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EMERGENZA 20 Aprile Apr 2015 2226 20 aprile 2015

Immigrazione, il piano Ue in 10 punti

Tra i paletti della Commissione rafforzare Triton e distruggere i barconi degli scafisti. Ma serve il via libera Onu.

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Testimoni e migranti sulla spiaggia di Zephyros.

Rafforzare Frontex, prevedere meccanismi di emergenza per la redistribuzione dei profughi e lanciare un nuovo programma per il rimpatrio «dai paesi in prima linea», come l'Italia, dei migranti irregolari che non hanno diritto all'asilo.
Sono i punti principali dei dieci previsti dal piano d'azione europeo sull'immigrazione, presentato dalla Commissione e approvato il 20 aprile a Lussemburgo dai ministri degli Esteri e degli Interni.
BASE PER VERTICE 23/4. Il testo è la base del vertice straordinario convocato per giovedì 23 aprile dal presidente Tusk dopo 24 ore di «consultazioni».
Per la caccia ai trafficanti viene evocato il modello della operazione Atalanta, con le navi militari della Ue in missione anti-pirateria nel Corno d'Africa. Per realizzarlo servirebbe un mandato del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, ma la Ue è pronta ad attivarsi. E c'è già chi, come il Belgio, si dice disposto a mettere a disposizione mezzi militari.
RISORSE DA DEFINIRE. Nell'ambizioso piano d'azione preparato da Avramopoulos, il rafforzamento delle risorse per Frontex e l'operazione Triton appare però ancora limitato.
Nell'ultima bozza circolata si parlava di raddoppio, una quantificazione lontana dal «cambio di ordine di grandezza» chiesto dal ministro Gentiloni che definisce gli appena «tre milioni al mese» attualmente a disposizione per Triton come «non all'altezza della maggiore potenza economica del pianeta».
PREVISTE OPERAZIONI DI INTELLIGENCE. Nella guerra ai trafficanti sono previste anche operazioni di intelligence.
Il punto 3 chiede «riunioni regolari tra Europol, Frontex, l'agenzia europeo per l'asilo (Easo) ed Eurojust per raccogliere informazioni sul modus operandi e tracciare i finanziamenti».
E il punto 10 lancia l'idea di inviare nei paesi chiave 'Ufficiali di collegamento per l'immigrazione': degli 007 dei flussi migratori di stanza nelle delegazioni della Ue.
L'Easo, poi, ha intenzione di schierare team in Italia e Grecia per dare assistenza nella valutazione delle domande di asilo.
«OPZIONI PER PROFUGHI». Ma gli Stati dovranno «assicurare» la raccolta delle impronte digitali, punto su cui l'Italia più volte è stata richiamata.
Inoltre il piano chiede di «considerare» opzioni per la redistribuzione dei profughi richiedenti asilo: da una parte un «meccanismo di emergenza», dall'altra quello di avviare un «progetto pilota per ridistribuire tra gli Stati membri quote di persone bisognose di protezione, sempre però su base volontaria, vista l'opposizione di molti paesi dell'Est.
Infine si dovrebbe rilanciare l'impegno di collaborazione con i paesi attorno alla Libia, aumentando anche la presenza di personale civile per il controllo dell'immigrazione per rafforzare la missione già esistente.

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