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DICHIARAZIONE 13 Aprile Apr 2015 1720 13 aprile 2015

Genocidio armeni, Gentiloni: «Toni di Ankara ingiustificati»

Il ministro degli Esteri sulla crisi tra Turchia e Santa sede: «Giovanni Paolo II si era espresso in modo analogo».

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Paolo Gentiloni.

Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni è intervenuto sulla crisi diplomatica che si è aperta tra la Turchia e il Vaticano, dopo le dichiarazioni di papa Francesco che ha usato la parola «genocidio» per ricordare lo sterminio degli armeni.
«La durezza dei toni turchi non mi pare giustificata, anche tenendo conto del fatto che 15 anni fa Giovanni Paolo II si era espresso in modo analogo», ha detto Gentiloni. Il riferimento è alla risposta arrivata dall'ambasciata turca, che aveva parlato di «storia strumentalizzata».
«L'Italia ha più volte espresso solidarietà e vicinanza al popolo e governo armeno per le vittime e le sofferenze inflitte cento anni fa», ha proseguito Gentiloni. «Sul riconoscimento giuridico» del genocidio, ha aggiunto il ministro, «abbiamo sempre invitato i due paesi amici Armenia e Turchia a dialogare per evitare che questa situazione ostacoli» un rasserenamento delle relazioni.
GOZI: «UN GOVERNO NON USA LA PAROLA GENOCIDIO». Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega agli affari, Sandro Gozi, nel corso della mattinata di lunedì 13 aprile aveva espresso invece un'opinione in parte differente: «Credo che non sia mai opportuno per un governo prendere delle posizioni ufficiali su questo tema. Per me, ma è la mia posizione personale, si è trattato di un genocidio. Ma un governo non deve utilizzare questa parola».
«Le parole del papa irritano moltissimo Ankara», ha spiegato ancora Gozi, «è la solita e importante questione della lettura della storia. Non esiste una lettura storica assoluta e la lettura della storia crea forti divisioni. Per noi che facciamo politica è meglio guardare ai problemi di oggi della politica. Nessun governo si esprime in maniera ufficiale: questo è compito degli storici», ha concluso il sottosegretario.

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