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RESA DEI CONTI 16 Aprile Apr 2015 0030 16 aprile 2015

Italicum, ok dei deputati Pd ma il partito si spacca

L'assemblea dei deputati Pd approva la linea Renzi: avanti senza modifiche. La minoranza non partecipa. Il leader di Area Riformista si dimette da capogruppo.

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Matteo Renzi.

Sì alla linea del segretario sull'Italicum ma nel partito la spaccatura con la minoranza è sempre più evidente.
L'assemblea del gruppo Pd alla Camera ha approvato all'unanimità la 'mozione' del premier Matteo Renzi sulla legge elettorale: avanti senza modifiche al testo.
Al momento del voto, però, la minoranza non ha partecipato: su 310 componenti del gruppo, i sì sono stati 190.
SPERANZA SI DIMETTE DA CAPOGRUPPO. Prima del'ok, durante l'assemblea, era arrivato lo strappo di Roberto Speranza, che si è dimesso da capogruppo.
Il motivo è semplice: l'opposizione del segretario a discutere di emendamenti su capilista bloccati e apparentamento al ballotaggio.
All'ennesimo appello della minoranza a modificare l'Italicum, Renzi ha detto no, avvertendo all'inizio dlel'assemblea che lo stesso destino del governo è legato «nel bene e nel male» all'approvazione di questo testo così com'è, senza cambiare neanche una virgola.
È il fallimento di ogni tentativo di mediazione e il leader di Area Riformista ne ha tratto le conseguenze.
RIUNIONE AD HOC SUL TEMA. Il segretario ha commentato così la scelta di Speranza: «Rispetto la sua valutazione, ma la scelta delle dimissioni, per ragioni personali, non la condivido». Renzi ha anche annunciato che sul tema ci sarà «un'assemblea ad hoc» del gruppo Pd alla Camera, ha invitato Speranza a «riflettere» e i membri del gruppo a «esprimersi». La riunione è prevista nella settimana del 20 aprile.
MINORANZA DEM ABBANDONA ASSEMBLEA. Diversi esponenti della minoranza dem, come Fassina e D'Attorre, hanno preferito non partecipare al voto finale che ha dato il via libera all'Italicum nella versione voluta dalla maggioranza, abbandonando l'assemblea.
Pier Luigi Bersani ha avvertito il premier: «Se si avanti così, io non ci sto».
RENZI: «MEMBRI COMMISSIONE ACCETTINO DELIBERA». Dopo il voto il premier ha ribadito la linea: «Tutti i membri della commissione accettino il deliberato dell'assemblea sulla legge elettorale».
Il segretario dem ha giudicato poi positivamente il cosiddetto 'lodo Cuperlo', che consisterebbe nel non chiedere le sostituzioni dei singoli deputati, ma nel rimettere all'ufficio di presidenza una valutazione complessiva.
LETTERA A MATTARELLA DA FI-LEGA-SEL. Ora c'è attesa per vedere il comportamento della minoranza in Aula, dove permane l’ipotesi della fiducia (confermata da Debora Serracchiani) per evitare i voti segreti.
L'obiettivo del premier, che durante l'infuocata assemblea notturna ha aperto a possibili modifiche per la riforma del Senato, è quello di votare in via definitiva il testo della legge elettorale entro i primi di maggio, prima delle Regionali.
Proprio l’ipotesi della fiducia ha spinto i capigruppo di Fi, Sel e Lega a rivolgersi al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per chiedergli di intervenire nei lavori della Camera.

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