Maria Elena Boschi 150304182907
RIFORME 8 Aprile Apr 2015 1534 08 aprile 2015

Italicum, Boschi: «Modifiche non necessarie»

Il ministro chiude alla richiesta di dialogo di Area riformista: «La legge funziona così com'è». Tensione tra Renzi e la minoranza dem.

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Maria Elena Boschi.

Non sono necessarie modifiche all'Italicum. «Dal punto di vista del governo la legge funziona e va bene così com'è, non c'è necessità di modifiche», ha detto il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, parlando con i cronisti al termine dei lavori della commissione Affari costituzionali della Camera.
APPELLO AL DIALOGO. Boschi ha quindi chiuso all'appello al dialogo dei deputati di Area riformista considerati più dialoganti con Matteo Renzi.
FASE DECISIVA. «Il dialogo è sempre aperto e la prossima settimana ci sarà una riunione del gruppo parlamentare che è la sede più appropriata», ha precisato il ministro. «Certo siamo in una fase delicata, possiamo avere la legge in quattro settimane, ed è quindi giusto un confronto. Ma ci sono tutti i presupposti per procedere».
Area Riformista, la componente della minoranza che fa capo a Roberto Speranza, aveva lanciato un ultimo appello affinché fossero inserite un paio di modifiche per non spaccare il partito.
Un appello che però ha infastidito prima ancora i deputati della maggioranza interna che non Renzi e il governo.
SALE LA TENSIONE MINORANZA DEM-ESECUTIVO. Il fatto in ogni caso ha alzato la tensione tra esecutivo e minoranza dem.
L'Italicum è stato incardinato nel pomeriggio in commissione Affari costituzionali della Camera, con il relatore Francesco Paolo Sisto che ha illustrato i profondi cambiamenti introdotti in seconda lettura al Senato, rispetto al testo licenziato il 13 marzo 2014 dalla Camera.
Il 17 aprile scade il termine per presentare gli emendamenti.
Nella settimana successiva, fino al 24, si voterà così da portare il testo in Aula il 27, come deciso dalla Conferenza dei capigruppo.
ASSEMBLEA TRA 13 E 15 APRILE. Entro il 17 aprile, dunque, il Pd dovrà trovare un punto di caduta, cosa che avverrà in una assemblea del gruppo che si terrà tra il 13 e il 15 aprile.
La risposta della maggioranza al gruppo di Speranza è stata fredda, e il rispetto per Speranza ha evitato polemiche violente, come invece ci sono state per le esternazioni di Pier Luigi Bersani o esponenti a lui vicini.
POSSIBILI SOSTITUZIONI. Nella settimana del 13 aprile, dunque, l'assemblea del gruppo deve votare la posizione ufficiale a cui i deputati dovranno attenersi.
Se qualcuno della minoranza non vorrà votare in Commissione (dove siedono tutti i big come Bersani, Rosi Bindi, Gianni Cuperlo, Barbara Pollastrini, Alfredo D'Attorre) a favore dell'Italicum, probabilmente si farà sostituire, perché le delegazioni delle Commissioni devono rappresentare la posizione del Gruppo.
Ma una volta in Aula la musica cambierà e la minoranza rivendicherà l'assenza del vincolo di mandato, chiedendo libertà di coscienza e puntando per di più sul voto segreto su alcuni emendamenti.

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