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RETROSCENA 9 Aprile Apr 2015 1022 09 aprile 2015

Diaz, De Gennaro sotto attacco: ipotesi rottamazione

Cantone lo difende. Renzi lo conferma. Ma Orfini spinge per il passo indietro.

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Gianni De Gennaro e Matteo Orfini. Sullo sfondo un momento degli scontri durante il G8 di Genova.

C'è imbarazzo nel Partito democratico dopo l'uscita di Matteo Orfini contro il presidente di Finmeccanica Gianni De Gennaro, ex capo della polizia ai tempi del G8 di Genova. In seguito alla condanna di Strasburgo per il massacro della Diaz del 21 luglio 2001, Orfini ha twittato: «Trovo vergognoso che De Gennaro sia presidente di Finmeccanica».
RENZI CONFERMA LA FIDUCIA. In molti si aspettavano un'immediata reazione di Palazzo Chigi a riguardo, vista la rilevanza strategico-imprenditoriale di Finmeccanica, ma dal governo non sono arrivate chiare smentite alle parole del presidente dem. Solo il 9 aprile, il premier Matteo Renzi ha espresso «fiducia in De Gennaro» senza però aggiungere altro.
ORFINI INSISTE. Poco dopo, lo stesso Orfini ha insistito: «Resto della mia idea, il cambiamento che il Pd sta promuovendo nel Paese non dovrebbe fermarsi di fronte alla porta dei soliti noti».
SERRACCHIANI: «CERCARE LE RESPONSABILITÀ POLITICHE». Debora Serracchiani, vicesegretaria e voce renziana del Pd, ha definito quella di Orfini «una posizione personale» ma ha anche spiegato che la sentenza della Corte europea «ci sollecita a cercare le responsabilità politiche di chi ha condotto quella dolorosa vicenda. Non parlo di dimissioni ma se siamo di fronte ad una responsabilità politica, se De Gennaro ne deve rispondere, lo valuterà in coscienza».
Le parole di Serracchiani si possono interpretare come una moral suasion per il passo indietro di De Gennaro, provando così che il governo intende estendere la pratica della «rottamazione» anche al di fuori del mondo della politica.
DA AMATO A LETTA, TUTTI I SUOI SPONSOR. De Gennaro, però, non è un personaggio qualsiasi: come ricorda La Stampa, nella sua lunga carriera in polizia ha saputo costruire un rapporto sia con i leader della sinistra sia della destra. Dal 2000 al 2007 (con i governi Amato dell’Ulivo e Berlusconi di centrodestra) è stato capo della polizia, dal 2007 capo di gabinetto di Amato al Viminale nel governo Prodi, poi capo dei Servizi col successivo governo Berlusconi.
Nel luglio del 2013, il governo di «unità nazionale» guidato da Enrico Letta lo ha nominato presidente di Finmeccanica, ruolo confermato nell’aprile 2014 da Renzi.
CANTONE LO DIFENDE. In soccorso di De Gennaro è arrivato Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, che ha ricordato: «De Gennaro è stato indagato e assolto. L'assoluzione conta pure qualcosa, quindi non può pagare le responsabilità complessive di una macchina intera».
Ma adesso il ritorno all'attualità del caso-Diaz e la sentenza di Strasburgo rendono quella di De Gennaro una presenza ingombrante che il governo non può più ignorare.

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