Edmondo Bruti Liberati 141003125541
POLEMICA 8 Aprile Apr 2015 1826 08 aprile 2015

Giustizia, scontro tra Bruti Liberati e tre pm antiterrorismo

I pubblici ministeri si sono rivolti al Consiglio giudiziario per la gestione di una nomina.

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Il procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati.

Nuovo scontro in procura a Milano.
Dopo la querelle Bruti-Robledo si è aperta una faida tra tre pm dell'antiterrorismo e il procuratore Edmondo Bruti Liberati.
Al centro c'è la nomina di un sostituto nel dipartimento che si occupa di lotta all'eversione e frodi informatiche.
LAMENTELE PER GESTIONE POSTO. I pm si sono rivolti al Consiglio giudiziario perché ritengono che il magistrato non abbia risposto alla loro richiesta di concorrere per quel posto, presentata con lo scopo di occuparsi in prevalenza di indagini sul terrorismo e non, come accade ora, in gran parte di reati .
La vicenda, che dovrebbe essere discussa nel Consiglio giudiziario, il cosiddetto 'parlamentino' delle toghe milanesi, in calendario per la settimana del 13 aprile, è nata dalla delibera con cui Bruti Liberati, lo scorso 18 marzo, ha nominato il pm Enrico Pavone al IV dipartimento.
Il posto era stato bandito a fine febbraio con un 'concorso interno' dopo che il pm Grazia Pradella, esperta in materia di contrasto all'eversione interna e internazionale, è diventata procuratore aggiunto a Imperia.
DUBBI SU NOMINA PAVONE. Sul tavolo del Consiglio è finita, da un lato, la nomina di Pavone per rilievi su una presunta irregolarità in quanto il magistrato non avrebbe maturato i termini di due anni per passare da un dipartimento all'altro, e dall'altro lato il 'carteggio' intrattenuto tra i pm Paola Pirotta, Alessandro Gobbis e Francesco Cajani e Bruti e nel quale i tre sostituti procuratori lamentano l'assenza di una risposta da parte del capo della procura alla loro formale domanda per concorrere al posto bandito.
La domanda è stata presentata dai tre magistrati, già in forze al pool antiterrorismo guidato da Maurizio Romanelli, con un preciso scopo: potersi occupare maggiormente di indagini sul terrorismo sia di matrice 'nostrana' sia internazionale e non vedersi assegnati, in prevalenza, fascicoli sui reati informatici, altra materia trattata dal IV dipartimento.
INVIATI DOCUMENTI UTILI. Così per far venire a galla la questione i tre pm, dopo aver scritto ai vertici dell'ufficio, si sono rivolti al Consiglio giudiziario inviando tutti i documenti utili per sostenere le loro ragioni.
Per il posto al IV dipartimento avevano presentato domanda, come emerge dal provvedimento di Bruti, i pm Marcello Musso, Gianluca Prisco, Roberta Colangelo e Claudio Gittardi (il quale, però, nel frattempo è stato nominato procuratore a Sondrio), oltre allo stesso Pavone. Quest'ultimo è arrivato in Procura a Milano nel settembre del 2013.

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