SCONTRO 20 Aprile Apr 2015 1130 20 aprile 2015

Italicum, sostituiti i dissidenti Pd in Commissione

La minoranza dice "no" alla legge elettorale. Rimossi in 10 dalla Commissione. Tra loro Bersani e Bindi. Fassina: fatto grave. Cuperlo: legislatura a rischio. Foto.

  • ...

Primi ostacoli per l'Italicum in commissione Affari costituzionali alla Camera.
Ed è subito scontro nel Partito democratico, con il premier Matteo Renzi che, in attesa di decidere se porre la fiducia («Lo vedremo al momento della discussione parlamentare», ha detto), ha scelto di sostituire ben 10 deputati della minoranza Pd in commissione. Si tratta, in ogni caso, di una sostituzione 'ad hoc' e non definitiva, valida quindi solo per l'esame dell'Italicum e in linea con quanto deciso nell'assemblea dei deputati dem. A essere avvicendati sono Pier Luigi Bersani, Gianni Cuperlo, Rosy Bindi, Andrea Giorgis, Enzo Lattuca, Alfredo D'Attorre, Barbara Pollastrini, Marilena Fabbri, Roberta Agostini e Marco Meloni (guarda le foto).
135 EMENDAMENTI. Che il cammino della riforma fosse in salita, però, lo si era già capito dal numero di emendamenti: ne sono stati presentati 135, secondo quanto si è appreso da fonti parlamentari. E di questi, 11 sarebbero le proposte di modifica firmate da esponenti del Pd. Ecco perché alla fine si è arrivati alla decisione di sostituire i dissidenti dem, pronti a mettere i bastoni tra le ruote della riforma tanto cara a Renzi.
SOSTITUITI I 'DISSIDENTI'. Ad annunciare il cambio in corsa in commissione è stato il bersaniano Andrea Giorgis: «Abbiamo comunicato che non intendiamo votare né i singoli articoli né il mandato al relatore. Ci è stato detto che saremo sostituiti».
CUPERLO: «NO ALLA FIDUCIA». Nonostante già in mattinata fosse stato indicato come uno dei possibili deputati da sostituire in commissione, Cuperlo ha preferito glissare sul tema, spiegando di aver già «affermato in passato» che «se l'ufficio di presidenza, a fronte della chiarezza e anche della lealtà da me dimostrate, avesse ritenuto di prendere dei provvedimenti, avrei preso atto e rispettato la decisione perché riconosco che in un gruppo esistono delle regole e io a quelle regole mi attengo». Ma sul ricorso alla fiducia non ha voluto stare zitto: «Sarebbe uno strappo che metterebbe seriamente a rischio il proseguimento della legislatura», ha detto Cuperlo. Perché, a suo giudizio, «le opposizioni tutte avrebbero una reazione forte».
FASSINA: «FATTO GRAVE». Tra i primi a commentare la sostituzione dei membri della minoranza Pd è stato Stefano Fassina, che a margine di un incontro alla Camera l'ha definito «un fatto grave».
«Si tratta della conseguenza dell' indisponibilità da parte del presidente del Consiglio a riconoscere le correzioni necessarie affinché il pacchetto Italicum-revisione del Senato non porti a un presidenzialismo di fatto senza contrappesi e quindi a una pericolosa regressione della nostra democrazia», ha spiegato l'ex viceministro dell'Economia.
M5S E SCELTA CIVICA CONTRO RENZI. Intanto, dal Movimento 5 stelle avevano già fatto sapere che «se Renzi espellerà la minoranza, ritireremo gli emendamenti e lasceremo la Commissione. È inutile partecipare a una farsa con burattini che dicono si a comando».
Sulla stessa linea Scelta Civica, che sta valutando la decisione di disertare i lavori della Commissione e di andare direttamente in Aula. Sel, Forza Italia e Lega per ora non hanno annunciato alcun Aventino, ma i toni dell'opposizione sono stati durissimi e non hanno esitato, a partire dal capogruppo Fi Renato Brunetta, a definire «aberrante» l'avvicendamento dei dissidenti Pd.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso