura di Andy Casanova (nome d’arte), il regista a luci rosse trovato - secondo l’accusa - con 178 video pedo-pornografici nel computer, ha assestato l’ennesimo colpo alla immagine perbene dell’isola, che fino agli Anni 90 è stata presa ogni estate d’assalto dalle famiglie dei camorristi napoletani e da orde di chiassoso sottoproletariato.

Un'isola clandestina meta di scambisti e coppie aperte

L'isola di Ischia.

Vere o false che siano le accuse, a Ischia è tutto «uno spia spia di gemiti e sussurri, occhiolini, sgomitate e gridolini allo scopo di indovinare i segreti più remoti (e inconfessabili) dell’amico o della fidanzata, dell’amante o della moglie, del vicino di casa o del capo-ufficio».
VIZI, GOSSIP E ORGE. Antica sede di film capolavoro (qui erano di casa la Loren e De Sica, Liz Taylor e Richard Burton e tanti altri grandi del cinema internazionale), Ischia è oggi sede clandestina e privilegiata di scambisti e coppie aperte, abituè del vizio, patiti di orge e orgette invernali, immortalate grazie a cineprese da dilettanti nel chiuso silente delle ville vista mare affittate per una serata a Barano o a Serrara Fontana, cioè in collina, al riparo delle pinete e del fitto fogliame, lontano da polizia, gossip e occhi indiscreti.
Niente inviti scritti, né telefonate sui cellulari. Vale solo il passaparola, sussurrato in strada o nei bar.
Idem a livello del mare, nei luoghi giusti di Lacco Ameno, Ischia porto e Casamicciola.
A partecipare - con mascherina o senza - sono coppie locali, ma anche napoletani in trasferta e viziosi esperti del genere.
VIA VAI DI PROSTITUTE. Per chi è single, invece, grappoli di prostitute partono da Napoli allo scoccare di ogni week end: sbarcano con discrezione, vestitini casual, occhiali da sole e scarpe basse.
Poi, via di corsa a rinchiudersi nell’appartamentino regolarmente affittato in un angolo discreto dell’isola.
Il lunedì mattina, col primo aliscafo, fanno dietrofront sulla terraferma soddisfatte e contente.
Il venerdì sera, invece, frotte di pusher salgono alla spicciolata sugli aliscafi a Napoli e raggiungono Ischia per rifornire a dovere la clientela in attesa: cocaina, ma anche altra robaccia che manda fuori di testa.
CLOCHARD DATO ALLE FIAMME. Racconta un inquirente isolano: «È stato appena arrestato un 21enne con l’accusa di aver tentato di bruciare vivo un clochard insieme con due 13enni. Il poveraccio dormiva su una panchina nel centro di Ischia. Gli hanno dato fuoco senza motivo, tanto per divertirsi in una serata noiosa».
I due 13enni, identificati, abitano ai Quartieri spagnoli a Napoli.
Ed ecco che ricompare - perfido - il filo nero che lega Ischia alla metropoli contaminata e la rende simile alle sue visceri più incolte e malate.
ALMENO 3 MILA CACCIATORI. Sull’isola si spara. Oltre ogni immaginazione. Sono 3 mila a Ischia i cacciatori ufficiali, ma in realtà ne sono operativi almeno il doppio: poiane, albanelle reali, fringuelli, frisone, pispole, alzavole.
E poi bianconi, gru, peppole e nibbi, gheppi, assioli: Ischia è corridoio per le grandi migrazioni (dall’Africa del Nord al Nord Europa e viceversa) e luogo di sosta in cui gli uccelli stanchi si fermano per riposarsi.
I bracconieri - un po’ per idiozia e un po’(ci risiamo) per ammazzar la noia - li aspettano al varco. E ne fanno fuori almeno 1.200 esemplari all’anno. Una strage impunita. E inutile.
A sparare sono soprattutto ragazzi ventenni, che spesso - spiegano - lo fanno solo «per testare le cartucce».

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