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EMERGENZA 20 Aprile Apr 2015 1504 20 aprile 2015

Migranti, Renzi: «È una crisi umanitaria, prenderemo gli scafisti»

Vertice italo-maltese a Palazzo Chigi: «Intervento militare non è un'ipotesi sul tappeto». Mattarella sulla strage: «Una ferita lacerante». L'Ue pensa a più fondi per Triton.  

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Joseph Muscat e Matteo Renzi.

A poco più di 24 ore dall'ecatombe consumatasi nel Canale di Sicilia e costata la vita a centinaia di migranti, Matteo Renzi ha ricevuto a Palazzo Chigi il premier maltese Joseph Muscat, nel tentativo di elaborare una strategia per fronteggiare l'emergenza sbarchi.
«SERVE RISPOSTA SOLIDA». «Quello che avviene in queste ore nel Mediterraneo», ha sottolineato Renzi a conclusione del faccia a faccia, «è molto più di un naufragio: siamo in presenza di un grave momento di crisi umanitaria che va affrontato come tale». L'emergenza sbarchi, dunque, «va affrontata e gestita sulla base del diritto umanitario, che richiede risposta solida da parte tutta comunità internazionale».
«VERA E PROPRIA ORGANIZZAZIONE CRIMINALE». «L'escalation dei viaggi della morte», ha aggiunto il primo ministro italiano, «è il segno che siamo in presenza di un'organizzazione criminale che sta facendo tanti soldi e rovinando tante vite. Il nostro Paese non può consentire che si faccia commercio di vite umane e noi li prenderemo. Questo chiediamo alla comunità internazionale». Per arginare questa piaga, il presidente del Consiglio ha promesso «interventi mirati», da illustrare al vertice europeo di giovedì 23 aprile.
«OCCHI CHIUSI A SREBRENICA, MAI PIÙ». A detta di Renzi, se «20 anni fa abbiamo chiuso gli occhi davanti a Srebrenica» oggi «non possiamo chiuderli ancora e ricordarci di certi eventi solo per le commemorazioni». E ancora: «Dobbiamo evitare che le persone siano schiavizzate: non possiamo pensare di dargliela vinta, avremmo una responsabilità verso la storia». Il premier ha quindi rivelato che «sono aumentate in queste ore le segnalazioni di soccorso: c'è un gommone a 30 miglia dalla Libia, con 100-150 persone a bordo. E una barca più grande con 300 persone». Italia e Malta sono impegnate in «operazioni di soccorso» e c'è anche una terza barca in difficoltà.
«NO A INTERVENTO MILITARE IN LIBIA». Quel che è certo, in ogni caso, è che l'intervento militare in Libia non «è un'ipotesi sul tappeto», perché non ci sono le condizioni per far fare la pace con un intervento militare. Così come è assolutamente campata in aria la soluzione del blocco navale, che «significa far fare il taxi agli scafisti».
Da Usa, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Francia e Danimarca è arrivato il pieno sostegno a Renzi. E Parigi ha ammesso che l'Europa «non è stata all'altezza della situazione».
L'ONU: «TROPPE PRESSIONI SU ITALIA E GRECIA». Mentre preoccupazione per la pressione che Italia e Grecia sopportano è stata espressa dal segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon: «L'Italia e la Grecia», ha detto, «stanno sopportando una pressione troppo elevata per l'emergenza immigrati e auspico che l'Europa mostri solidarietà a questi Paesi».

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