Matteo Salvini 150409111457
MAMBO 13 Aprile Apr 2015 1008 13 aprile 2015

L'ultimo errore del Cav, seguire Salvini il fascista

Berlusconi dà credito al leader leghista. Che incarna il peggior razzismo nordista.

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Matteo Salvini.

Prosegue l’accelerata fascistizzazione di Matteo Salvini.
Il suo linguaggio non appartiene più alle colorite e spesso indecenti espressioni dei suoi ex colleghi leghisti, ma sta diventando minaccioso come quello di uno squadrista a tempo pieno.
L’odio che esprime verso le minoranze etniche non ha più il colore del nordismo: assume invece quei tratti razzisti e, ancora una volta, violenti che non appartengono alla tradizione del leghismo, Borghezio a parte.
In un certo senso questo Salvini non è neppure un personaggio della destra italiana. Quest'ultima è stata un calderone in cui c’erano moderati liberali, nostalgici, persino della monarchia, fascisti non pentiti ma non desiderosi di ripetere l’impresa, aree extraparlamentari da cui sono venuti terroristi.
DIVERSO DALLA DESTRA ITALIANA. La destra parlamentare, pur nelle sue ambiguità e nella continguità di alcuni suoi esponenti con aree eversive, non ha mai toccato i toni e non ha mai manifesto i progetti che oggi Matteo Salvini declama con impressionante facilità e logorrea.
Sentire quotidiani insulti sessisti alla presidente della Camera, leggere minacce di rappresaglie fisiche sul premier, apprendere che i campi rom potrebbero essere rasi al suolo (e i suoi abitanti?) contribuiscono a creare un personaggio politico da cui farebbe bene a guardarsi anche Marine Le Pen.
In verità Salvini è già un fallito. Dopo questo radicalismo sparso a piene mani, i sondaggi lo danno molto più su della vecchia Lega, davanti a un Berlusconi in forte calo, ma con la metà dei voti di Grillo (a conferma dell’unica intuizione seria del famoso Beppe: siamo l’ultima trincea che impedisce ai nazisti di entrare da vincitori nell’arena poltica).
HA PERSO LA SFIDA CON IL M5S. Il segretario del Carroccio si agita, fa il fenomeno, si spoglia, si fidanza con una pin up televisiva, dice cosacce ma resta sotto Grillo, non è diventato un punto di coagulo dell’Italia che protesta, ne rappresenta solo la parte peggiore.
Figuratevi se questo signore, questo ex leghista che corre per diventare nazista e che sembra uscito or ora da una bottiglieria, potrà mai diventare il federatore della destra.
Fra i tanti errori di Berlusconi, dare credito a questo figuro del peggior nordismo razzista è quello peggiore.
Oppure non è il peggiore, è forse la sua vera anima che viene allo scoperto: allora non chiediamoci perché ha perso, né diamo tutta la colpa alle inchieste.
Ha perso perché c’era un Salvini in lui, c’era cioè un’Italia da guerra civile che per fortuna non c’è stata e non ci sarà.

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