Gianni Gennaro 150408153615
IDENTIKIT 8 Aprile Apr 2015 2310 08 aprile 2015

Gianni De Gennaro, chi è il leader di Finmeccanica sotto accusa

L'ex capo di polizia ha una lunga carriera di successi. Ma rimane l'ombara della Diaz, nonostante l'assoluzione definitiva.

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Gianni De Gennaro.

Una vita da poliziotto tutto d'un pezzo, una carriera costellata di successi ma macchiata dall'ombra della Diaz, che neanche l'assoluzione definitiva ha completamente cancellato.
Gianni De Gennaro è tornato ancora una volta al centro delle polemiche dopo la sentenza della Corte di Strasburgo ma lo 'squalo', come da decenni lo chiamano negli apparati di sicurezza, ha sempre parlato molto poco della vicenda.
AMMISE ECCESSI DI FORZA. Ogni volta che l'ha fatto ha sempre rimarcato la correttezza del suo operato.
Al Comitato d'indagine sul G8, meno di un mese dopo il massacro della Diaz, ammise «eccessi» nell'uso della forza, ma aggiunse che «verosimilmente» furono determinati «dalle condizioni di guerriglia create da criminali violenti e facinorosi».
Per quanto riguarda l'ordine pubblico, precisò poi che «l'unico coordinamento spetta alle autorità provinciali di pubblica sicurezza: questore, per gli aspetti tecnici, e prefetto, per quelli politici».
Come dire, la polizia non c'entrava nulla con l'irruzione.
MASSIMA ONORIFICENZA DA FBI. Sette anni da capo della polizia, primo e unico non americano ad aver ricevuto la massima onorificenza dell'Fbi , lo 'Sterminatore di draghi' lo chiamò il direttore dell'Agenzia Robert Mueller, quattro alla guida dei servizi segreti e uno da tecnico prestato alla politica come sottosegretario con delega agli 007 da cui ha spiccato il volo per la presidenza di Finmeccanica.
De Gennaro è sempre stato un uomo con le idee molto chiare e capacità riconosciutegli anche dai suoi nemici.
COMBATTÈ LA MAFIA. «All'inizio degli Anni 90 mi diedero un pezzo di carta e mi dissero 'fai la Dia'. Con l'autista ci fermavamo in una traversa di via Barberini e in macchina scrivevo le relazioni. La differenza è che di rifiuti ho dovuto studiare, di mafia qualcosa sapevo», ha raccontato una volta De Gennaro.
E in effetti, a combattere la mafia il numero uno di Finmeccanica ha passato buona parte della sua vita, artefice di quella squadra di investigatori che annoverava tra le sue fila l'ex capo della polizia Antonio Manganelli e l'attuale capo Alessandro Pansa.
LUNGO RAPPORTO CON FALCONE. Nel 1984, 11 anni dopo esser entrato in polizia, lo 'squalo' arriva alla Criminalpol per dirigere lo Sco.
Sono gli anni in cui si solidifica il rapporto con Giovanni Falcone, che affianca per 11 anni: da Roma alla Sicilia fino agli Usa, le operazioni antimafia firmate dai due hanno fatto storia.
Fino all'arresto del 2006 dell'allora numero uno di Cosa Nostra Bernardo Provenzano.
2011 ANNO NERO. Poi arriva il 2001, l'anno nero. Subito dopo le giornate di Genova, in una delle rare interviste, disse di non aver mai pensato di dimettersi.
Dai processi, De Gennaro è uscito pulito: accusato di aver istigato alla falsa testimonianza l'ex questore di Genova, è stato assolto dalla Cassazione «perchè il fatto non sussiste».
Lui non parlò; e il suo avvocato si limitò a dire che «è molto soddisfatto».
Undici anni dopo, quando i supremi giudici condannarono i suoi uomini - Gratteri, Luperi e Caldarozzi - lo 'squalo' sentì invece il bisogno di tornare su quelle vicende per esprimere «affetto e umana solidarietà» per quei funzionari condannati».
Ma, ufficialmente per la prima volta, parlò anche di «profondo dolore per tutti quelli che a Genova hanno subito torti e violenze».

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