Matteo Renzi 150116223230
MAMBO 12 Aprile Apr 2015 0940 12 aprile 2015

Renzi se li sta giocando tutti

Il premier fa una rivoluzione interna. Gli oppositori? Uno spettacolino incredibile.

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Matteo Renzi.

Il nostro funambolico premier se li sta giocando tutti un’altra volta. La notizia del “tesoretto” ha gettato il panico a destra e a manca. Ha sorpreso e allarmato gli economisti scolastici che continuano a non vedere svilupparsi un piano preciso. Ha fatto tremare gli avversari di Renzi, interni e esterni, perchè temono che il Matteo, quello intelligente, possa giocarsi questi quattrini per vincere le regionali. Se non stessimo parlando del Paese in cui abitiamo, ci sarebbe da applaudire a un uomo politico che sembra così facilmente catalogabile ma che ogni volta riesce a giocare la carta più ardita fra quelle scelte dal mazzo.
UNA PICCOLA RIVOLUZIONE. Il premier, peraltro, sta facendo una sua piccola rivoluzione interna non solo accentuando ruolo e responsabilità di consulenti di solido spessore ma anche operando scelte che contrastano il timore dell’egemonia del giglio magico. Questo c’è e domina la scena, ma il fatto che Renzi abbia sentito la necessità di mettere un professore “de’ sinistra” come Claudio De Vincenti al posto di Del Rio vuol dire che da un lato allarga la base culturale del suo gruppo dall’altro che, quando si parla di cose serie, si rivolge a persone serie. In fondo è la scommessa che io ho sempre fatto, cioè che Renzi prima o poi possa liquidare o almeno ridurre l’influenza dei propri “diciannovisti” e chiamare attorno a sé uomini e donne di stato.
IL DECLINO DI BERLUSCONI. Gli oppositori di Renzi, invece, stanno dando vita da uno spettacolino incredibile. A destra Berlusconi, che potrebbe ben pensare a come farsi ricordare dai posteri, sta dando vita a una sceneggiata che ha lo stesso spessore politico e umano delle sue “cene eleganti”. È un Berlusconi cupo, irascibile, forse non presente a se stesso che sta distruggendo l’opera sua. Ma come? Sei stato il federatore/inventore della nuova destra e ora ti metti a capo di una pattuglia di scriteriati che porterai al carro di un personaggio dal fiato corto come quel Salvini che parla come se fosse sempre appena uscito da una bottiglieria? Invecchiare bene è una virtù che Berlusconi (assieme ad altre) non ha. Peggio per lui.
SULL'ITALICUM SI RISCHIA LA BATTAGLIA. La sinistra Pd, ovvero le sinistre Pd, sono tentate dalla spallata ma cominciano sentire i dolori nelle ossa. Una parte di loro vorrebbe saltare sul carro del vincitore dove saltò uno dei più giovani voltagabbana dell’ex sinistra, quel Matteo Orfini commissario di un disastro romano che con la sua corrente ha largamente creato. Il problema della sinistra è che sull’Italicum rischia di fare una battaglia frontale che farà perdere di vista i risultati già raggiunti (l’alzarsi della soglia del premio di maggioranza e l’abbassarsi della soglia per l’ingresso in parlamento dei partiti minori) e tutto in nome di quella mostruosità che sono le “preferenze” o della ipocrisia sui “nominati”.
LA FIERA DELL'IPOCRISIA. Ma volete dire ai militanti che i nominati non sono solo i capilista, ma, nel sistema dei collegi, quelli catapultati nei collegi sicuri. Vi ricordate il Mugello? Quanti elettori avrebbero votato Di Pietro in una lista di sinistra col voto di preferenza? Forse poche decine di persone. Non erano nominati quei candidati destinati nei collegi ultra-sicuri di Reggio Emilia, Modena, Cerignola e via via ? I ragazzi della sinistra, soprattutto quelli più vecchi, fanno battaglie sbagliate perché si raccontano storie sbagliate. L’Italicum non è una gran legge elettorale, ma anche quelle proposte di sinistra che potrebbero incepparlo rappresentano la fiera dell’ipocrisia.

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