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TENSIONE 14 Aprile Apr 2015 1340 14 aprile 2015

Italicum, Area Riformista voterà no alla riunione del gruppo Pd

La corrente guidata da Speranza chiede modifiche. E apre alla sostituzione dei 'dissidenti' in commissione.

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Pier Luigi Bersani (a sinistra) con Roberto Speranza all'incontro dall'area riformista della minoranza Pd a Bologna.

Sulla legge elettorale il Partito democratico continua ad andare a due velocità. E in due direzioni diametralmente opposte. Da una parte Matteo Renzi, che al Salone del Mobile ha detto: «Vediamo la fine, dopo mesi passati a discutere abbiamo detto 'basta si decide'. Non è il Monopoli dove c'è la casella 'tornate al vicolo corto'».
Dall'altra una minoranza che non ha alcuna intenzione di scendere dalle barricate, e ha annunciato l'intenzione di votare contro l'Italicum se il premier, all'assemblea del gruppo del Pd del 15 aprile, non dovesse aprire alle due due modifiche chieste da Area Riformista in un documento firmato da oltre 80 deputati su 310.
SOSTITUZIONE IN COMMISSIONE. E mentre Forza Italia ha intenzione di chiedere il voto segreto su almeno tre emendamenti, gli esponenti della minoranza dem che fa capo a Roberto Speranza hanno intenzione di chiedere di essere sostituiti in commissione Affari costituzionali della Camera per evitare di votare in maniera difforme dalle indicazioni del gruppo.
Secondo Mauri «in commissione la delegazione del gruppo deve riflettere la posizione ufficiale, mentre in Aula il discorso è diverso ed ogni deputato decide per proprio conto per il principio dell'assenza del vincolo di mandato».
Totale contrarietà anche all'ipotesi che sulla riforma venga posta la fiducia. Per il deputato Nico Stumpo, «sarebbe una cosa totalmente sbagliata, indice di bassa stima del Governo verso il parlamento, al quale dovrebbe essere lasciato lo spazio per discutere e approvare una riforma che è di rango costituzionale».
STUMPO: «CONTINUIAMO A SOSTENERE LE MODIFICHE». Stumpo ha spiegato: «Nella nostra discussione è emersa la decisione di sostenere le ragioni del Documento promosso la scorsa settimana da Area Riformista, e cioè di riaprire il dialogo sulla legge elettorale per evitare che si restringa il campo a sostegno di questa riforma. Continueremo a far si che questa linea abbia uno sbocco domani alla Assemblea del gruppo».
Se in quella sede «si deciderà di portare avanti senza modifiche la riforma, noi continueremo a sostenere le nostre ragioni; ad ora, quindi, direi che voteremo 'no'».
Sulla linea da tenere in Aula, però, la minoranza rimane in stand-by, e in pochi vorrebbero arrivare allo strappo: «La discussione non si ferma oggi e nemmeno domani» con l'Assemblea del Gruppo, per cui «è prevedibile un altro momento di riflessione comune» di Area Riformista.
Chi ha annunciato il suo no è Pippo Civati, mentre Pier Luigi Bersani ha parlato di una sorpresa in arrivo.
M5S: «SE VOGLIONO POSSIAMO RIBALTARE LA LEGGE». Intanto, alla minoranza Pd, è arrivato un messaggio dal Movimento 5 stelle: «Se vogliono, in commissione possiamo ribaltare la legge elettorale», ha detto Fabiana Dadone. «Noi siamo aperti e si dall'inizio fermi a migliorare questo provvedimento soprattutto nella parte che riguarda le preferenze. Ci aspettiamo che in Commissione la minoranza Pd sia coerente e non si autosospenda».
Punta alle crepe interne dei Dem anche Forza Italia che presenta pochi emendamenti, e su tre di essi chiede il voto segreto: «Premio di maggioranza alla coalizione e non più alla lista, apparentamento al secondo turno, entrata in vigore della legge al 2017 anziché nel luglio del 2016». Temi condivisi da diversi esponenti della minoranza Pd.

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