REGIME 16 Aprile Apr 2015 0950 16 aprile 2015

Corea del Nord, la sfida nucleare di Kim agli Usa

Corsa all'atomica. E ai missili intercontinentali. Dopo l'Iran, un'altra grana. Pyongyang festeggia i 103 anni di dittatura, spaventando gli Stati Uniti. Foto.

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Il 15 aprile a Pyongyang è la massima festività pubblica, la Corea del Nord si ferma per celebrare il «leader supremo» e «presidente eterno» Kim Il-sung, fondatore assolutista della Repubblica popolare e suo dittatore dal 1948 al 1994 (guarda la gallery).
Il capostipite dei Kim formato nell'Armata rossa sovietica era famoso per lo smodato culto della personalità e in suo onore, a ogni ricorrenza della sua nascita («il giorno del sole») nel 1912, sono organizzate oceaniche parate militari. Adunate geometriche che ricordano l'epoca dei regimi nazi-fascisti e stalinisti del secolo breve.
IL RIAVVICINAMENTO RUSSO. Il tempo sembra essersi fermato a Pyongyang. Come ogni anniversario, il nipote Kim Jong-un, giovane dittatore, ha visitato il faraonico Palazzo del sole di Kumsusan, mausoleo che ospita le spoglie del nonno e del padre Kim Jong-il.
Razzi sono stati sparati nel Mar Giallo, in vista di un lancio di missili prospettato per il 103esimo anno dalla venuta al mondo di Il-sung, e i militari hanno sfilato lungo i viali squadrati dell'ultimo baluardo dei regimi comunisti, che è anche lo Stato più isolato al mondo.
Eppure, rialzata la Cortina di ferro tra Stati Uniti e Russia, lo è un po' di meno. E non solo per le visite del senatore di Forza Italia Antonio Razzi (a fine maggio è in programma un nuovo viaggio) e del capo della Lega Matteo Salvini.

Una parata militare a Pyongyang durante ik regime di Kim Jong-il, padre di Kim Jong-un (Getty).

In costruzione missili intercontinentali nucleari

Con l'aria che tira, il Cremlino ha rinsaldato legami con la Corea del Nord, trattata con freddezza per la corsa al nucleare e sottoposta, anche grazie a Mosca, a rigide sanzioni dell'Onu.
Il 9 maggio Kim Jong-un è atteso in Russia per il 70esimo anniversario della fine della Seconda guerra mondiale, disertato dai leader occidentali: la sua prima visita all'estero dall'insediamento nel 2011.
E il 3 settembre anche Pechino, da sempre in relazioni cordiali con Pyongyang, lo ha invitato alle medesime celebrazioni. Il tempo sembra fermo a 50 anni fa in Corea del Nord.
Invece è trascorso e lo spirito sovietico da corsa nello spazio abbinato allo sviluppo tecnologico ha prodotto un Paese chiuso al mondo, ma con moderne armi nucleari e balistiche ad ampia gittata, pronte e in produzione, contro le quali gli Usa sono stati costretti a potenziare i loro scudi anti-missili.
LE CONDANNE DELL'ONU. In un clima surriscaldato dalla crisi sino-giapponese (e statunitense) per le isole Senkaku, nel Natale 2012 la Corea del Nord lanciò nello spazio il satellite Kwangmyongsong 3 Unit 2. Contro la «provocazione», il Consiglio di sicurezza dell'Onu approvò una risoluzione di condanna e Pyongyang reagì, minacciando attacchi atomici imminenti contro la Corea del Sud, il Giappone e gli Stati Uniti.
Difesa e ricerca aero-spaziale sono intrecciate in Corea del Nord, per la messa a punto dei missili intercontinentali Taepodong-2 (evoluzione del Taepodong-1 a medio raggio), per il trasporto balistico di ordigni nucleari su traiettorie balistiche che includono voli suborbitali e orbitali, con un raggio d'azione tra i 4 mila e i 4.500 chilometri.
Potenzialmente supermissili balistici intercontinentali (posseduti da Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Israele) come i Taepodong-2 superano i 5.500 chilometri di gittata, limitata da accordi politici e per il controllo degli armamenti.
ALMENO TRE TESTATE NUCLEARI. Ma nel 2003 Pyongyang è uscita dal Trattato di non proliferazione nucleare e il regime di sanzioni internazionali non ne ha fermato la volata verso l'atomica. Per l'intelligence sudcoreana la Corea del Nord possiederebbe almeno sette testate nucleari, secondo la Defence intelligence agency americana tra le 12 e le 15, per la Cia invece al massimo tre.
Nel 2013 la propaganda interna aveva annunciato il terzo test nucleare: il sisma di 5 gradi della scala Richter provocato, in quei giorni, da un'esplosione nella regione ha portato Stati Uniti e Giappone a convocare una riunione d'emergenza e Seul ad allertare l'apparato militare.

La statua del «presidente eterno» Kim Il-sung a Pyongyang (Getty).

Il programma atomico importato dal Pakistan

Nell'aprile del 2012, in occasione delle celebrazioni del «presidente eterno», era stato tentato il lancio (fallito) del Kwangmyongsong 3 Unit 1.
Il successo alla seconda unità e le minacce nucleari hanno spinto il Pentagono ad armarsi di 14 nuovi intercettori del sistema antimissili balistici (inclusi gli intercontinentali atomici) di Fort Grey, in Alaska, portando da 30 a 44 i missili intercettori di scudo.
In Corea del Nord il programma missilistico e nucleare è stato sviluppato grazie alla collaborazione con il Pakistan.
PLUTONIO PER L'ATOMICA. Alla sua guida c'era il generale Jon Pyong-ho, morto nel 2014 dopo aver trattato per anni, insieme con il braccio destro Kim Yong-nam, con il padre dell'atomica pachistana Abdul Qadeer Khan.
Lo stato dei progressi è incerto. L'ultimo allarme, a gennaio 2015, è della Difesa sudcoreana sul «livello significativo» raggiunto nella miniaturizzazione delle testate nucleari per adattarle alla gamma dei suoi missili. Pyongyang potrebbe inoltre già contare su circa 40 chili di plutonio «per uso militare» e lavorebbe a un «programma di uranio altamente arricchito».
Al momento il missile balistico più grande posseduto è il Bm25 Musudan, un Taepodong di prima generazione a raggio intermedio presentato a una parata del 2010, di derivazione sovietica e con una gittata tra i 2.500 e i 4 mila chilometri, in grado di raggiungere l'Alaska.
Dalla Rivoluzione khomeinista la Corea del Nord è fornitrice di missili a Teheran: gli accordi economici tra i due Paesi sono soprattutto di tipo militare.
I MISSILI A TEHERAN. Da un cable del Dipartimento di Stato americano del 2010, intercettato da Wikileaks, durante la presidenza Ahmadinejad, l'Iran avrebbe ricevuto da Pyongyang anche una ventina di Bm25 Musudan.
Non a caso, secondo la scheda diffusa dagli Usa sull'accordo preliminare sul nucleare iraniano, le sanzioni americane contro i missili balistici rimarranno anche dopo l'intesa.

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