DIKTAT 19 Aprile Apr 2015 1550 19 aprile 2015

Ordinanze bizzarre dei sindaci sceriffi: il grottesco d'Italia

A Lucca stop kebab. Sanremo proibisce i tuffi. Zanonato creò muri anti-lucciole. Da Nord a Sud, le più strambe imposizioni dei Comuni. Frenate dalla Consulta.

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Luigi Bobbio, sindaco di Castelammare di Stabia.

L’ex sindaco di Castellammare, Luigi Bobbio, magistrato, era abituato a scendere in strada anche di notte per affrontare fisicamente i trasgressori di turno.
Modi spicci, piglio autoritario, nessuna paura.
Simile il comportamento dell’ex sindaco di Salerno Enzo De Luca, vincitore delle primarie e candidato del Partito democratico per la corsa a governatore della Campania: mesi fa, per colpa della sua veemenza (giudicata fuori luogo) esternata nei confronti di un poveraccio che aiutava le massaie a portar la spesa all’uscita di un supermercato, è stato obbligato dai passanti a “darsi una calmata”.
CONSIGLIERE FINTE PROSTITUTE. Più sofisticato appare Dimitri Russo, sindaco di Castelvolturno, il paese del Casertano in cui il popolo degli extracomunitari ha superato per quantità quello locale: Russo ha camuffato da finte prostitute e accompagnato sul marciapiede due tra le più avvenenti giovani consigliere comunali allo scopo di fare da esca e beccare i clienti più focosi.
Non esausto, il sindaco ha poi deciso di pedinare, filmare e denunciare alla procura della Repubblica due vigili urbani che, invece di coordinare il traffico, se ne erano andati a fare shopping nei negozi e poi al bar per gustare un buon caffè ignari di quel che il loro sindaco stava tramando.
CACCIA ALL'EXTRACOMUNITARIO. I suoi blitz, sebbene stravaganti, non hanno nulla di casuale: «Solo se riusciremo a far pulizia in tutti i sensi sul territorio», spiega, «i turisti torneranno ad affollare la nostra terra e gli extracomunitari preferiranno spostarsi altrove».
Detto fatto, Russo ha annunciato anche una sua “crociera” di perlustrazione lungo i Regi Lagni, il canale borbonico di smaltimento dei liquami avvelenato dagli scarichi fuorilegge di industrie fuorilegge e untori mascalzoni.

Il decreto Maroni del 2008 ha ampliato i loro poteri

Il palazzo della Consulta, sede della Corte costituzionale.

Sindaci sceriffi, li hanno definiti.
Un po’ con ammirazione, un po’ a mo’ di sberleffo.
Autorità istituzionali, comunque. Rese forti (e inattaccabili) dalla legge 125 del 24 luglio 2008 e poi dal decreto Maroni del 5 agosto dello stesso anno che ha ampliato i poteri di ordinanza dei primi cittadini in materia di problematiche urbane.
STRAMBERIA SENZA LIMITI. Da quel decreto in poi, le ordinanze cosiddette “creative” emanate a raffica in tutta Italia non si sono più contate.
Né ha avuto più limiti la stramberia di molte decisioni (e imposizioni) che invece di garantire maggiore sicurezza urbana hanno - secondo molti - «finito per ledere in misura grave (e paradossale) le libertà individuali e lo stile di vita».
INTERVIENE LA CONSULTA. Il problema, a un certo punto, è diventato così imbarazzante che la Corte costituzionale, con la sentenza numero 115 dell’aprile 2011, ha decretato «illegittime» centinaia di ordinanze sindacali più o meno bizzarre ammettendo solo quelle «giustificate da situazioni di particolare emergenza sociale».
I più contenti della decisione dei giudici costituzionali hanno ricordato una frase di Benjamin Franklin: «Qualsiasi società che sacrifica un po’ di libertà per una maggiore sicurezza non si merita nessuna delle due cose e le perde entrambe».
ORA REGNA L'INCERTEZZA. Oggi, tra ripensamenti, drastici divieti e sorprendenti lassismi, nei municipi italiani regna l’incertezza. E, spesso, il paradosso. Quando è che scattano l’emergenza e l’urgenza? Fino a che punto un Comune può spingersi nell’invasione della vita privata dei cittadini? Quali delle ordinanze emanate sono da considerare ancora valide e quali no?

In principio fu Zanonato: famoso muro anti-lucciole

Flavio Zanonato.

Il primo sindaco a far parlare di sé per l’originalità dei suoi interventi è stato, in epoca recente, il primo cittadino di Padova Flavio Zanonato: fu lui a far erigere il famoso muro in via Anelli in chiave anti-prostitute.
Nel settembre 2013 un sindaco nel Bellunese, Andrea de Bernardin di Rocca Pietore, ha reagito all’escalation dei ladri e dei vandali consigliando alla gente onesta «di dotarsi di un buon impianto anti-furto e di un valido porto d’armi».
«DORMITE COL FUCILE». Non dissimile il comportamento di Joe Formaggio, il sindaco del Vicentino che a marzo 2015 ha esortato i concittadini a dormire «con il fucile sotto il cuscino» così da sistemare a dovere eventuali assalti da parte dei rom.
Meno bellicoso, ma più servizievole, appare il sindaco di Torlino Vimercati in provincia di Cremona, che spesso scende in strada a fare lo spazzino o il giardiniere «in difesa», spiega, «del bilancio comunale».
VIETATO LEGGERE SUL PRATO. Divieti, imposizioni, diktat: Consulta o no, si va dalla multa a chi stende i panni al balcone all’imposizione della lingua italiana durante le cerimonie religiose, dal castigo per i fidanzatini che leggono un libro sul prato (a Vicenza) all’ordinanza anti-mendicanti emanata proprio ad Assisi, la città di Francesco, il santo mendicante per eccellenza.
A Trento hanno previsto sanzioni perfino contro la carrozza di Babbo Natale mentre a Brusciano, vicino Napoli, ai bambini viene vietato di festeggiare il carnevale con la tradizionale “battaglia delle arance”.
A LUCCA NIETE KEBAB. Famoso è il divieto a Rimini dei massaggi alla schiena in spiaggia, a Lucca è proibito il kebab, a Eboli guai se ci si bacia in automobile, ad Eraclea non ci si azzardi a costruire castelli di sabbia sull’arenile.
È stato calcolato che il 42,9% dei provvedimenti straordinari decisi dai sindaci sono diretti a punire le minoranze etniche, gli immigrati, i più poveri, i rom.
Insomma, più che un modo per garantire sicurezza nelle metropoli a molti sembra un sistema per nascondere sotto il tappeto brutture e miseria.
«METAFORA DEL CAPRO ESPIATORIO». Tanto è vero che c’è chi parla di «metafora del capro espiatorio», cioè della volontà di nascondere - castigando i più fragili con iniziative più o meno spettacolari e di sicuro richiamo mediatico - l’incapacità delle istituzioni di assicurare davvero ordine pubblico e tranquillità.

A Saluggia proibito lanciare un pugno di riso ai matrimoni

Michele Emiliano.

Vero? Falso?
Comunque sia, se ci si reca a Padova attenzione a non rubare la panchina agli anziani: è prevista una contravvenzione.
A Saluggia, invece, che sta vicino Vercelli, non si lanci mai il pugno di riso ai matrimoni: è vietatissimo.
Ci si munisca, piuttosto, di petali di rosa.
NIENTE ANTENNE A SANREMO. Niente tuffi dagli scogli a Sanremo, dove è punito chi installa antenne paraboliche sui balconi, si siede sulle scale o chiede informazioni alle prostitute (se lo si fa, si rischia la multa fino a 500 euro).
A Capri, invece, non si può girare a torso nudo e neanche con gli zoccoli ai piedi.
EMILIANO CONTRO I GRUPPETTI. A Bari Michele Emiliano, da sindaco, aveva proibito di sostare in piazza in gruppi di più di cinque persone, specie - aveva specificato - se «con atteggiamento di sfida, presidio o vendetta».
Un’ampia, grottesca rassegna delle ordinanze più “creative” (e assurde) dei sindaci italiani è contenuta nell’e-book di Lucia Quaglino, D’Amore, di morte e di altri divieti: i diktat sindacali vengono definiti dall’autrice perlopiù «inefficaci, discriminatori, moralistici, distorsivi e invasivi». In altre parole, non servono a niente.
Stefano Moroni, docente di Etica e diritto urbanistico, ha detto che «normare su cose che non hanno bisogno di essere normate produce solo danni e può ammazzare la creatività dei cittadini, cioè la loro libertà di scelta».

Nell'Argentario guai a chi mastica chewing gum

L'ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

Insomma, aldilà del grottesco il problema appare serio. E grave.
Ma chi lo spiega al sindaco dell’Argentario, Arturo Cerulli, che ha voluto vietare l’uso dello chewing gum perché poi «cittadini e turisti buttano la gomma da masticare a terra e l’attacano alle panchine»?
«A Singapore», ha spiegato il sindaco, «il chewing gum è vietato da 20 anni e nessuno se ne lamenta».
Sì, ma è molto meglio in Gran Bretagna dove hanno inventato la gomma da masticare biodegradabile.
A Cernobbio gli sposi debbono accettare la visita igienico-sanitaria dei tecnici comunali nella propria abitazione.
A Voghera di notte è vietato sedere sulle panchine.
CON ALEMANNO CASSONETTI SALVI. A Roma Gianni Alemanno, da sindaco, aveva emanato un’ordinanza che vietava di rovistare nei cassonetti. Come dire: qui è proibito disperarsi.
Perfino il sindaco Angelo Vassallo, ammazzato dalla camorra nel Cilento, aveva emanato ordinanze decisamente strane: tra le altre, c’è chi ricorda quella dei loculi in vendita e dotati di webcam per poter guardare h24 da casa la tomba di famiglia. Il cimitero era inoltre dotato di un impianto di filodiffusione.
ELEMOSINA, GUERRA CON LA CHIESA. Sul divieto o no di elemosina, poi, è guerra aperta tra sindaci e Chiesa e all’interno delle stesse parrocchie: a Mestre il parroco del duomo ha assoldato body guard tra i fedeli per difendersi dagli accattoni troppo aggressivi.
A Belluno, invece, è stato il vicario del vescovo, monsignor Luigi Del Favero, a pagare di tasca propria la multa che il sindaco aveva inflitto a un mendicante. «Tanto zelo è incomprensibile», ha detto, «anche se mi dimostreranno che l’ordinanza è in regola, mi rimarrà la libertà di dire che non è giusta».

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