PROFILO 14 Aprile Apr 2015 1100 14 aprile 2015

Regionali Liguria: Alice Salvatore, l'outsider del M5s

Giovane, europea, incoronata da soli 409 voti online. La candidata 5 stelle (foto) parte dal 23%. Tra liti e dissapori. Ma prova a rimontare Paita e Toti in Liguria.

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Ha vinto le presidenziali con 409 voti su 1.502 partecipanti.
E per lei non sono pochi. «Se volessimo fare il confronto con altre forze politiche, dove a scegliere candidati e deputati sono i dirigenti e basta, allora io ho avuto tanti sostenitori», ha detto in un’intervista.
Incoronata dal web, Alice Salvatore (guarda le foto), 32 anni, si prepara a conquistare la presidenza della Regione Liguria per il Movimento 5 stelle, e, giura, è in gara per vincere.
Deve vedersela con la candidata del Partito democratico Raffaella Paita, vicinissima all’uscente Claudio Burlando, e al nome di Forza Italia, Giovanni Toti, che può contare anche sull’appoggio della Lega Nord.
PER I SONDAGGI È IN GIOCO. I sondaggi, però, dicono che la pentastellata non è completamente fuori dai giochi: secondo Il Secolo XIX Paita avrebbe il 33,5% dei consensi, Toti il il 29,1% e la grillina il 23,2%, mentre la lista in suo sostegno si ferma al 23,1%.
Per la giovane non si tratta della prima esperienza: nel 2014 era arrivata prima in Liguria con 258 voti online per la scelta dei candidati alle Europee.
Fallito il viaggio a Bruxelles, ha scelto di concentrarsi sulla sua Regione.
CURRICULUM EUROPEO. Classe 1982 - ma dimostra meno dei 32 anni che compie il 18 aprile - genovese doc, curriculum europeo.
Da adolescente ha vissuto due anni in Belgio dove ha completato il liceo alla scuola europea.
Rientrata in Liguria, si è laureata in Lingue e letterature straniere «con lode e dignità di stampa», ci tiene a sottolineare nella sua biografia.
Poi ha vinto una borsa di studio per un dottorato di ricerca in Letterature comparate, partecipando come relatrice a convegni e conferenze, e trascorrendo periodi di studio in Inghilterra e in India.
PARLA INGLESE E FRANCESE. Parla l’inglese e il francese, dopo la laurea ha accumulato qualche esperienza lavorativa come docente d’inglese in un liceo classico paritario, poi in una casa d’aste e l’ultima, un tirocinio in un’azienda di spedizioni navali, senza trascurare l’amore per la politica.

Dal 2012 partecipa a due riunioni del M5s a settimana

Beppe Grillo.

Al mondo dei grillini si è avvicinata nell’ormai lontano 2007, partecipando al V-day di Genova.
Ma l’adesione al Movimento è arrivata dopo.
«Dal 2012 sono un'attivista a tempo pieno del M5s di Genova: partecipo ad almeno due riunioni a settimana, aiuto a coordinare gruppi territoriali, a organizzare eventi, volantinaggi, gazebo informativi settimanali, flashmob; ad aiutare i nostri eletti nel lavoro istituzionale raccogliendo segnalazioni dalla cittadinanza, analizzando criticità, redigendo documenti, rielaborando insieme al gruppo possibili soluzioni, e, naturalmente, facendo diffusione sul web», si è presentata lei.
ATTENTA ALL'AMBIENTE. Nel suo programma c’è tanto ambiente: prevenzione contro il dissesto idrogeologico e il rischio di alluvioni, la bonifica dei terreni e dei lidi contaminati, l’obiettivo rifiuti zero; la trasparenza, i tagli ai costi della politica; la salute, il trasporto pubblico.
E poi le attività portuali, il turismo, la valorizzazione del territorio e dei prodotti tipici, la ricerca, il risparmio energetico, e la riduzione di addizionali regionali e Irap.
'PORTAVOCE' DEI LIGURI. Lei sembra decisa a portare avanti la sua campagna elettorale, si sbraccia nelle piazze, alle manifestazioni dei lavoratori.
È stata al fianco degli operai Fincantieri di Riva Trigoso, si è fatta portavoce delle loro istanze, ha letto il loro comunicato. «Portavoce di tutti i liguri», l’ha definita Grillo sul suo blog. Ma non senza polemiche.

Il suo nome votato in un clima di tensioni grilline

Raffaella Paita, vincitrice delle primarie del centrosinistra in Liguria.

Paolo Putti, educatore di strada, attivista della prima ora, ex candidato sindaco nel 2012, oggi capogruppo in Consiglio comunale di Genova, aveva scritto alla dirigenza del movimento proponendo di rivalutare i metodi di scelta dei candidati.
Don Paolo Farinella, prete di strada, aveva convocato a metà febbraio un’assemblea nella sua chiesa, alle soglie del porto, per portare alle elezioni di maggio «una forza fatta di tante persone che vogliono trasparenza, competenza, legalità e nessun partito».
LISTA CIVICA SCOMUNICATA. Tra i nomi dell’incontro c’era proprio Putti, che con altri nomi storici del grillismo genovese proponeva, di fatto, una sorta di lista civica, Immediatamente scomunicata da Grillo in persona.
«In questi giorni sono stati nominati online i candidati provinciali per il M5s per le prossime Regionali», recitava un post dal titolo 'Regionalie e dintorni' nei giorni successivi all’incontro, «saranno votati i candidati portavoce presidenti di Regione. Questo seguendo le regole che il M5s si è dato dall’inizio e promuovendo quindi figure dal basso, quasi sempre attivisti. Chiunque sia iscritto regolarmente può diventare consigliere regionale».
E poi: «Non ci sono altre regole o salvatori della patria o nomi noti, per vincere ogni dichiarazione contraria a questa impostazione è ovviamente nulla da chiunque provenga».
DISSAPORI E RISCHIO STRAPPO. Le Regionalie si sono tenute e ha vinto la giovane Salvatore, non senza tensioni all’interno del Movimento genovese, che lei comunque prova a minimizzare: «Non so davvero cosa sia successo, forse qualche dissapore, non so».
Lo strappo in ogni caso sembra arginato, per ora.
E la Salvatore può continuare la sua battaglia con le unghie e con i denti, senza risparmiare dure accuse agli avversari. «Quali sono le alternative al M5s in Regione Liguria? Da una parte un assessore in carica che finge di non essere la delfina di Burlando e che non si accorge che uno dei suoi sostenitori ufficiali ha rapporti stretti con la ‘ndrangheta», ha detto della Paita.
«TOTI? CALATO DALL'ALTO». Aggiungendo: «Dall'altra un nuovo candidato calato dall'alto che non è ligure, che non sa niente della Liguria e che è stato imposto da un condannato per frode fiscale».
Di sicuro, promette, i grillini non faranno accordi. «Assolutamente no, vogliamo essere liberi», ha detto in un’intervista, «e quindi non faremo alleanze. Il sistema partitico non ci piace. Là dentro ci sono persone invischiate in storie che non ci piacciono».

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