PERSONAGGIO 8 Aprile Apr 2015 1318 08 aprile 2015

Silvia Sardone, nuova rottamatrice di Forza Italia

Risoluta, bella e disinvolta. Sempre in tivù (foto). Per l'ira di Romani e Gasparri. Sardone in Fi ha già superato Cattaneo e Comi. Dietro di lei il blogger Il Fazioso.

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Le apparizioni televisive di Silvia Sardone di Forza Italia hanno attirato le ire non troppo velate di alcuni rappresentanti della vecchia guardia, Paolo Romani e Maurizio Gasparri in testa.
Ciò nonostante la bionda consigliera di zona 2 di Milano resiste a ogni bordata, sorride e passa dal trampolino di Otto e mezzo al salotto di Ballarò con disinvoltura e parlantina sciolta.
Prima di essere il volto mediatico dell’ultimo berlusconismo, Sardone è una che non molla mai.
Ha 32 anni, da quando ne ha 16 milita in Forza Italia e parla di «rinnovamento», «limite di legislature» e altre proposte che sono anatemi per l’universo decadente di Forza Italia.
UNIVERSITARIA RISOLUTA. Che avesse un carattere risoluto è stato evidente fin dai tempi in cui studiava giurisprudenza alla Bocconi.
I suoi compagni di corso ancora la ricordano per la determinazione con cui seguiva le sue lezioni, chiedeva approfondimenti ai professori e non disdegnava il lavoro extra.
Nel frattempo Sardone ha portato avanti l’impegno da fervente berlusconiana, frequentando contemporaneamente le molteplici correnti dell’universo forzista, sempre in prima fila per banchetti e manifestazioni, come ad Arcore il giorno dell'affidamento ai servizi sociali di Silvio.

IN MINIGONNA PER CRAXI. Prima di dedicarsi alle ospitate televisive la si vedeva spesso al Circolo del Buongoverno di Dell'Utri e nei gruppi giovanili dei berlusconiani, senza disdegnare neppure la corrente nostalgica socialista, comprese le commemorazioni di Bettino Craxi.
In quest’ultimo caso è stata protagonista involontaria del decimo anniversario della morte dell’ex premier grazie alla minigonna d’ordinanza e passeggino al seguito nel camposanto di Hammamet.
UN MARITO (EX) POLITICO. Proprio in Forza Italia ha incontrato suo marito e padre dei suoi due figli, Roberto Di Stefano, consigliere comunale di Sesto San Giovanni (Milano).
All'inizio il politico della coppia era lui, mentre Sardone preferiva il ruolo di angelo del focolare e la carriera da giuslavorista all’Afol, l’agenzia per la formazione orientamento e lavoro della Provincia di Milano.
Poi il mancato seggio alle ultime elezioni regionali lombarde per il marito ha cambiato le prospettive. E Silvia è diventata il volto pubblico della famiglia, lasciando le responsabilità domestiche al suo compagno.

Tweet di @SardoneSilvia

Dietro il fenomeno televisivo c'è il blogger Il Fazioso

Silvia Sardone.

Il merito di tanto successo mediatico non è tutto della bionda berlusconiana.
A consigliarla c’è un giovane esperto di comunicazione che risponde al nome di Christian De Mattia.
Dopo un’esperienza come blogger sotto lo pseudonimo 'Il Fazioso', De Mattia si è messo dietro le quinte per azzardare un esperimento proprio su Silvia e farla diventare un volto conosciuto al grande pubblico.
FAMIGLIA DA MULINO BIANCO. Grazie un curriculum di tutto rispetto, unito all'immagine da famiglia del Mulino Bianco che si porta dietro, Sardone è l’elemento femminile perfetto per tentare l'impossibile rilancio di una Forza Italia agonizzante.
Dunque alla ragazza vengono preparati con costanza i dossier da studiare. De Mattia evita la montagna di appunti prodotti ogni giorno dal prolifico Renato Brunetta, piuttosto le propone veloci e schematici riassunti, a prova di domanda insidiosa.
MEGLIO DI COMI E CATTANEO. Più del formattatore rinnegato Alessandro Cattaneo, più dell'introverso sindaco di Perugia, Andrea Romizi, e perfino meglio dell’eurodeputata Lara Comi, Sardone sbaraglia la concorrenza e si attira l'odio dei big del partito insieme a qualche invidia tra i giovani.
I formatori non hanno dimenticato che è stato proprio il loro capofila Cattaneo ad aprirle le porte di Villa Gernetto, permettendole di conoscere il Cavaliere e dandole la benedizione ufficiale per avere visibilità mediatica.
Per questo si aspetterebbero che la giovane promessa se ne ricordasse. Ma Sardone preferisce gli obiettivi personali.
PER I CRITICI È «TROPPO DEL NORD». Per puro spirito campanilista negli ambienti romani è tacciata di essere «troppo del Nord», qualche collega femmina ne sottolinea lo stile non proprio à la page, ma lei finge di non sentire alcuna malignità.
Non ha nessun padrino politico a cui rispondere, solo molta testardaggine unita a una buona dose di spregiudicatezza. Sardone molla solo quando è obbligata a farlo. E non è arrivato ancora il momento.

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