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POLITICA 15 Aprile Apr 2015 2037 15 aprile 2015

Italicum, Sel-Fi-Lega a Mattarella: «La fiducia è un golpe»

Ok dell'assemblea Pd alla linea del premier: ok senza modifiche. Il leader di Area Riformista si dimette da capogruppo. Minoranza dem non vota. Il liveblogging.

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Il premier Matteo Renzi.

Partito democratico nel caos nella serata decisiva per il futuro dell'Italicum. Riunita a Roma l'assemblea dei deputati Pd, con Matteo Renzi pronto a un faccia a faccia sul testo da votare alla Camera dal 27 aprile.
Il premier è stato chiaro nel suo discorso: «Il governo è legato a questa legge elettorale, nel bene e nel male, serve l'ok senza modifiche».
Ma il braccio di ferro con la minoranza è durissimo: il leader di Area Riformista Roberto Speranza si è dimesso da capogruppo.
Duro anche Pier Luigi Bersani: «Non è un tema né di disciplina di partito né di voto di coscienza ma di responsabilità: se si sceglie di andare avanti così, io non ci sto».
NO A FIDUCIA SU ITALICUM. Intanto dalle opposizioni è arrivato un appello: scongiurare la fiducia sull'Italicum, che equivarrebbe a un golpe e a un gravissimo strappo costituzionale.
È quanto Sel, Fi e Lega chiedono, in tre lettere diverse inviate al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in merito alla riforma della Legge elettorale.
«ATTO GRAVISSIMO». «A nome del gruppo di Sel ho inviato oggi al presidente della Repubblica Sergio Mattarella una lettera per chiedergli di scongiurare la minaccia di fiducia sulla Legge elettorale ventilata da autorevoli esponenti di governo e del Pd». Lo afferma il capogruppo Sel alla Camera Arturo Scotto, che ha sottolineato: «Sarebbe un atto gravissimo, che ha precedenti solo nella legge truffa del 1953. Un indebolimento della funzione del parlamento ridotto a passacarte, un vero e proprio golpe istituzionale».

Il liveblogging

00.28 - OK DELL'ASSEMBLEA CON 190 SÌ. L'assemblea del gruppo Pd alla Camera ha approvato all'unanimità la linea del premier Matteo Renzi sulla legge elettorale: avanti senza modifiche al testo. Al momento del voto, però, la minoranza non ha partecipato: su 310 componenti del gruppo, i sì sono stati 190

00.20 - RENZI. «NON CONDIVIDO SCELTA SPERANZA, RIFLETTA». «A Roberto Speranza dico che rispetto la sua valutazione ma la scelta delle sue dimissioni, per ragioni personali, non la condivido», ha detto Matteo Renzi e annunciando che sul tema ci sarà «un'assemblea ad hoc».

00.14 - RENZI: «DIVISI MA NON PUÒ ESSERE DERBY». «Siamo profondamente divisi sui singoli punti della legge elettorale ma tutte le posizioni non possono essere ridotte a un derby tra di noi», ha detto il premier Matteo Renzi chiudendo l'assemblea.

22.54 - BERSANI: «COSÌ NON CI STO». «Non è un tema né di disciplina di partito né di voto di coscienza ma di responsabilità: se si sceglie di andare avanti così, io non ci sto». Lo ha detto, secondo quanto si apprende, Pier Luigi Bersani nel suo intervento in assemblea.

22-52 - AREA RIFORMISTA RIMANE AD ASSEMBLEA. Gli esponenti di Area Riformista, la componente di Roberto Speranza, non ha abbandonato l'assemblea dei deputati del Pd, a differenza di altre esponenti della minoranza Dem. Lo hanno riferito via sms alcuni di loro interpellati a tal proposito.

22.33 - ESPONENTI MINORANZA LASCIANO ASSEMBLEA. «Molti esponenti della minoranza, come Civati, Bindi, D'Attorre, Cuperlo ed io abbiamo lasciato l'assemblea del gruppo dopo la forzatura che c'e stata nel non considerare il fatto politico delle dimissioni di Speranza» Lo riferisce al telefono Stefano Fassina.

22.20 - ASSEMBLEA PROSEGUE DOPO DIMISSIONI. Dopo la richiesta di Gianni Cuperlo l'assemblea dei deputati ha deciso di andare avanti nonostante le annunciate dimissioni da parte del capogruppo Speranza. Matteo Renzi, chiedendo che l'assemblea si esprimesse con un voto sul fatto di andare avanti o meno, ha proposto di andare avanti nei lavori e di affidare a un'altra assemblea la discussione sulle dimissioni di Speranza. E l'assemblea ha scelto di proseguire i lavori.

21.41 - SPERANZA SI DIMETTE. Il capogruppo del Pd Roberto Speranza ha annunciato le proprie dimissioni all'Assemblea del deputati Pd. Sulla riforma elettorale «c'è un profondo dissenso».

21.17 - RENZI: «POSSIBILI MODIFICHE A RIFORMA COSTITUZIONALE». «Sono possibili ulteriori modifiche alla riforma costituzionale». Lo ha annunciato il premier Matteo Renzi nel corso dell'assemblea dei deputati Pd.

21.11 - AREA RIFORMISTA NON PARTECIPA AL VOTO. I deputati di Area riformista non parteciperanno al voto dell'assemblea del gruppo sull'Italicum. Lo si apprende da fonti della minoranza Pd. La decisione verrà annunciata dopo l'intervento del premier Matteo Renzi.

21.05 - RENZI: «GOVERNO LEGATO ALL'ITALICUM». «Questo governo è legato a questa legge elettorale nel bene e nel male». Lo ha detto il premier Matteo Renzi all'assemblea del gruppo Pd alla Camera.

21.00 - RENZI: «BASTA TONI DA ARMAGEDDON». «Oggettivamente la mediazione sulla legge elettorale c'è stata ed è in linea con il dibattito interno al Pd. Ora la nostra discussione deve essere depurata da toni di Armageddon». Così il premier Matteo Renzi all'assemblea Pd, sottolineando che il dibattito interno al Pd «è sotto la lente di ingrandimento».

20.46 - RENZI: «OK SENZA MODIFICHE». «Sono qui per chiedere che l'assemblea del gruppo confermi la linea che la direzione ha dato» il voto della legge elettorale senza modifica.
Così il premier Matteo Renzi all'assemblea del gruppo Pd, spiegando che la sua volontà è «chiudere la discussione sulla legge elettorale in modo definitivo».

20.15 - INIZIATA L'ASSEMBLEA. È iniziata alla Camera la riunione dei gruppi dem del Pd.

19.23 TELEFONATA RENZI-SPERANZA. Telefonata tra il capogruppo del Pd alla Camera e leader di Area Riformista, Roberto Speranza e Matteo Renzi. Secondo quanto hanno riferito fonti parlamentari Renzi avrebbe confermato la necessità di non modificare l'Italicum alla Camera, contrariamente alle richieste di Area Riformista. In caso di voto la componente che fa capo a Speranza voterà no.

19.16 - VOTO VERSO LE 23. L'Assemblea del gruppo del Pd alla Camera dovrebbe concludersi con un voto sull'atteggiamento da tenere sull'Italicum, votazione che dovrebbe tenersi verso le 23 secondo un'indicazione ricevuta dai deputati dem della maggioranza attraverso sms e passaparola.

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