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SANZIONI 13 Aprile Apr 2015 1530 13 aprile 2015

Accordo sul nucleare, Putin cancella il divieto di export di missili S-300 all'Iran

Nel 2010 lo stop alla vendita di razzi antiaerei S-300 a Teheran nell'ambito del programma di sanzioni decise dall'Onu. Israele: «Diretta conseguenza» dell'intesa di Losanna.

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Il presidente russo Vladimir Putin.

Il leader russo Vladimir Putin ha firmato un decreto che cancella il divieto di vendita dei missili di difesa antiaerea S-300 all'Iran. Un contratto siglato nel 2007 per fornire gli S-300 a Teheran fu sospeso nel 2010 in seguito a una risoluzione dell'Onu che imponeva nuove sanzioni all'Iran per il suo controverso programma nucleare.
LAVROV: «LA SICUREZZA DI ISRAELE NON È A RISCHIO». «Il sistema S-300 è un sistema puramente difensivo, non è concepito per attacchi e non metterà a rischio la sicurezza di alcuno Stato, incluso Israele», ha chiarito il capo della diplomazia russa, Sergei Lavrov, commentando la decisione del presidente russo.
Lavrov ha spiegato la cancellazione dell'embargo della consegna a Teheran del sistema di difesa missilistica, da un lato coi «ragguardevoli progressi» raggiunti a Losanna sul nucleare iraniano e dall'altro con la volontà «di evitare nuovi seri esborsi finanziari legati alla sospensione del contratto» da parte di Mosca.
«Siamo convinti che questo genere di embargo, che era un embargo russo separato e volontario, fosse diventato totalmente non necessario a questo punto», ha rimarcato il ministro, ricordando i «considerevoli progressi» raggiunti ai negoziati di Losanna, dove è stato firmato un accordo quadro da perfezionare entro il 30 giugno sul nucleare iraniano.
ISRAELE: «DIRETTA CONSEGUENZA DELL'INTESA». Il ministro degli Affari strategici israeliano, Yuval Steinitz, in risposta all'annuncio russo di vendita dei missili S-300 all'Iran ha espresso un'opinione opposta: «Questa è la diretta conseguenza della legittimazione che l'Iran ha avuto con la bozza di intesa» di Losanna, ha spiegato Steinitz.
«Mentre l'Iran prende le distanze dall'accordo quadro, la comunità internazionale comincia a concedergli delle facilitazioni: lo slancio dell'economia di Teheran, che seguirà la rimozione delle sanzioni, sarà usato a fini bellici, e non per il bene del popolo», ha concluso l'esponente del governo di Tel Aviv.

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