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INCONTRO 17 Aprile Apr 2015 1148 17 aprile 2015

Renzi da Obama: super accoglienza e crescita al centro

L'Economist lo incorona. Barack lo tratta da amico. Riservandogli la Blair House. Renzi negli Usa cerca sponde sul lavoro. Il vertice a Washington.

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Il premier italiano Matteo Renzi con il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, a Roma.

Appuntamento alla Casa Bianca.
Venerdì 17 aprile è il giorno dell'incontro tra Barack Obama e Matteo Renzi.
Non si tratta del primo faccia a faccia: il presidente americano e il premier italiano si erano già visti a marzo 2014, quando Obama venne a Roma, ma in quell’occasione l’atmosfera era stata di leggero imbarazzo, dato che la visita era stata organizzata dal “defenestrato” Enrico Letta.
DA SEMPRE C'È FEELING. Altri fugaci contatti a margine di vari appuntamenti internazionali, all’Aja per il summit sulla sicurezza nucleare, al G7 e di nuovo al vertice Nato.
Tra loro c'è sempre stato feeling: entrambi sono giovani, ambiziosi, determinati a raggiungere i propri obiettivi e sempre in bilico tra promesse e azioni concrete.
Questa volta però è un vertice diverso.

Blair House #cosedilavoro

Una foto pubblicata da Nomfup (@nomfup) in data: 16 Apr 2015 alle ore 20:03 PDT

TRATTAMENTO DA AMICO. Renzi è pronto a essere ricevuto alla Casa Bianca con tutti gli onori previsti delle visite di Stato e gli è stato riservato un trattamento da “amico”: il presidente del Consiglio ha dormito alla Blair House, la residenza della Casa Bianca dove non tutti gli alleati in visita sono invitati (l’ultimo italiano era stato l’ex presidente Giorgio Napolitano).
INSIEME MEZZA GIORNATA. Inoltre Obama ha intenzione di dedicare a Renzi mezza giornata: non poco considerando l’agenda fittissima dell’uomo più potente del mondo.
Prima è previsto il bilaterale nello Studio Ovale (alle 16.30 italiane), quindi la conferenza stampa congiunta (alle 17.50 italiane) e infine un pranzo di lavoro (alle 18.55 italiane).

Renzi a cena ha fatto impressione su Alec Ross, storico collaboratore tecnologico di Hillary Clinton quando era segretario di Stato. Almeno a giudicare dai commenti sui social: «È il miglior leader dell'Italia da molto tempo a questa parte».

Il premier porta alla Casa Bianca la sua idea di crescita e lavoro

La Casa Bianca.

Dei due, quello che ha più interesse a incassare un successo è Renzi.
Il premier porta alla Casa Bianca la sua idea di economia basata sulla crescita e sul lavoro, la convinzione che l’austerity non sia l’unica via possibile, una serie di riforme da fare (e finora solo in alcuni casi portate a termine) e un progetto che fatica a trovare la necessaria unità di vedute.
«ITALY IS BACK». «Per troppo tempo il nostro Paese è stata la bella addormentata, come se il meglio fosse già accaduto e potessimo vivere il presente solo sognando il nostro grande passato», ma adesso «è tempo di dire che Italy is back, l’Italia è tornata ed è pronta a ripartire con la giusta marcia guardando a un futuro», ha detto il premier parlando alla Georgetown University di Washington.
«POSSIAMO GUIDARE L'UE». La chiave di volta per ripartire è il cambiamento: «Se l’Italia fa le riforme, sarà leader dell’Europa per i prossimi 20 anni. Se l’Italia finalmente decide di investire nel futuro, non solo tornerà ad avere un ruolo di leadership, ma anche di speranza per il resto d’Europa», ha detto Renzi.
In poche parole, come ha scritto anche Bloomberg, Renzi non solo vuole «il sostegno americano per il suo ambizioso programma economico», ma «cerca la benedizione di Obama per rilanciare la speranza e il cambiamento», temi cari all’americano e a cui il presidente del Consiglio non ha mai fatto mistero di essersi ispirato.
«OBAMA È UN MODELLO». «La leadership americana è un modello», perché, «la presidenza Obama ha investito in un nuovo sogno americano», ha detto Renzi da Washington.

Secondo l'Economist «Renzi non è mai stato così forte»

Barack Obama e Matteo Renzi.

Del resto, da sempre i leader italiani “vanno in pellegrinaggio” alla Casa Bianca, ma per Renzi c’è di più in gioco: con i critici che gli chiedono quando le sue riforme rilanceranno la debole economia italiana, il premier 40enne potrebbe usare questa occasione per rinvigorire il suo capitale politico.
L’Economist nei giorni scriveva che Renzi arriva a Washington «nella posizione più forte a livello economico e politico che abbia mai avuto da quando è andato al governo».
FOCUS SULLE PRIORITÀ. Forse questo è un po’ meno vero dopo il caos all’assemblea del Pd con l’ennesimo scontro sulla legge elettorale, ma di sicuro la missione americana di Renzi è un modo per riportare il timone a dritta e a «concentrarsi sulle priorità», come ha detto lo stesso presidente del Consiglio.
Per Obama l'appuntamento non è meno importante. «L’Italia è un alleato di valore all’interno della Nato e un partner su un’ampia serie di questioni globali», ha detto la Casa Bianca. E non sono solo parole.
DOSSIER UCRAINO SUL TAVOLO. Il presidente americano teme un calo di tensione sul dossier ucraino e userà questa giornata per riaccendere l’attenzione, tanto più che resta aperto il tema delle sanzioni contro la Russia in scadenza a luglio (i Paesi europei non sono favorevoli al rinnovo) e c’è da preparare la via in vista del vertice di giugno.
Poi ci sono le tematiche economiche, in un momento in cui gli Stati Uniti si preparano al primo aumento dei tassi di interesse in un contesto di crescita che, però, ha leggermente rallentato il passo rispetto alla galoppata di fine 2014.
OBAMA GUARDA CON FAVORE IL QE. La Casa Bianca guarda con favore al quantitative easing della Banca centrale europea (Bce), nella convinzione che un’Eurozona più forte possa essere un bene anche per gli Stati Uniti, e Obama ha apprezzato la sponda di Renzi, che durante il semestre europeo a guida italiana ha favorito un passaggio a una politica più espansiva, contribuendo a superare le resistenze tedesche.

Libia, l'Italia prova a porsi come interlocutore privilegiato

Pick up dell'Isis sfilano in Libia.

I temi sul tavolo delle discussioni sono molti, dalla lotta al terrorismo al nuovo corso iraniano.
Importante sarà il dossier libico.
Da parte americana si cercherà di capire quale potrebbe essere il ruolo e contributo dell’Italia, che dall’inizio della crisi ha invocato un maggior coinvolgimento della comunità internazionale, mentre si riconferma il sostegno alla missione delle Nazioni unite per la stabilizzazione del Paese.
Obama verosimilmente non vuole chiedere un intervento militare all’Italia, piuttosto cerca un alleato per mettere sotto pressione le forze locali.
STABILITÀ CRUCIALE. Renzi dal canto suo ha una buona occasione per porsi come interlocutore privilegiato fra le varie parti in campo, ruolo che aveva già in certo senso rivendicato durante l’incontro a Mosca con il presidente russo Vladimir Putin.
Per l’Italia un ritorno alla stabilità in Libia è cruciale, da un punto di vista economico e di sicurezza, anche alla luce degli aspri dibattiti sull’immigrazione.
«INFILTRAZIONI DALL'ISIS». «L’impegno dell’Italia continua», anche se «è difficile capire se ci sarà una soluzione diplomatica», ha detto Renzi, spiegando che «sono necessarie operazioni anti-terrorismo, perché c’è il rischio di infiltrazioni dell’Isis».
Ci saranno le tematiche commerciali, con focus sull’accordo di libero scambio tra Unione europea e Stati Uniti: entrambi i leader sanno che l'intesa transatlantica non può che far bene alle rispettive economie.
MICHELLE INVITATA A EXPO? Infine si parlerà di Expo 2015: con ogni probabilità Renzi ribadirà l’invito a Obama a partecipare, magari dopo il G7 in programma in Germania il 7 e l’8 giugno.
L’esposizione, focalizzata sull’alimentazione, interessa particolarmente a Michelle Obama, che da anni porta avanti una crociata personale sul mangiare sano, soprattutto per quanto riguarda i bambini. È dunque possibile che sia la first lady a sbarcare a Milano.

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