Gianni Gennaro 150408153615
MAMBO 17 Aprile Apr 2015 1010 17 aprile 2015

De Gennaro fu assolto: spiegatelo a Saviano

Allo scrittore giustizialista piacciono solo le sentenze di condanna. Ma dove vive?

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Gianni De Gennaro.

Ho resistito in queste settimana a intervenire sul cosiddetto “caso De Gennaro” per due ragioni: sono un suo amico personale da tempo immemorabile, collaboro con lui in Finmeccanica avendo messo a disposizione del gruppo le mie esperienze nel mondo della comunicazione.
Ho letto l’invettiva di Roberto Saviano su l’Espresso e qualcosa però voglio dirla.
Saviano ha ovviamente diritto a scrivere quel che pensa.
CANTONE LO HA DIFESO. È un’opinione che non vale né meno né più di quella di Raffaele Cantone che ha difeso De Gennaro con argomenti garantisti ineccepibili.
Insomma, per dirla alla meridionale, Saviano “non parla come un testamento”, cioè con parole definitive, non è una cattedra ambulante, cioè quegli insegnanti di tecnica agraria che trasferivano la loro scienza ai contadini.
È un intellettuale pensoso le cui opinioni hanno tifosi e avversari. Io non sono né l’uno né l’altro.
SU NAPOLI SI INFORMI. Saviano sbaglia a dare un giudizio sull’opera di De Gennaro così negativa del periodo in cui il prefetto era a Napoli a occuparsi di “monnezza”.
Chieda, si informi, vedrà che ha preso una cantonata.
Per quanto riguarda la Diaz poche parole. C’è una sentenza. La sentenza assolve De Gennaro.
I giustizialisti alla Saviano devono decidere se le sentenze che contano sono solo quelle che condannano e non le altre.
NON DECISE LUI ALLA DIAZ. È bene saperlo. Saviano deve anche sapere, passando, suo malgrado, la vita con le forze dell’ordine che lo proteggono, che in questi apparati di forza c’è una catena di comando per cui sul territorio decide il più alto in grado.
Il capo della polizia aveva sul territorio gente esperta, non era lui il capo dell’azione sconsiderata della Diaz.
Nessuno chiamerebbe in causa il capo di stato maggiore di un esercito se un suo reparto avesse comportamenti illegittimi.
Nessuno ha chiamato in causa il dottor Sabella capo di Bolzaneto e assessore a Roma di Marino e l’alto magistrato che era a capo del Dap nello stesso ruolo gerarchico di De Gennaro.
MA QUALE "POTERE DI RICATTO"? Saviano vuole occuparsene? Infine, questa terribile insinuazione di Saviano, da querela, attorno al “potere di ricatto” di De Gennaro: ma che dice? Ma che cultura è questa? Ma in che mondo vive?
Io so quel che De Gennaro, il povero Manganelli, l’attuale capo Alessandro Pansa hanno fatto per l’Italia assieme a magistrati seri e veri, diversi da quelli mediatici che piacciono a Saviano e che non azzeccano un’inchiesta.
Mi basta quel che so, quel che ho visto, il giudizio di persone che non ci sono più e che sono parte del patrimonio più bello della storia italiana.
NON È IL GURU DELLA NAZIONE. Saviano si intrattenga ad Amici. Fa bene, ma non pensi di essere diventato il guru della nazione. Scrive, recita, compare in tivù, alcuni li convince e altri no. Io lo rispetto, ma non mi farò guidare da lui. E come me tanti altri.

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