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POLEMICA 9 Aprile Apr 2015 1114 09 aprile 2015

Salvini: «Sospeso da Facebook per aver detto la parola zingari»

Il segretario della Lega Nord: «Lo diceva anche mia nonna». Il suo account bloccato per 24 ore. Il partito si oppone all'introduzione del reato di tortura.

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Matteo Salvini.

La parola «zingari»? «La usava mia nonna».
Matteo Salvini, in diretta su Radio Padania, ha commentato così la decisione di Facebook di sospendere per 24 ore il suo account, arrivata dopo le dichiarazioni sui campi rom da «radere al suolo».
«È politicamente scorretto dire 'zingari'?», ha rincarato. «Allora vorrà dire che mia nonna mi ha educato al politicamente scorretto. Se andiamo al governo, mando il preavviso di sfratto e poi rado al suolo tutto».
I minorenni di etnia rom, secondo Salvini, sono «costretti a rubare e a fare gli accattoni» e «dovrebbero essere sottratti ai genitori. Mi chiedo dove siano gli assistenti sociali, li manderei nei campi rom prima di chiuderli».
«CON ME IL 95% DEGLI ITALIANI». Il segretario della Lega Nord ha proseguito nella polemica innescata dalle sue stesse dichiarazioni, definendo l'Italia «ipocrita»: «C'è ipocrisia e gente che ci guadagna. Io ho detto quello che pensa il 95% degli italiani e gli immigrati perbene. Penso di condividere l'idea di tanti parroci di periferia, non di qualche arcivescovone», ha aggiunto, intervenendo alla Telefonata di Maurizio Belpietro in onda su Canale 5.
Secondo fonti della Lega, il profilo Facebook del leader della Lega sarebbe tuttora bloccato, nel senso che pur essendo visibili le sue due pagine (una come politico, l'altra personale), sarebbe tuttavia impossibile inserire nuovi post.
DIRITTI E DOVERI «UGUALI PER TUTTI». Salvini, per le sue parole contro i rom, era stato fortemente criticato mercoledì 8 aprile proprio dal Vaticano.
«Nel 2015 ci vogliono diritti e dovere uguali per tutti. Bisogna tutelare migliaia di bambini sfruttati per mendicare, rubare e ridotti in schiavitù. Non prendo lezioni di generosità dalle Boldrini di turno. Qualcuno sta scherzando col fuoco».
CON IL REATO DI TORTURA «ATTACCO ALLE GUARDIE». Il leader del Carroccio ha detto la sua anche a proposito della possibile introduzione nel codice penale italiano del reato di tortura: «L'ennesimo regalo ai ladri e l'ennesimo attacco alle guardie. La Lega è l'unica contraria. Con questo reato basterà che qualunque delinquente appena arrestato denunci il poliziotto o il carabiniere anche per una violenza 'psicologica', e il poliziotto o il carabiniere passano i guai».
SOLIDARIETÀ DA CALDEROLI. Al segretario della Lega è arrivata la solidarietà di un altro esponente di peso del partito, il senatore Roberto Calderoli: «Esprimo il mio totale sostegno al segretario federale, Matteo Salvini, attaccato da più parti per aver semplicemente denunciato ciò che è sotto gli occhi di tutti: i campi rom sono una vergogna solo italiana». «Basta guardare il video di Mattino Cinque in cui due zingare minorenni si vantano delle loro azioni criminali, mostrando totale disprezzo per le conseguenze delle proprie gesta: se questa è la cultura che vorrebbero imporci la sinistra boldriniana e i vescovoni del Vaticano, io preferisco farne a meno», ha concluso Caderoli.

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