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CENTRODESTRA 12 Aprile Apr 2015 1931 12 aprile 2015

Puglia, Poli Bortone verso il sì

Fitto offre il ticket con Schittulli, ma lei rifiuta. Vitali sicuro: «È lei la nostra candidata». E la Lega la appoggia.

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Adriana Poli Bortone e Francesco Schittulli, rivali per la nomination del centrodestra alla presidenza della Regione Puglia.

È Adriana Poli Bortone la candidata del centrodestra alle elezioni regionali in Puglia. «Mi hanno telefonato e mi hanno detto che ha accettato la nostra proposta», ha detto il commissario Luigi Vitali, pur precisando di non aver parlato con lei.
Ma sono state le stesse parole della Poli Bortone a far intuire quanto quella decisione sia vicina. Commentando l'appoggio della Lega, che dopo le iniziali perplessità ha accettato la sua candidatura, l'ex sindaco di Lecce ha detto: «Ci sono le condizioni per arrivare in Puglia alla composizione di un centrodestra nuovo».
«INTERESSANTE LABORATORIO». Per Poli Bortone, «il fatto che siano presenti nel progetto in primo luogo Forza Italia e la Lega di Salvini che mostra attenzione anche alle problematiche del Mezzogiorno, ma anche i rappresentanti del Nuovo Psi, dei Socialdemocratici e della Democrazia Cristiana, mi induce pensare che potrebbe nascere un interessante laboratorio politico, pronto ad ampliarsi. Di tutto questo ho parlato con Giorgia Meloni che ha convocato già per domani alle 16 il direttivo di Fratelli d'Italia, partito del quale faccio parte».
Resta però la frattura con i fittiani e il Nuovo centrodestra, che continuano ad appoggiare Francesco Schittulli. Il 12 aprile, Fitto si era spinto fino a proporre un ticket Schittulli-Poli Bortone. Proposta rispedita al mittente dalla diretta interessata.
IL TICKET DI FITTO GIÀ BOCCIATO. «Alla luce della situazione delle ultime ore, avanzo l'ipotesi di un ticket Schittulli-Poli Bortone, unendo tutte le energie migliori per chiarire chi lavora per unire e per vincere, e chi invece gioca a perdere, prigioniero di ostilità e calcoli romani», aveva detto Raffaele Fitto.
La proposta, come ribadito dallo stesso ex governatore, va nella direzione di un contrappeso efficace rispetto al centrosinistra renziano: «Naturalmente devono cadere tutti i veti sui nostri candidati nelle liste del nostro partito Forza Italia e predisporre, come è logico che sia, liste forti e competitive. Chi non accetta neanche questa soluzione sta giocando un'altra partita che nulla ha a che fare con le elezioni regionali. Questo è il mio personale contributo di proposta politica, di ragionevolezza, anche per togliere a tutti ogni possibile scusa o alibi e per avere un una coalizione unita e vincente».
VITALI DICE NÌ. Il ticket proposto da Fitto ha trovato solo un assenso parziale da parte di Vitali. In gioco ancora una volta è l'egemonia all'interno di Forza Italia: «Non è possibile per FI sostenere Schittulli come candidato presidente della regione Puglia perché lui ha cacciato FI fuori dalla coalizione e invece di unire ha spaccato. Ma poiché siamo cattolici-credenti possiamo valutare l'ipotesi di un ticket sì, ma Poli Bortone-Schittulli».
Possibile intesa o muro contro muro? Dalle parole di Giovanni Toti la rottura sembra inevitabile: «Fitto si sarebbe dovuto candidare in Puglia mettendoci la faccia. Non valgono più le guerre di retroguardia legate a una poltrona. Se Fitto vuole essere un elemento di rinnovamento appoggi la Poli Bortone».
Secca la chiusura da parte della stessa Poli Bortone: «Perché parlare di ticket? Nessuno ha chiesto il ticket. Il problema era l'unità del centrodestra. È unito? Se il centrodestra non è unito la colpa è delle richieste esose di Fitto sposate da Schittulli. Se non sono stati risolti questi problemi di cosa parliamo? La sua proposta è il solito depistaggio di chi è alle strette e cambia argomento, di chi vuole distrarre tutti dai veri problemi che sono tutti all'interno del suo partito».
DIVISIONI INTERNE. Il problema è che da Fratelli d'Italia, partito a cui appartiene Poli Bortone, era arrivata un'apertura alla proposta di Fitto. «Chi ha più senso di responsabilità lo metta in campo, anche se le modalità non sono state impeccabili. L'ipotesi può essere la formula vincente per dare un buon governo alla Puglia. Chiedo ad Adriana, come a Fitto e Vitali, di non vanificare questa possibilità», ha detto Fabio Rampelli.
Stesso concetto espresso da Ignazio La Russa: «In Puglia come altrove Fratelli d'Italia continua a perseguire l'obiettivo di unire tutte le forze per battere la sinistra. E questa dovrebbe essere la priorità assoluta per tutto il centrodestra. La priorità è evitare alla Puglia un nuovo e peggiore governo della sinistra».
L'idea, insomma, era quella di appoggiare una canidatura condivisa. Con un fronte spaccato, come è attualmente, Fdi potrebbe porre il veto, e la Poli Bortone lasciare il partito per sposare definitivamente la causa pugliese.
NO A VITALI. Dai fittiani sono arrivati forti segnali di malcontento per la scelta di Vitalicome commissario del partito in Puglia. I parlamentari salentini, il sindaco di Lecce Paolo Perrone e il presidente della Provincia Antonio Gabellone hanno convocato - a nome degli iscritti - un congresso per «eleggere democraticamente il coordinatore cittadino e il direttivo di Forza Italia».
«Lecce è una delle poche città dove Forza Italia governa il Comune e la Provincia e ottiene da anni le percentuali di voti più alte d'Italia. Il commissariamento del partito è dunque un atto incomprensibile e illegittimo politicamente prima ancora che statutariamente. La logica che in Forza Italia si commissari chi vince e si premi chi perde è assurda e ci sta portando a perdere ogni giorno consenso e credibilità», hanno dichiarato i parlamentari Roberto Marti, Rocco Palese e Francesco Bruni.

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