Obama_Castro
SUMMIT 11 Aprile Apr 2015 0647 11 aprile 2015

Panama, il faccia a faccia Obama-Castro

Il presidente Usa ricuce con Cuba. Incontro storico col leader dell'Avana. «La Guerra fredda è finita, voltiamo pagina». E Raùl: «Pronti a discutere di tutto».

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A Panama, in occasione del summit delle Americhe, gli occhi erano tutti per loro. E alla fine Barack Obama e Raùl Castro hanno dato vita a un incontro storico, un momento di svolta destinato a rendere concreto il processo di disgelo tra i due Paesi avviato il 17 dicembre.
Il bilaterale, il primo da oltre 50 anni, è iniziato solo attorno alle 22 italiane. «Voltiamo pagina», ha detto il presidente americano. «Siamo pronti a discutere di tutto» la risposta di Raùl Castro. Ma già nel corso della giornata ci sono stati discorsi e segni destinati a entrare nella storia.
A partire da una calorosa stretta di mano.
STORICA STRETTA DI MANO. Obama e Castro si sono incontrati brevemente scambiando alcune battute all'inaugurazione del vertice. Circondati dalla folla, alla presenza di diversi leader tra cui è riconoscibile il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon, si sono salutati, sorridendo e stringendosi ripetutamente la mano.
Tutto è accaduto prima della cerimonia di inaugurazione, pochi minuti, ma di alto valore simbolico confermato dal sigillo della Casa Bianca. Si è trattato di una interazione informale, ha fatto sapere il governo americano senza fornire ulteriori dettagli sulla conversazione.
«VOGLIAMO LA FINE DELL'EMBARGO». Poi, nel pomeriggio, l'intervento di Obama: «Vogliamo stabilire relazioni diplomatiche» con Cuba, ha dichiarato il presidente americano. Precisando di «aver chiesto al Congresso che cominci a lavorare per sospendere l'embargo vigente per decenni. Guardiamo al futuro».
«Non penso sia un segreto, e il presidente Castro sarà d'accordo, che continueranno a esserci significative differenze tra i nostri due Paesi», ha proseguito Barack, ma «la Guerra fredda è finita da tempo, non sono interessato a battaglie iniziate prima che io nascessi».
«OBAMA? PERSONA UMILE E ONESTA». Secondo Obama, «questo cambiamento nella politica americana è un punto di svolta per la nostra intera regione, il fatto che il presidente Castro e io sediamo entrambi qui rappresenta un'occasione storica».
Negli ultimi sei vertici, infatti, L'Avana era stata esclusa, come ha ricordato Castro, che per questo ha chiesto «più tempo degli otto minuti previsti» per il suo intervento. Castro ha parlato dopo quello che ha definito «l'interessante discorso» di Obama.
E ha elogiato l'omologo statunitense, «onesto e umile»: «Barack non è responsabile per i 10 presidenti che lo hanno preceduto», ha chiarito Castro.

Dall'incontro in Sudafrica ai contatti telefonici: le tappe del disgelo

Prima del vertice delle Americhe, Obama e Castro si erano già stretti la mano nel 2013, quando si incontrarono al funerale di Nelson Mandela in Sudafrica.
Si sa che avevano avuto una conversazione telefonica a dicembre, prima che venisse avviato il processo per ristabilire le relazioni tra Washington e L'Avana.
Hanno inoltre parlato per telefono mercoledì 8 aprile, prima della partenza di Obama per il vertice delle Americhe.
Il presidente Usa ha incontrato anche alcuni dissidenti cubani nel corso di un forum con rappresentanti della società civile a margine del vertice.
IL MESSAGGIO DEL PAPA APRE IL VERTICE. Vertice che è stato aperto dalle parole del papa, il quale ha espresso «vicinanza e incoraggiamento affinchè il dialogo sincero porti ad una mutua collaborazione».
Il messaggio è stato letto da Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano. La diplomazia della Santa sede ha lavorato a lungo per un riavvicinamento tra i due Paesi.

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