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PROTESTE 8 Aprile Apr 2015 1135 08 aprile 2015

Def, gli enti locali si ribellano ai tagli del governo

Fassino e Chiamparino chiedono un intervento sulle strutture centrali.

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Piero Fassino con Sergio Chiamparino.

Sul Documento di economia e finanza, presentato il 7 aprile da Matteo Renzi, le autonomie locali alzano la voce. A parlare è il sindaco di Torino e presidente dell'Anci, Piero Fassino, che ha detto: «Dal 2010 ad oggi, tra taglio dei trasferimenti e patto di stabilità, i Comuni hanno fatto sacrifici per 17 miliardi di euro. E questo nonostante incidano poco sia sul totale del debito pubblico, il 2,5%, sia sull'intera spesa pubblica, il 7,6%. Mi pare che altri abbiano contribuito molto meno al risanamento dei conti pubblici».
L'ACCUSA ALLE AMMINISTRAZIONI CENTRALI. Intervistato dal Corriere della Sera ha detto: «Mi riferisco alle amministrazioni centrali dello Stato. In molti casi i tagli previsti per questi ultimi sono rimasti sulla carta. Sui Comuni è molto più facile intervenire: i soldi non arrivano punto e basta. Sulle amministrazioni centrali dello Stato, come i ministeri ma non solo, il percorso è più complesso».
Fassino ha poi sottolineato un altro motivo del malcontento delle amministrazioni: dal 2011 i decreti che hanno cambiato le regole di bilancio per i Comuni siano stati 64, uno ogni 15 giorni.
CHIAMPARINO PUNTA SULLE PARTECIPATE. A supporto di Fassino è intervenuto il presidente della Conferenza delle Regioni e governatore del Piemonte Sergio Chiamparino. «Nuovi tagli alle spese delle Regioni? Credo che l'unico settore in cui si possa ancora intervenire sia quello della riduzione del numero delle società partecipate. Ma qui», ha sottolineato, «dobbiamo dirci le cose con chiarezza, senza prese in giro: la riduzione delle partecipazioni regionali è certamente un'operazione virtuosa ma i suoi effetti non sono immediati. Si vedono nel medio periodo ed è dunque illusorio pensare che questa possa essere la chiave per consistenti riduzioni di spesa nel 2016».
«ABBIAMO TAGLIATO 5,5 MILIARDI». «È paradossale», ha proseguito Chiamparino, «che si parli di nuovi tagli appena conclusa la trattativa sulla legge di Stabilità. Nel 2014 le Regioni hanno tagliato 5,5 miliardi di euro. Un miliardo e settecento di tasse nazionali che serve a garantire il monte stipendi dei dipendenti. Al contrario, noi avremmo bisogno di garanzie di segno opposto: il taglio di 2,2 miliardi del fondo sanitario che abbiamo accettato per quest'anno non potrà essere replicato per il prossimo, a meno di non ridurre le prestazioni. Credo che ci siano amministrazioni centrali dello Stato», ha concluso, «che potrebbero forse contribuire maggiormente alla riduzione delle spese».

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