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PROTESTA 18 Aprile Apr 2015 0800 18 aprile 2015

Scuola, sciopero il 5 maggio

Prima manifestazione unitaria dopo quasi sette anni contro la riforma Renzi. Rino Di Miglio (Gilda): «È l'inizio della lotta».

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Roma: un momento di una manifestazione in difesa della scuola.

Dopo quasi sette anni, la scuola torna a scioperare compatta.
Ad annunciarlo il 18 aprile dal palco della manifestazione delle Rsu (Rappresentanza sindacale unitaria) a piazza Santissimi Apostoli a Roma, sono stati i sindacati confederali.
Lavoratori, docenti, Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari) e dirigenti scolastici (aderenti a Flc-Cgil, Cisl scuola e Uil scuola, Gilda-Unams, Snals-Confsal) scenderanno in piazza contro il disegno di legge sulla Buona scuola, presentato dal governo.
Era dal 30 ottobre 2008, quando tutti i sindacati manifestarono contro la riforma Gelmini, che la scuola non scendeva in piazza con tutte le sigle sindacali.
100 MILA ASSUNZIONI. Anche se il governo ha 'promesso' di assumere 100 mila docenti a settembre, lo sciopero generale era nell'aria. Perché dal 3 settembre, quando il presidente del Consiglio presentò le prime slide sul piano di riforma che il governo intendeva potare a termine in tempi brevi, i rappresentanti dei lavoratori non sono stati coinvolti nelle discussioni sulla riforma della scuola.
«Quando si mette mano a questioni senza averne conoscenza e competenza», ha tuonato Francesco Scrima, leader della Cisl scuola, «si finisce come l'apprendista stregone e si rischia di fare danni incalcolabili. Questo sta facendo Renzi sulla scuola».
«VOGLIAMO LA STABILIZZAZIONE DEI PRECARI». «Noi chiediamo l'immediata stabilizzazione dei precari», ha dichiarato Domenico Pantaleo, segretario generale Flc Cgil, «il rinnovo del contratto e che si realizzi, finalmente, una scuola autonoma, libera da molestie burocratiche e basata sulla partecipazione e la cooperazione tra i soggetti che operano nella scuola e nel territorio. Del disegno di legge va cambiato tutto e noi non possiamo più aspettare».
Secondo i sindacati, «i grandi assenti di questo disegno di legge sono un reale piano d'investimenti e un piano di assunzioni anche per il personale Ata, che rischiano di compromettere il futuro della scuola italiana».
Il disegno di legge scuola deve essere «fermato», ha ribadito Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli insegnanti. «Chiediamo che il governo ascolti la piazza. Il 5 maggio non deve essere la conclusione di un periodo di lotta, ma l'inizio, a costo di scioperare anche nel periodo degli scrutini».
GIANNINI: «LA BUONA SCUOLA È UNA RIFORMA RIVOLUZIONARIA». Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini ha commentato la proclamazione dello sciopero con un tweet: «Manifesto rispetto per chi sciopera. Stiamo cercando di costruire consenso su #labuonascuola, riforma culturale rivoluzionaria».

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